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15 ottobre la giornata del “BabyLoss” dei Bimbi mai nati. Si accendono candele in tutto il mondo

Ogni anno, il 15 ottobre si celebra il BabyLoss Awareness Day, ovvero la Giornata della consapevolezza sulla perdita di un bambino durante la gravidanza o nei primi giorni di vita. È un momento di memoria, riconoscimento e sensibilizzazione, che mira a dare voce alle famiglie che vivono un dolore spesso silenzioso.

Origini e significato

Questa giornata è nata con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e ricordare tutti quei bambini morti troppo presto, prima di venire alla luce o nei primi momenti della loro esistenza. In Italia, si utilizza anche il termine lutto perinatale per indicare la perdita che avviene tra la 28ª settimana di gestazione e i primi sette giorni di vita del neonato.

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Il movimento ha radici internazionali: negli Stati Uniti il mese di ottobre venne dichiarato “Pregnancy and Infant Loss Awareness Month” già nel 1988 sotto la presidenza di Ronald Reagan.
La giornata specifica del 15 ottobre come “remembrance day” si è consolidata a partire dai primi anni 2000.

La perdita, il silenzio, il bisogno di riconoscimento

In Italia e nel mondo, tanti genitori affrontano la perdita di un figlio prima della nascita o poco dopo. Dopo mesi di attesa, sogni e speranze, la scomparsa del bambino lascia un vuoto che spesso viene ignorato o minimizzato.
Molte coppie si sentono isolate, incomprese, incapaci di esprimere un dolore che la società tende a occultare.

Proprio per questo il BabyLoss Awareness Day vuole ricordare che un figlio è per sempre, anche se nato “troppo presto”. Il termine “bambini mai nati” è contestato da chi sostiene che ogni vita, anche brevissima, meriti memoria e rispetto.

Ogni giorno nel mondo, milioni di famiglie affrontano questo tipo di lutto, e la metà delle morti infantili avviene proprio nel periodo perinatale. (Statistiche e riflessioni simili si trovano in testi sulla salute materno‐infantile.)

L’onda di luce (Wave of Light)

Uno dei momenti simbolici più toccanti della giornata è la “Wave of Light”, l’onda di luce globale: alle 19:00 ora locale, in ogni fuso orario, si accende una candela che resta accesa almeno per un’ora in memoria dei bimbi che hanno vissuto troppo poco.
Chi partecipa può condividere una foto della candela sui social con l’hashtag #WaveOfLight.
Questa catena simbolica di luce “attraversa” il mondo, unendo migliaia di famiglie in un momento collettivo di memoria.

In Italia: il ruolo di CiaoLapo e le iniziative locali

Dal 2007, l’associazione CiaoLapo Onlus promuove in Italia il BabyLoss Awareness Day, organizzando eventi, momenti educativi e manifestazioni in decine di città.
L’obiettivo è duplice: da un lato ricordare i bambini scomparsi, dall’altro rompere il tabù culturale che circonda il lutto perinatale.

Ogni anno molti comuni aderiscono illuminando monumenti, facciate o luoghi simbolici nei colori rosa chiaro e celeste, simboli della causa. Ad esempio, a Firenze è stata illuminata Porta San Niccolò con rosa e azzurro in occasione della Giornata.
In altri casi, i Comuni partecipano documentando e diffondendo eventi nelle piazze e attivando momenti di dialogo e sensibilizzazione.

In Italia il tema è ancora spesso poco visibile nel dibattito pubblico, ma iniziative come #MettiamociLaFaccia (nata nel 2015) tentano di rompere il silenzio e dare spazio al racconto e al sostegno.

Verso un futuro con memoria e consapevolezza

Che si partecipi accendendo una candela, condividendo un pensiero, o promuovendo testimonianze, l’importanza del 15 ottobre è dare voce al ricordo, umanità al dolore, e vicinanza alle famiglie.

In un mondo che spesso tende a nascondere ciò che fa male, la Giornata del BabyLoss ci ricorda che l’assenza può essere ricordata, che il lutto perinatale è reale, che ogni bambino merita memoria, e che chi resta ha diritto a sentirsi riconosciuto.