Mentre milioni di italiani sono incollati ai televisori per la finale dei Mondiali tra Italia e Germania Ovest, a Torino c’è un’altra folla, diversa ma altrettanto in fermento: quella che si è riversata al concerto dei Rolling Stones, in programma proprio la sera di quella data storica.
Sul palco dello stadio Comunale (oggi Olimpico Grande Torino), davanti a una marea umana di oltre 60.000 spettatori, accade qualcosa di inaspettato, che entrerà nella memoria collettiva. Mick Jagger, frontman della leggendaria rock band, sale su una piattaforma sopraelevata con indosso la maglia azzurra dell’Italia, e non una qualsiasi: è la numero 20, quella di Paolo Rossi, l’eroe del Mundial spagnolo.
L’immagine è potente: un’icona del rock britannico che abbraccia l’euforia di un Paese intero, pronto a esplodere nella gioia di una possibile vittoria. Ma Jagger non si limita a un gesto simbolico: durante lo show, si lascia andare a una profezia calcistica che lascerà tutti a bocca aperta. Microfono alla mano, tra un brano e l’altro, dice al pubblico:
“Italia vincerà 3 a 1!”
E così sarà. Poche ore dopo, l’Italia di Enzo Bearzot alzerà la Coppa del Mondo al Santiago Bernabéu, battendo la Germania Ovest 3-1, con i gol di Paolo Rossi, Marco Tardelli e Alessandro Altobelli. Una coincidenza straordinaria, un presagio che diventa realtà, suggellato dallo scatto iconico che immortala Jagger e un tecnico del suono su una piattaforma avvolta nel tricolore italiano, sospesa sopra una folla in estasi.
Quella serata rimane una delle più singolari sovrapposizioni tra cultura pop e sport nella storia italiana: la finale dei Mondiali e il concerto di una delle più grandi rock band del pianeta. Torino diventa, per una notte, il cuore pulsante di due passioni travolgenti.
In un’epoca pre-social, quell’immagine – oggi tornata virale – è diventata simbolo di un’Italia vincente e festosa, immortalata per sempre nella storia della musica e del calcio.
Vivatorino Notiziario della citta' di Torino
















