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Orbassano, tumore osseo rimosso con una guida chirurgica stampata in 3D: salvaguardata l’anca di un trentenne

Un intervento ad alta precisione all’ospedale San Luigi Gonzaga, in collaborazione con il CTO di Torino, ha permesso di asportare una piccola lesione ossea responsabile di un dolore persistente.

ORBASSANO – Una tecnologia tridimensionale realizzata su misura per raggiungere un tumore osseo di pochi millimetri, nascosto in una zona particolarmente delicata dell’anca. È il risultato dell’intervento eseguito nei giorni scorsi all’AOU San Luigi Gonzaga di Orbassano, dove l’équipe di Ortopedia ha trattato un giovane paziente di trent’anni affetto da un osteoma osteoide, una lesione ossea benigna che può provocare dolore intenso e persistente, compromettendo la qualità della vita.

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L’operazione è stata condotta dall’équipe diretta dal professor Filippo Castoldi, in collaborazione con la Prima Clinica Ortopedica del CTO di Torino, struttura dell’AOU Città della Salute e della Scienza. L’obiettivo era rimuovere la lesione preservando il più possibile l’articolazione naturale, evitando danni alle strutture circostanti.

La principale difficoltà era rappresentata dalla posizione del tumore, localizzato sul fondo dell’acetabolo, la cavità del bacino che accoglie la testa del femore. La lesione si trovava immediatamente sotto la superficie articolare, in un’area che rendeva particolarmente delicato il trattamento tradizionale. In questi casi si ricorre spesso alla termoablazione con radiofrequenza sotto guida TAC, una procedura percutanea che utilizza il calore per distruggere il tessuto interessato. La vicinanza alle strutture articolari, tuttavia, richiedeva una strategia diversa.

Per pianificare l’intervento, le immagini TAC sono state utilizzate per ottenere una ricostruzione tridimensionale dell’osso. Su questo modello è stata progettata e realizzata, attraverso la stampa 3D, una guida chirurgica personalizzata, studiata sulle caratteristiche anatomiche del paziente. Il dispositivo ha permesso ai chirurghi di individuare con precisione la lesione e di orientare il percorso necessario per raggiungerla.

L’accesso chirurgico ha richiesto una lussazione dell’anca eseguita con particolare attenzione alla conservazione della vascolarizzazione della testa del femore, grazie anche al contributo degli specialisti del CTO. Una volta esposta la cavità acetabolare, la guida su misura ha consentito di localizzare il tumore e procedere alla sua asportazione. Il difetto osseo residuo è stato quindi ricostruito con un materiale specifico.

«La difficoltà non era rappresentata dalle dimensioni della lesione, ma dalla sua posizione», ha spiegato Filippo Castoldi, sottolineando il ruolo della pianificazione tridimensionale nella precisione dell’intervento e nella tutela dell’articolazione.

Un primo risultato positivo è già arrivato: il dolore provocato dalla lesione è scomparso. Il recupero funzionale sarà valutato attraverso i successivi controlli clinici.

Per Davide Minniti, direttore generale dell’AOU San Luigi Gonzaga, l’intervento testimonia il valore della collaborazione tra ospedali e dell’innovazione nella sanità pubblica. L’impiego di tecnologie digitali e soluzioni personalizzate conferma l’importanza di percorsi di cura costruiti sulle esigenze del singolo paziente, soprattutto quando si tratta di preservare la funzionalità articolare nei più giovani.