Home / In evidenza / La Torre Littoria di Torino: il simbolo razionalista che sfida la storia
torino-300x250
previous arrow
next arrow
torino-300x250
previous arrow
next arrow

La Torre Littoria di Torino: il simbolo razionalista che sfida la storia

Nel cuore del centro storico di Torino, a due passi da piazza Castello e piazza San Carlo, sorge uno degli edifici più iconici e discussi dell’architettura italiana del Novecento: la Torre Littoria, oggi nota come Grattacielo Reale Mutua. Questo imponente edificio, completato nel 1934, rappresenta non solo un primato tecnico e stilistico dell’epoca, ma anche un manifesto politico e architettonico che ancora oggi suscita fascino e polemiche.

Un progetto ambizioso per un’epoca di cambiamenti

torino-300x250
previous arrow
next arrow
torino- 800 x480
previous arrow
next arrow

La Torre Littoria fu concepita durante il periodo fascista, con un’idea iniziale che prevedeva la sua collocazione in piazza XVIII Dicembre. La scelta definitiva, tuttavia, ricadde sull’attuale posizione in via Giovanni Battista Viotti, probabilmente per motivi simbolici: affacciandosi su piazza Castello, sede del potere monarchico sabaudo, la torre si proponeva come un audace segno di rottura e di modernità.

Progettata dall’architetto Armando Melis de Villa e dall’ingegnere Giovanni Bernocco, già autori della sede della Reale Mutua Assicurazioni, la Torre Littoria fu costruita in tempi record: meno di un anno di cantiere ininterrotto, anche di notte, con l’obiettivo di affermare il potere della tecnica e del regime. Anche se destinata, nelle intenzioni, a diventare sede nazionale del Partito Nazionale Fascista (PNF), ciò non avvenne mai. L’edificio fu invece interamente acquisito dalla compagnia Reale Mutua Assicurazioni, che ancora oggi ne detiene la proprietà.

Un gigante di innovazione e razionalismo

Con i suoi 87 metri di altezza (109 includendo l’antenna) e 19 piani abitabili, la Torre Littoria fu, dal 1934 al 1952, il più alto edificio residenziale d’Europa. Si trattò del primo edificio italiano realizzato con struttura portante metallica elettrosaldata, mutuando tecniche costruttive dagli Stati Uniti e segnando una rottura con la tradizione muraria ottocentesca, rappresentata simbolicamente dalla Mole Antonelliana.

La torre occupa due terzi dell’isolato Sant’Emanuele, con un corpo base di nove piani e un corpo verticale che si innalza dal terrazzo dell’ottavo piano. I materiali impiegati – vetrocemento, clinker, linoleum – evidenziano l’ambizione di coniugare funzionalità e modernità. L’influenza del razionalismo italiano si fonde con richiami all’espressionismo tedesco, rendendo l’edificio un unicum nel panorama torinese, ma anche un elemento di forte contrasto con il contesto barocco circostante.

Un impatto urbano e simbolico controverso

Fin dalla sua costruzione, la Torre Littoria ha diviso l’opinione pubblica. Il suo stile spigoloso e imponente ha generato una serie di soprannomi ironici e critici: “pugno nell’occhio”, “il telefonino”, “il dito del Duce”, fino a “la torre arrogante”. L’edificio, pur rappresentando un capolavoro dell’architettura razionalista, appare infatti in netta dissonanza con la regolarità e l’eleganza della circostante piazza Castello.

Ciononostante, la Torre ha mantenuto una posizione di rilievo nell’immaginario cittadino, ospitando nel tempo uffici, studi professionali e esclusive residenze private, tra cui quelle di noti personaggi torinesi.

Scatto Antonio Cotugno

Restauro e rinascita nel XXI secolo

Nel 2011 si discusse la possibilità di aprire al pubblico i piani alti dell’edificio con un bar panoramico e un ascensore esterno turistico, ma il progetto fu bloccato dalla Sovrintendenza. È nel 2020 che l’edificio conosce una nuova stagione, grazie a un’importante ristrutturazione curata dallo Studio Pomero.

L’intervento ha riguardato le parti comuni, l’ingresso (ora dotato di portineria), nuovi spazi per una palestra condominiale, una ciclorimessa, e la riqualificazione di dieci appartamenti di grande pregio, tra cui tre unità duplex distribuite su due livelli. Dal 2011, inoltre, i terrazzi angolari sono stati dotati di illuminazione notturna blu, che ne enfatizza le linee moderne e l’identità distintiva nel panorama urbano.

Un’icona torinese tra passato e futuro

Oggi la Torre Littoria, sebbene ribattezzata Grattacielo Reale Mutua, continua a essere chiamata semplicemente “La Torre” dai torinesi. È una presenza ingombrante, sì, ma anche un simbolo potente: della Torino moderna che ha voluto osare, dell’Italia razionalista e dei suoi sogni di progresso, e di un’architettura che, nonostante il passare dei decenni, non smette di far discutere.

In bilico tra memoria storica e innovazione, tra provocazione estetica e funzione urbana, la Torre Littoria rimane un punto fermo – nel bene e nel male – dello skyline torinese.