Home / In evidenza / 15 gennaio 1950. Lo scatto della della sforbiciata dello juventino Parola rimane nella storia
torino-300x250
previous arrow
next arrow
torino-300x250
previous arrow
next arrow

15 gennaio 1950. Lo scatto della della sforbiciata dello juventino Parola rimane nella storia

È una delle immagini più iconiche della storia del calcio italiano, un simbolo che ha attraversato generazioni di tifosi e appassionati: la celebre “sforbiciata” che campeggia sugli album delle figurine Panini. Tutto nasce il 15 gennaio 1950, allo stadio Comunale di Firenze, durante la partita Fiorentina-Juventus. In quell’occasione il fotografo Corrado Banchi immortala un gesto atletico destinato a entrare nella leggenda.

Il protagonista dello scatto è Carlo Parola, difensore della Juventus e della Nazionale italiana negli anni Cinquanta. L’immagine lo ritrae sospeso in aria, in una spettacolare rovesciata. Contrariamente a quanto molti hanno sempre pensato, non si tratta di un’azione offensiva né di un tentativo di segnare un gol: Parola sta semplicemente liberando l’area di rigore, “spazzando” via il pallone con un intervento difensivo tanto efficace quanto esteticamente straordinario.

torino-300x250
previous arrow
next arrow
torino- 800 x480
previous arrow
next arrow

Quella fotografia, diventata celebre nel tempo, viene scelta dalla Panini come simbolo della propria produzione. L’azienda modenese, che avvia la pubblicazione dell’album dei calciatori nel 1961, decide di adottare proprio quell’immagine come marchio di fabbrica. La prima comparsa ufficiale avviene nell’album 1965-1966, ma non senza una significativa rielaborazione.

A reinterpretare lo scatto originale è l’artista Wainer Vaccari, che modifica i colori della divisa per garantire l’assoluta neutralità del simbolo. La maglia bianconera della Juventus viene sostituita da una casacca rossa, pantaloncini bianchi e calzettoni neri e gialli: una combinazione cromatica che non richiama alcuna squadra reale del calcio italiano, trasformando il gesto di Parola in un’icona universale.

Da quel momento, quella figura sospesa nel vuoto non rappresenta più solo un difensore in azione, ma l’essenza stessa del calcio: passione, sacrificio, spettacolo. Un’immagine nata quasi per caso, che ancora oggi identifica uno dei marchi più amati dello sport italiano.