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All’ospedale Mauriziano di Torino nasce il Centro CardioDonna: un Centro di cardiologhe donne dedicato alle donne

All’ospedale Mauriziano di Torino nasce il Centro CardioDonna. Sarà un Centro di cardiologhe donne dedicato alle donne e alle loro cardiopatie. Offrirà un percorso specificamente dedicato alle giovani donne in età fertile nella fascia di età dai 30 ai 50 anni. Il Centro sarà gestito da medici ed infermiere donne in modo da garantire l’ascolto da parte di donne e la dovuta sensibilità e riservatezza nell’esecuzione di esami e procedure che implichino la nudità del torace. L’iniziativa ed il progetto verranno presentati in anteprima lunedì 29 maggio alle ore 12,30 in Aula Carle dell’ospedale Mauriziano.

INTRODUZIONE
Le malattie cardiovascolari sono la causa numero uno di mortalità nella donna, ma sono a tutt’oggi sottovalutate in particolare nella donna in età fertile. In questa fascia d’età, infatti, i fattori di rischio cardiovascolari spesso non sono adeguatamente trattati per l’idea tradizionale, ma errata, che durante il periodo fertile la donna sia protetta dagli estrogeni. L’aumentata prevalenza del fumo e di fattori di rischio non tradizionali, quali le terapie ormonali, lo stress, la depressione, la sedentarietà, l’inquinamento, ha abbassato notevolmente l’età della prima manifestazione della cardiopatia ischemica. Oltre all’aterosclerosi tradizionale (che implica il deposito di colesterolo e detriti sulle pareti coronariche con progressivo restringimento del calibro del vaso) ed alla trombosi (causata da un trombo che occlude la coronaria), inoltre, nelle donne sta aumentando l’incidenza delle dissezioni coronariche come causa di cardiopatia ischemica: una malattia che riguarda le pareti coronariche e può condurre ad infarto.
A questo si aggiunge che le giovani donne spesso non sono adeguatamente ascoltate dai colleghi maschi e, non da ultimo, preferirebbero cardiologhe donne per effettuare esami che implichino la nudità del torace, come l’ECG, l’ecocardiogramma e le procedure interventistiche.
Per garantire alle donne la dovuta sensibilità, come da desiderio del Direttore sanitario dottoressa Maria Carmen Azzolina e fortemente sostenuto dal Direttore Generale dottor Maurizio Dall’Acqua nasce al Mauriziano, sotto l’egida della Fondazione Scientifica Mauriziana O.N.L.U.S. (Presidente la dottoressa Andreana Bossola), il Centro CardioDonna Mauriziano un percorso specificamente dedicato alle donne.
PROGETTO
A partire dal 29 maggio, una volta al mese, l’ultimo lunedì del mese, le donne in età fertile nella fascia di età dai 30 ai 50 anni (che sono quelle potenzialmente più trascurate) potranno recarsi con l’impegnativa del medico curante recante la dicitura prima visita cardiologica + EcoCardioDoppler presso gli ambulatori di Cardiologia dell’ospedale Mauriziano (diretta dal dottor Giuseppe Musumeci) ed essere seguite da colleghe donne. La parte clinica ed ecocardiografica sarà gestita dalla dottoressa Barbara Mabritto e quella interventistica dalla dottoressa Tiziana Claudia Aranzulla, responsabili del Progetto. Le dottoresse saranno coadiuvate dalla coordinatrice degli ambulatori Elisa Bossola e dalla CPSI Cristina Favero.
VISITA ED ECOCARDIOGRAMMA
La prima visita approfondirà l’anamnesi ed i fattori di rischio, inclusi quelli non tradizionali. Inoltre, se necessario, verranno prescritti esami specifici alla valutazione del profilo ormonale. Sarà distribuito un opuscolo informativo.
L’ecocardiogramma sarà eseguito con le metodiche e le apparecchiature dell’ospedale Mauriziano
PROCEDURE INTERVENTISTICHE
Qualora si ravvisasse la necessità di una procedura interventistica verrà eseguita dalla dottoressa Aranzulla, responsabile del progetto, in sala di emodinamica. Oltre alle procedure standard, se necessario saranno eseguiti anche test funzionali e di imaging.
FOLLOW-UP
In caso di cardiopatia accertata le donne potranno poi essere seguite con visite annuali presso gli ambulatori del Mauriziano con le modalità standard.
LA FONDAZIONE SCIENTIFICA MAURIZIANA
La Fondazione Scientifica Mauriziana è patrocinante l’iniziativa. La Fondazione metterà a disposizione i fondi per garantire questo progetto. Inoltre verranno promosse numerose iniziative collaterali per aumentare la consapevolezza sulle cardiopatie al femminile e la medicina di genere in Cardiologia.
Basti un esempio: le donne fumatrici hanno un rischio fino a cinque volte superiore rispetto ai maschi fumatori di sviluppare danni alle loro arterie e ciò aumenta il loro rischio di infarto miocardico.
NUMERI
Le donne vivono in media 5-6 anni più a lungo degli uomini e rappresentano attualmente il 58% della popolazione oltre i 65enni ed il 70% della popolazione oltre 85enni, con una speranza di vita pari a 84,6 anni rispetto ai 79,1 degli uomini. Tuttavia l’8,3% delle donne italiane denuncia un cattivo stato di salute contro il 5,3% degli uomini ed anche la disabilità risulta più diffusa tra le donne (6,1% contro 3,3% degli uomini). Quindi le donne vivono di più, ma non sempre bene. Pertanto la prevenzione precoce delle malattie cardiovascolari può aiutare le donne a vivere, non solo più a lungo, ma anche meglio.
Le patologie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte, colpendo il 40% degli uomini ed il 49% delle donne in Europa.
Anche se l’incidenza di malattie cardiovascolari nelle donne è più alta dopo la menopausa, in tutte le fasce d’età la mortalità per eventi coronarici è superiore nelle donne rispetto agli uomini.
Quindi le giovani donne presentano minori probabilità di ammalarsi, ma maggiore mortalità e complicanze in caso di insorgenza di patologia ischemica.
Le ragioni di questa maggiore mortalità: sottostima del rischio cardiovascolare nelle donne, sintomi atipici, mancata prevenzione, controlli cardiologici più dilazionati, diagnosi errate o tardive con ritardo pre-ospedaliero e minore probabilità di essere sottoposte a coronarografia urgente e maggiore probabilità di complicanze procedurali.
Inoltre, nonostante la mortalità cardiovascolare negli ultimi anni si sia globalmente ridotta, la riduzione della mortalità è stata scarsa nelle donne più giovani, al di sotto dei 55 anni. La qual cosa indica la necessità di più azione e prevenzione in questa fascia di età.
Il rischio di cardiopatia ischemica inoltre aumenta anche nelle donne che abbiano fatto radioterapia per carcinoma della mammella o che abbiano malattie reumatiche. 
Particolarmente critico è il rischio trombo-embolico del fumo in corso di terapia contraccettiva ormonale: secondo i criteri di elegibilità definiti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità le donne al di sopra dei 35 anni che fumano un numero inferiore a 15 sigarette al giorno sono in classe III (rischi superiori ai benefici), mentre se superano le 15 sigarette rientrano in classe IV (terapia contraccettiva non prescrivibile). Di questo le donne dovrebbero essere a conoscenza per poter decidere di smettere di fumare o scegliere un diverso tipo di contraccezione.

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