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The Others Art Fair 2026, successo al Parcheggio Lancia: Torino riscopre l’arte contemporanea in uno spazio inedito

La XV edizione si chiude con un bilancio positivo, un pubblico in crescita rispetto al 2025 e la soddisfazione dei galleristi per le vendite. Cinquantaquattro espositori, sei premi e un programma ricco di installazioni, videoarte, performance e incontri hanno trasformato per quattro giorni il Parcheggio Lancia in un laboratorio di creatività internazionale.

TORINO – Un parcheggio trasformato in una grande galleria d’arte contemporanea, capace di accogliere artisti, collezionisti, appassionati e curiosi di tutte le età. Si è conclusa domenica 1° novembre la XV edizione di The Others Art Fair 2026, che dal 29 ottobre ha animato il Parcheggio Lancia di piazzale Chiribiri, nel quartiere Borgo San Paolo, confermando la capacità della manifestazione di rinnovarsi e di conquistare nuovi pubblici.

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Il bilancio finale è positivo: la manifestazione ha registrato un leggero incremento delle presenze rispetto all’edizione 2025, mentre i galleristi hanno espresso soddisfazione per le vendite e per i nuovi contatti avviati durante i quattro giorni della fiera. Le code all’ingresso nel fine settimana e la partecipazione di visitatori appartenenti a diverse generazioni hanno rappresentato un ulteriore segnale dell’interesse suscitato dall’iniziativa.

Un risultato significativo per una manifestazione che, arrivata al traguardo dei quindici anni, continua a investire sull’arte emergente e indipendente, proponendosi come piattaforma di incontro tra linguaggi artistici, nuove ricerche e mercato. Sono stati 54 gli espositori italiani e internazionali presenti, tra gallerie, spazi indipendenti, realtà non profit, artist-run space, home gallery e progetti editoriali.

La scelta del Parcheggio Lancia ha rappresentato uno degli elementi più caratterizzanti di questa edizione. Il tema individuato dal direttore artistico Lorenzo Bruni, «Sosta Temporanea. Forme di permanenza in uno spazio di passaggio», ha trovato nella nuova sede una traduzione concreta e suggestiva. Un luogo normalmente destinato alla sosta delle automobili è diventato uno spazio culturale, nel quale l’architettura industriale ha dialogato con opere, installazioni e interventi artistici.

L’idea alla base del progetto era invitare il pubblico a fermarsi, in una società attraversata continuamente da immagini, informazioni e cambiamenti, per recuperare uno sguardo più attento sul presente. Ambiente, memoria, identità, lavoro e relazioni sono stati alcuni dei temi affrontati dagli artisti, attraverso linguaggi che hanno spaziato dalla pittura alla fotografia, dalla scultura alle opere tessili e alle pratiche multidisciplinari.

«Chiudiamo questa quindicesima edizione con un leggero incremento del pubblico rispetto allo scorso anno e riscontri positivi da parte dei galleristi, che hanno espresso soddisfazione per le vendite e per i nuovi contatti avviati durante la fiera», ha commentato Roberto Casiraghi, fondatore e ideatore di The Others insieme a Paola Rampini. Un bilancio che evidenzia non soltanto la partecipazione, ma anche l’attenzione concreta all’acquisto, elemento fondamentale per sostenere il lavoro degli artisti e delle gallerie.

La dimensione internazionale della fiera è stata accompagnata da un programma espositivo particolarmente articolato. Tra le proposte più significative si è distinta Expanded Grounds – Opere fuori scala per uno spazio di sosta, sezione dedicata a interventi capaci di modificare la percezione dell’ambiente. Le installazioni di El Gato Chimney, Ruben Montini, Cocis Ferrari, Aria Ixchel Zamora Morales, Andrea Cerruto e Federica Sutti hanno trasformato le aree del parcheggio in un percorso di esplorazione, affrontando temi che spaziano dall’identità ai diritti, dal rapporto con la natura alle dinamiche sociali. The Others Art Fair+1

Importante anche il Public Program, che ha affiancato alle esposizioni incontri, musica, sperimentazione sonora e performance. Ground Control, curato da Elisabetta Roncati, ha favorito il confronto tra artisti, curatori e pubblico, mentre Digital-Craft Journey, progetto seguito da Lorenzo Bruni, ha dato spazio alla videoarte realizzata da giovani provenienti dalle Accademie di Belle Arti e dagli istituti AFAM. Le performance coordinate da Lýdia Pribišová hanno coinvolto studenti della NABA e dell’Accademia di Belle Arti e Design di Bratislava. The Others Art Fair+1

A confermare l’attenzione verso la ricerca sono stati i sei premi assegnati durante la manifestazione. Tra i riconoscimenti figurano quelli a Victor Zea, Heather Sundquist Hall, Francesca Mazzagatti, Giulia Mazzoli, Dana Falconberry, Francesco Impellizzeri, Angelo Demitri Morandini, Vittorio Valiante e Andreas Senoner. Il Premio Comitato PDA Amore e Colore è andato invece a Iryna Maksymova, che svolgerà una residenza artistica di un mese a Torino.

La manifestazione ha così celebrato quindici anni di un percorso che ha attraversato luoghi simbolici della città, dalle ex carceri Le Nuove a Torino Esposizioni, fino al Parcheggio Lancia. Un progetto reso possibile anche dalla collaborazione con GTT e dal sostegno delle istituzioni e delle realtà culturali del territorio.

La nuova sede ha inoltre rafforzato il dialogo con la vicina Fondazione Merz e con la mostra dedicata a Marisa Merz, contribuendo ad ampliare l’offerta culturale del quartiere.

The Others Art Fair chiude dunque la sua XV edizione con un risultato incoraggiante: più pubblico, vendite positive e nuove occasioni di incontro. Un successo che conferma il valore di una manifestazione capace di portare l’arte fuori dagli spazi espositivi tradizionali e di trasformare luoghi ordinari in esperienze culturali condivise.