TORINO – Ci sono partite che vanno oltre il risultato e diventano parte della storia del calcio. Una di queste si disputò il 24 giugno 1990 allo stadio Delle Alpi di Torino, quando Argentina e Brasile si affrontarono negli ottavi di finale dei Mondiali di Italia ’90. Una sfida che, per prestigio, qualità dei protagonisti e fascino, avrebbe meritato il palcoscenico della finale. Invece il destino la collocò in una domenica d’estate, trasformando Torino nella capitale mondiale del calcio.
Il Delle Alpi era stato inaugurato soltanto poche settimane prima. Moderno, imponente e capace di ospitare oltre 60 mila spettatori, rappresentava il simbolo di una città che si preparava a vivere uno degli eventi sportivi più importanti della sua storia. Dopo aver accolto diverse partite della fase a gironi, il nuovo impianto si preparava a ospitare il primo grande scontro diretto del torneo.
Da una parte c’era il Brasile, reduce da un girone perfetto, forte di una squadra ricca di talento e guidata in attacco da Careca, uno dei centravanti più forti del panorama internazionale. Dall’altra l’Argentina campione del mondo in carica, arrivata agli ottavi tra mille difficoltà ma trascinata dal genio di Diego Armando Maradona, già idolo assoluto del calcio italiano grazie alle imprese con il Napoli.
Per Torino fu un’autentica invasione di colori e passione. Le vie del centro, gli alberghi, i locali e le piazze si riempirono di migliaia di tifosi provenienti dal Sudamerica e da ogni parte del mondo. Il verdeoro brasiliano e l’azzurro e bianco argentino colorarono la città in un’atmosfera che ricordava le grandi capitali del calcio come Rio de Janeiro o Buenos Aires. Tantissimi anche gli italiani presenti sugli spalti, desiderosi di assistere dal vivo a una partita che metteva di fronte alcuni dei migliori calciatori del pianeta.
Lo stadio Delle Alpi registrò il tutto esaurito. L’atmosfera era elettrica, con cori, bandiere e tamburi che accompagnarono l’ingresso in campo delle due squadre. Per molti spettatori fu la prima occasione di vedere dal vivo Maradona, simbolo di un calcio capace di trasformare ogni pallone in spettacolo.
La gara, però, non mantenne completamente le promesse dal punto di vista dello spettacolo. Il Brasile dominò per lunghi tratti dell’incontro, creando numerose occasioni da rete e colpendo anche due pali con Dunga e Alemão. Careca sfiorò il vantaggio più volte, ma la difesa argentina riuscì sempre a resistere.
Quando tutto sembrava indirizzato verso i tempi supplementari, arrivò la giocata destinata a entrare nella leggenda. Al 81′, Maradona recuperò il pallone nella propria metà campo e diede vita a una delle sue caratteristiche progressioni centrali. Saltò diversi avversari e servì un assist perfetto per Claudio Caniggia, che superò il portiere Taffarel con un elegante dribbling prima di depositare il pallone in rete. Fu l’1-0 che eliminò il Brasile e regalò all’Argentina il passaggio ai quarti di finale.
Quel gol è ancora oggi ricordato come uno dei momenti simbolo di Italia ’90 e una delle azioni più iconiche della carriera di Maradona. L’Argentina proseguì il proprio cammino fino alla finale contro la Germania Ovest, mentre il Brasile salutò il torneo tra rimpianti e delusione.
Per Torino quella giornata rappresentò qualcosa di irripetibile. Ospitare una sfida tra due nazionali leggendarie, ricca di campioni destinati a entrare nella storia del calcio, significò vivere un evento che andò ben oltre i novanta minuti di gioco. Pochi giorni dopo il Delle Alpi avrebbe accolto anche la semifinale tra Germania Ovest e Inghilterra, un’altra pagina importante del Mondiale, ma per molti appassionati nessuna partita riuscì a eguagliare il fascino di Argentina-Brasile.
A oltre trent’anni di distanza, il ricordo di quella domenica del 24 giugno 1990 continua a vivere nella memoria dei tifosi e della città. Fu una giornata che consacrò Torino come una delle capitali del calcio mondiale e regalò al Delle Alpi una delle sue pagine più prestigiose, con Maradona, Careca e Caniggia protagonisti di una sfida entrata definitivamente nella leggenda.

Vivatorino Notiziario della citta' di Torino












