Nato a Torino il 13 ottobre 1957, l’artista piemontese ha portato il trasformismo sui palcoscenici internazionali, conquistando il pubblico tra teatro, televisione e varietà. Dalle prime esperienze in Piemonte al successo in Francia e Gran Bretagna, il suo percorso è legato a una continua ricerca artistica.
Nato a Torino il 13 ottobre 1957, ha costruito una carriera che lo ha portato dai primi spettacoli in Italia ai palcoscenici di Parigi e Londra, affermandosi per la rapidità dei cambi di costume e la capacità di interpretare una molteplicità di personaggi.
La sua formazione artistica prende avvio in Piemonte, in un contesto familiare legato al territorio delle Valli di Lanzo. La famiglia era originaria di Corio, mentre il padre e il nonno lavoravano alla FIAT di Torino. Dopo aver frequentato il Collegio Salesiano San Filippo Neri di Lanzo Torinese, Brachetti prosegue gli studi all’Istituto Maria Ausiliatrice di Torino, dove rimane fino al 1976.
È durante gli anni della giovinezza che sviluppa il proprio interesse per lo spettacolo. A 19 anni realizza le prime esibizioni basate sui cambi rapidi di costume, utilizzando abiti presi in prestito dal teatro del seminario. Nello stesso periodo frequenta il Circolo della Magia di via Santa Chiara, a Torino, ambiente nel quale entra in contatto con il mondo dell’illusionismo e conosce Erminio Macario, figura che contribuirà a orientare il suo interesse verso il teatro e il varietà.
Un’altra esperienza significativa è quella maturata durante il periodo trascorso al seminario di San Filippo di Chieri, dove incontra il salesiano don Silvio Mantelli, conosciuto artisticamente come Mago Sales. Da lui apprende i primi rudimenti della prestidigitazione. Brachetti comprende tuttavia che la propria strada è quella dello spettacolo e decide di intraprendere una carriera professionale.
Gli esordi all’estero e il successo a Londra
Nel 1978 parte per Parigi con pochi costumi e un repertorio ancora essenziale. Al cabaret Paradis Latin ottiene i primi riscontri significativi, attirando l’attenzione dell’attore e poeta viennese André Heller, che lo coinvolge nel 1981 come presentatore della tournée tedesca del varietà Flic Flac.
L’esperienza internazionale prosegue in Gran Bretagna. Nel 1983 Brachetti presenta la propria produzione Y al Piccadilly Theatre di Londra, ottenendo una candidatura agli SWA Theatre Awards. Nello stesso anno partecipa al Covent Garden Christmas Gala, nell’ambito del Royal Variety Performance, manifestazione alla presenza della famiglia reale britannica.
Sono tappe importanti per la sua affermazione professionale, che contribuiscono a consolidarne la reputazione al di fuori dei confini italiani.
Il ritorno in Italia e la televisione
Sempre nel 1983 Brachetti torna in Italia e partecipa come ospite fisso, per dieci puntate, al programma televisivo Al Paradise, trasmesso su Rai Uno. La televisione gli consente di raggiungere un pubblico più ampio, mentre il teatro rimane il principale ambito di espressione della sua ricerca artistica.
Negli anni successivi prende parte a diverse produzioni teatrali, tra cui spettacoli di varietà e M. Butterfly con Ugo Tognazzi. Alterna le tournée italiane agli impegni internazionali, mantenendo un rapporto costante con Londra e con il circuito teatrale europeo.
Il suo lavoro si distingue per l’integrazione tra trasformismo, illusionismo, mimo e comicità. Una formula scenica che, nel corso del tempo, ha contribuito a rendere riconoscibile il suo stile presso pubblici di diverse generazioni.
I riconoscimenti internazionali
Nel 2010 riceve una laurea honoris causa in scenografia dall’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, riconoscimento del suo contributo al linguaggio visivo dello spettacolo.
Nel dicembre 2011 viene nominato Chevalier des Arts et des Lettres dal ministro della Cultura francese Frédéric Mitterrand. Il riconoscimento conferma il legame costruito con la scena culturale francese attraverso anni di attività e tournée.
Nel 2013 il quotidiano francese Le Monde gli dedica un’intervista in prima pagina. Il 2 dicembre dello stesso anno una statua di cera che lo raffigura viene inserita nel museo Grévin di Parigi.
Teatro, musica e nuove produzioni
Negli anni successivi Brachetti amplia ulteriormente il proprio campo d’azione, affiancando alla recitazione e al trasformismo anche l’attività di regista.
Nella stagione teatrale 2012-2013 dirige Ammutta muddica, spettacolo del trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo. Nello stesso periodo è protagonista di Allegro, un po’ troppo, progetto realizzato con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai all’Auditorium Rai di Torino.
Nel 2014 torna sulle scene italiane con Brachetti che sorpresa!, produzione costruita attorno a un percorso di illusioni e trasformazioni. Nel 2016 firma la regia di The Best of Aldo Giovanni e Giacomo Live, spettacolo che ripropone alcuni dei momenti più celebri del repertorio del trio.
Nel 2018 presenta il one-man show Solo, con una tournée italiana che prende il via proprio da Torino, sua città natale. Lo spettacolo valorizza la capacità dell’artista di interpretare numerosi personaggi attraverso rapidi cambi di costume, giochi visivi e soluzioni sceniche.
Una carriera tra tradizione e innovazione
A 69 anni, Arturo Brachetti rappresenta una delle figure più riconoscibili del trasformismo contemporaneo. Il suo percorso professionale si è sviluppato attraverso esperienze teatrali, televisive e internazionali, contribuendo a mantenere viva una forma di spettacolo che combina tecnica, immaginazione e capacità interpretativa.
Dagli esordi in Piemonte alle produzioni presentate nelle principali capitali europee, la sua carriera racconta un percorso costruito sulla sperimentazione e sul rinnovamento del linguaggio scenico.
Nel giorno del suo compleanno, Torino celebra uno dei suoi artisti più conosciuti a livello internazionale, protagonista di una lunga esperienza professionale che ha portato il trasformismo italiano all’attenzione del pubblico di numerosi Paesi.

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