Il 4 luglio 1957 rappresenta una data simbolica per la storia culturale di Torino. In quegli anni prende infatti forma il rilancio del Museo Nazionale della Montagna Duca degli Abruzzi, ospitato nello storico complesso del Monte dei Cappuccini, destinato a diventare uno dei principali punti di riferimento italiani e internazionali dedicati alla montagna, all’alpinismo e alla cultura delle Terre Alte.
Le origini del museo risalgono al 1874, quando il Club Alpino Italiano promosse la realizzazione di una vedetta panoramica e di un primo spazio espositivo dedicato alle Alpi. Nel corso dei decenni le collezioni si arricchirono progressivamente, fino alla chiusura del 1935 per l’inadeguatezza degli spazi. Dopo una prima riapertura nel 1942, la struttura subì gravi danni durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, rendendo necessario un lungo lavoro di ricostruzione e valorizzazione.
È proprio nella seconda metà degli anni Cinquanta che il museo conosce una nuova stagione. Il rinnovamento degli spazi espositivi e delle collezioni segna l’inizio della trasformazione dell’istituzione in un moderno centro culturale, capace di raccontare non solo la storia dell’alpinismo, ma anche il rapporto tra uomo, ambiente e montagne. Quel percorso proseguirà negli anni Sessanta e culminerà con le grandi ristrutturazioni realizzate tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, che porteranno il museo a ottenere un riconoscimento internazionale.
Oggi il Museo Nazionale della Montagna custodisce migliaia di documenti, fotografie, libri, filmati e reperti legati all’universo alpino. Ospita mostre temporanee, attività didattiche e incontri scientifici ed è sede della Biblioteca Nazionale del Club Alpino Italiano e di importanti archivi storici. Dalla terrazza panoramica del Monte dei Cappuccini, inoltre, è possibile ammirare oltre 400 chilometri dell’arco alpino, uno dei panorami più iconici di Torino.

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