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9 settembre 1899: viene inaugurato il monumento a re Vittorio Emanuele II a Torino

Il 9 settembre 1899 fu inaugurato con grande solennità il monumento dedicato a Vittorio Emanuele II — primo re d’Italia — situato nel cuore di Torino, all’incrocio tra corso Vittorio Emanuele II e corso Galileo Ferraris. L’opera, progettata dallo scultore genovese Pietro Costa e realizzata in bronzo e granito, fu commissionata e interamente finanziata dal figlio del sovrano, re Umberto I, come gesto simbolico di “riparazione morale” nei confronti della città piemontese, privata delle spoglie del re, sepolto invece a Roma.

Il concorso per la sua realizzazione, indetto dopo la morte di Vittorio Emanuele nel 1878, vide la partecipazione di 46 bozzetti: la scelta cadde su Pietro Costa, formalizzata nella Gazzetta Ufficiale del Regno il 1° aprile 1879 La scadenza originaria del 1885 non fu rispettata a causa di contrasti e ritardi tra l’artista e l’amministrazione comunale, tanto che l’opera si concluse solo nel 1899, poco prima della morte di Costa.

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L’inaugurazione fu celebrata con grande entusiasmo — corso Vittorio Emanuele II e via Roma furono illuminate a festa — e l’evento vide la partecipazione della corte reale, sebbene in un clima segnato da polemiche e tensioni con l’artista stesso.

Descrizione dell’oper

Il monumento, alto ben 39 metri, è costituito da una maestosa statua del re, raffigurato a capo scoperto. La mano destra impugna un elmo piumato, mentre la sinistra si posa sulla spada d’ordinanza. La figura del sovrano, chiamato affettuosamente “il Re sui tetti” o “Barba Vigiu” dai torinesi, è posta sopra quattro colonne doriche che suggeriscono una fitta scansione verticale .

Ai piedi della statua, quattro allegorie rappresentano i valori fondanti della nazione nascente: Unità, Libertà, Fratellanza e Lavoro Agli angoli del piedistallo, ai piedi delle colonne, si ergono aquile con scudi che riportano le date chiave del processo di unificazione italiana: 1848 (prima guerra d’indipendenza), 1859 (Solferino e San Martino e armistizio con l’Austria), 1866 (annessione del Veneto), 1870 (breccia di Porta Pia e annessione di Roma)

Contesto e significato

Non si tratta “solo” di una statua, ma di un monumento carico di significati politici e simbolici: celebra l’unità nazionale e il contributo della dinastia Savoia al Risorgimento, incarnato nella figura del suo primo re. La scelta di donare reperti personali e fondi da parte di Umberto I assumeva una valenza altamente simbolica verso Torino, capitale temporanea del neonato Stato italiano WikipediaWikipediaMole24.


Riepilogo storico

AspettoDettagli
CommissioneUmberto I, 1878
ScultorePietro Costa (vincitore concorso 1879)
Periodo costruttivo1882–1899
Inaugurazione9 settembre 1899
AltezzaCirca 39 metri
SimbolismoUnità, Libertà, Fratellanza, Lavoro, tappe dell’Unità Italiana

Un significativo omaggio poetico, già evocato da Edmondo de Amicis in Cuore:

“Addio, buon re, prode re, leale re! Tu vivrai nel cuore del tuo popolo finché splenderà il sole sopra l’Italia.”