Ottant’anni appena compiuti, ma la stessa energia di sempre. Rita Pavone, nata a Torino il 23 agosto 1945, resta un’icona senza tempo della musica italiana e internazionale. La chiamavano la “zanzara di Torino” per il temperamento ribelle e la voce squillante, capace di bucare lo schermo e arrivare dritta al cuore.
Gli inizi e il successo fulmineo
La sua storia inizia quasi per caso. È il 1962 quando, diciassettenne, partecipa al Festival degli Sconosciuti di Ariccia, ideato da Teddy Reno. Vince, e da lì parte un’avventura che in pochi anni la porta in cima alle classifiche. Il primo singolo, “La partita di pallone”, diventa un tormentone nazionale. Poi arrivano altre hit intramontabili: “Il ballo del mattone”, “Cuore”, “Datemi un martello”.
Il pubblico la adora: minuta, sbarazzina, lontana dai canoni femminili dell’epoca. Rita rappresenta una nuova generazione che vuole divertirsi, ballare, gridare la propria voglia di libertà.
Gian Burrasca e la consacrazione
Nel 1964 la consacrazione televisiva con lo sceneggiato “Il giornalino di Gian Burrasca”, diretto da Lina Wertmüller. Nei panni del monello toscano, Rita canta la celebre “Viva la pappa col pomodoro”, trasformandosi in un simbolo di quell’Italia in fermento. Da lì in poi, le porte della TV si aprono: partecipa a varietà, conduce show, diventa un volto familiare in tutte le case.
Una carriera internazionale
Ma Rita non si accontenta. Con il suo talento porta la canzone italiana oltreconfine. Canta in sette lingue, vende oltre 50 milioni di dischi, conquista mercati come Germania, Brasile, Giappone e Stati Uniti. Ospite per ben cinque volte al celebre Ed Sullivan Show, divide il palco con giganti come Duke Ellington ed Ella Fitzgerald. Nel 1965 arriva persino alla Carnegie Hall di New York, un traguardo che pochi artisti italiani hanno raggiunto.
Una vita privata chiacchierata
Sul piano personale, Rita sfida le convenzioni. Nel 1968 sposa Teddy Reno, di 19 anni più grande di lei. Un’unione che fece scandalo all’epoca, ma che ha resistito nel tempo, suggellata dalla nascita dei due figli, Alessandro e Giorgio.
La ribelle che non si ferma mai
Dopo i fasti degli anni ’60 e ’70, Rita non sparisce. Si reinventa: cinema, televisione, spettacoli teatrali, fino a nuove uscite discografiche come “Masters” (2005) e “Rita Is Back” (2013). Nel 2016 partecipa a Ballando con le stelle e nel 2020 stupisce tutti tornando al Festival di Sanremo con il brano “Niente (Resilienza 74)”, un titolo che è già manifesto di vita.
Gli 80 anni e il futuro
Oggi, nel 2025, Rita Pavone festeggia 80 anni con una carriera lunga più di sei decenni. Ha ricevuto riconoscimenti prestigiosi, tra cui il Premio Lunezia alla carriera, e continua a essere un modello di tenacia e libertà artistica. Lei stessa ama ricordare di essere un’autodidatta, orgogliosa di aver costruito il suo percorso senza schemi accademici ma con passione, disciplina e, soprattutto, amore per il pubblico.
La sua storia è quella di una ragazza di periferia che, con voce e carisma, ha saputo trasformarsi in un mito. Un’artista che ha attraversato epoche e mode senza mai snaturarsi. Una ribelle gentile, che ancora oggi non smette di stupire.

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