Novello, settembre 2026 – Due vigne, due suoli, due altitudini e, soprattutto, due diverse espressioni dello stesso territorio. È attorno a questa idea di identità e di lettura delle Menzioni Geografiche Aggiuntive che Merenda Sinoira presenta i nuovi millesimi dei suoi Barolo DOCG Ravera e Sottocastello di Novello, entrambi prodotti nell’annata 2022. Circa 1.300 bottiglie per ciascuna etichetta raccontano così due porzioni di territorio molto vicine tra loro, ma capaci di restituire al Nebbiolo caratteristiche profondamente differenti.
La scelta della cantina di vinificare separatamente le uve provenienti dalle due MGA risale all’annata 2021 e rappresenta un’evoluzione importante nel percorso produttivo di Merenda Sinoira. L’azienda produce Barolo dal 2015, quando nacque Kidì, prima interpretazione classica del Nebbiolo di Novello e punto di partenza della ricerca della cantina sulla denominazione. Con il passare delle vendemmie, l’esperienza maturata in vigna e in cantina e la realizzazione della propria sede produttiva nel centro di Novello hanno portato a una scelta sempre più precisa: dare a Ravera e Sottocastello di Novello una propria identità, attraverso vinificazioni dedicate e due etichette capaci di esprimere le peculiarità dei rispettivi cru.
«Crediamo fortemente nell’identità del comune di Novello, le cui MGA hanno raggiunto il grande pubblico internazionale soprattutto negli ultimi decenni», spiega Federico Alessandria, agronomo ed enologo di Merenda Sinoira. «Con questi vini vogliamo portare nel bicchiere le diverse personalità di Ravera e Sottocastello di Novello: due luoghi molto vicini in linea d’aria, capaci di esprimere peculiarità profondamente differenti».
Due MGA, due anime del territorio di Novello
La differenza tra i due vini nasce innanzitutto dalle caratteristiche dei vigneti. Sottocastello di Novello si trova a circa 450 metri di altitudine, una quota tra le più elevate dell’area del Barolo. Il vigneto è caratterizzato da una forte pendenza e da un’esposizione sud-est, condizioni che favoriscono la ventilazione e contribuiscono a preservare freschezza ed equilibrio durante la maturazione delle uve. Il terreno è prevalentemente calcareo-argilloso, con la presenza di leggere vene sabbiose, un insieme di elementi che contribuisce alla struttura e alla complessità del vino.
Nel calice, il Barolo Sottocastello di Novello si distingue per una buona acidità e una marcata concentrazione polifenolica. Il quadro aromatico richiama il sottobosco, le spezie scure e le sensazioni balsamiche, mentre la struttura lascia intravedere una significativa capacità evolutiva.
Più in basso, a un’altitudine media di circa 350 metri, si trova invece Ravera, inserita in una conca caratterizzata da pendii più dolci. Qui i terreni appartengono alla Formazione di Sant’Agata Fossili e sono composti da marne calcaree, argilla e limo. La loro capacità di trattenere l’acqua, insieme alla presenza significativa di calcare attivo, contribuisce a definire un profilo differente rispetto a quello di Sottocastello.
Il Barolo Ravera si presenta infatti con una spiccata freschezza minerale, una trama tannica fitta e una struttura pensata per accompagnare il vino nel tempo. Le prime sensazioni aromatiche sono caratterizzate da sfumature agrumate che, con l’evoluzione, lasciano progressivamente spazio a note di mentolo e liquirizia. È proprio la componente minerale a rappresentare uno degli elementi distintivi di questa interpretazione.
Le differenze tra i due vini non cancellano, dunque, il comune denominatore rappresentato dal territorio di Novello, ma lo rendono più leggibile. Ravera e Sottocastello diventano due modi complementari di raccontare il Nebbiolo e di mettere in evidenza quanto possano incidere altitudine, esposizione e composizione del terreno sulla personalità finale del vino.
Una vinificazione pensata per rispettare l’origine
Anche in cantina la filosofia di Merenda Sinoira punta a preservare le caratteristiche delle singole parcelle. Per entrambe le etichette, le uve di Nebbiolo vengono raccolte manualmente. La vinificazione prevede l’impiego di una piccola percentuale di uva intera con raspo, seguita dalla fermentazione alcolica e da una lunga macerazione all’interno di serbatoi verticali termocondizionati in acciaio inox.
Terminata la fase fermentativa, il percorso prosegue con un affinamento di circa 24 mesi in botte grande di rovere. Un processo lungo, pensato per accompagnare l’evoluzione del vino senza sovrapporsi all’espressione del territorio e permettere alle componenti aromatiche, strutturali e tanniche di trovare progressivamente il proprio equilibrio.
Il 2022 e la sorpresa di un’annata calda
La nuova uscita si confronta con una delle annate più significative degli ultimi anni per le condizioni climatiche. Il 2022 è stato caratterizzato da un inverno mite e quasi privo di precipitazioni, seguito da una primavera precoce e da un’estate segnata da temperature elevate e siccità prolungata.
La limitata disponibilità idrica ha contenuto lo sviluppo vegetativo delle piante e favorito la formazione di grappoli con acini più piccoli e una maggiore concentrazione della polpa. Le precipitazioni arrivate tra la fine di agosto e l’inizio di settembre hanno però contribuito a sostenere la fase conclusiva della maturazione. Per il Nebbiolo, la raccolta si è svolta in anticipo, nelle ultime due settimane di settembre.
Le premesse lasciavano immaginare vini particolarmente concentrati, potenti e caratterizzati da una struttura importante. L’affinamento ha però mostrato un’evoluzione diversa: la componente tannica si è progressivamente distesa, mentre il livello di maturazione raggiunto dalle uve ha trovato un contrappunto nella freschezza naturale del Nebbiolo.
Il risultato, secondo la lettura della cantina, sono Barolo profondi, armonici e già capaci di esprimere una certa eleganza, pur mantenendo la struttura necessaria a un ulteriore sviluppo in bottiglia.
«Ogni vendemmia porta con sé emozioni differenti, ed è questo il bello di fare vino», racconta ancora Federico Alessandria. «Nella Ravera ci emoziona la nota minerale, probabilmente legata alla presenza di calcare attivo, che dona al sorso una freschezza vibrante. Sottocastello di Novello colpisce invece per una concentrazione polifenolica unica, favorita dall’escursione termica legata all’altitudine».
Con i due Barolo 2022, Merenda Sinoira prosegue così un progetto che mette al centro Novello e la sua complessità territoriale. Non una semplice distinzione tra etichette, ma un percorso di approfondimento delle MGA attraverso il quale la cantina cerca di rendere sempre più riconoscibili, nel bicchiere, le differenze che nascono a pochi chilometri — e talvolta a poche centinaia di metri — di distanza.
Ravera e Sottocastello di Novello diventano così due capitoli dello stesso racconto: quello di un territorio capace di esprimersi attraverso sfumature diverse e di un Nebbiolo che, proprio grazie alla lettura delle singole vigne, può mostrare con maggiore precisione la propria identità.

Vivatorino Notiziario della citta' di Torino


















