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Dall’Etna alla Luna, il Politecnico di Torino protagonista del rover robotico italiano ETNA: completato il progetto

L’Ateneo torinese ha contribuito allo sviluppo del drone e dei sistemi di rilascio dei sensori della piattaforma robotica. Superata con successo la Final Review del programma ULS, finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana.

C’è anche una significativa competenza del Politecnico di Torino dietro uno dei più importanti progetti italiani nel campo della robotica spaziale. Si è concluso con successo il programma Universal Locomotion System (ULS), nell’ambito del quale è stato sviluppato ETNA, il rover robotico progettato per sperimentare tecnologie destinate all’esplorazione della superficie lunare. La piattaforma ha superato la Final Review, la revisione conclusiva che certifica il completamento del percorso di sviluppo e sperimentazione, segnando un nuovo traguardo per la ricerca italiana applicata alle future missioni spaziali.

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In questo risultato, il Politecnico di Torino ha avuto un ruolo specifico attraverso il Centro Interdipartimentale PIC4SeR, coordinato dal professor Marcello Chiaberge del Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni (DET). Il contributo dell’Ateneo si è concentrato in particolare sullo sviluppo del drone e dei sistemi di rilascio dei sensori integrati nella piattaforma robotica: componenti tecnologiche importanti per ampliare le capacità operative del rover e sperimentare nuove modalità di esplorazione e raccolta di informazioni sul terreno.

Il coinvolgimento del Politecnico conferma il valore delle competenze sviluppate a Torino nel settore della robotica, dell’automazione e dei sistemi intelligenti, ambiti sempre più strategici per l’esplorazione spaziale. Il progetto ha inoltre rappresentato un’occasione concreta per mettere in relazione ricerca universitaria, innovazione tecnologica e capacità industriali, contribuendo alla crescita di un patrimonio di conoscenze destinato a trovare applicazione nelle prossime sfide spaziali.

Promosso e finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), il programma ULS è stato realizzato da un consorzio guidato da Thales Alenia Space Italia, al quale hanno partecipato, insieme al Politecnico di Torino, Leonardo, ALTEC, AIKO, Volta Structural Energy e l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT).

Una fase fondamentale dello sviluppo è stata la campagna di test condotta sulle pendici del Monte Etna. Il territorio vulcanico siciliano è stato scelto per le sue caratteristiche morfologiche, che ricordano alcune delle condizioni ambientali della superficie lunare. Pendenze e terreni irregolari hanno permesso di sottoporre il veicolo a prove particolarmente impegnative, verificandone le capacità di locomozione, l’affidabilità dei sistemi autonomi e la versatilità nelle diverse configurazioni operative.

«Si chiude con successo il progetto ULS che ha messo in campo risorse importanti industriali e scientifiche del territorio, dimostrando ancora una volta il valore delle competenze nel settore e l’importanza del connubio ricerca-industria», ha dichiarato il professor Marcello Chiaberge. Il docente guarda già alle prospettive future, sottolineando come ETNA-ULS possa costituire la base per nuovi progetti tra Politecnico, ASI e Thales Alenia Space, continuando a valorizzare le competenze e le infrastrutture realizzate.

Anche Roberto Formaro, direttore Tecnologie e Ingegneria dell’ASI, ha evidenziato l’importanza del risultato, definendo il superamento della Final Review un tassello cruciale nella roadmap tecnologica dell’Agenzia e una conferma dell’eccellenza italiana nella robotica spaziale e nei sistemi di guida autonoma.

Per il Politecnico di Torino, ETNA rappresenta dunque un’importante esperienza di ricerca applicata e collaborazione industriale. Un contributo che rafforza il ruolo dell’Ateneo nello sviluppo delle tecnologie per lo spazio e dimostra come le competenze scientifiche e ingegneristiche costruite sul territorio possano partecipare concretamente alla preparazione delle future missioni lunari.