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27 luglio 1914. Il volo che sfidò le Alpi: il primo sorvolo del Monte Rosa nel 1914

Torino, 27 luglio 1914 – In un’epoca in cui il cielo era ancora territorio di pochi temerari, l’Italia scriveva una delle sue prime pagine eroiche nella storia dell’aviazione. Quel giorno un piccolo monoplano dal nome evocativo – il Gabardini “Alpi” – decollava per una missione che sembrava, per i tempi, quasi folle: sorvolare il massiccio del Monte Rosa, una delle vette più alte e temute delle Alpi.

A bordo, due uomini simbolo del coraggio e dell’ingegno italiano: Achille Landini, pilota pioniere, e il prof. Lampugnani, accademico appassionato di scienze e progressi tecnologici. L’impresa non era soltanto una prova tecnica, ma anche una dimostrazione dell’ambizione industriale e scientifica del Piemonte e, in particolare, della Torino aeronautica di inizio Novecento.

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Il velivolo, progettato e costruito nelle officine Gabardini, autentico laboratorio di avanguardia nel cuore della città, rappresentava l’orgoglio dell’industria torinese. Realizzato in legno, tela e metallo, il Gabardini “Alpi” non era dotato di strumentazione sofisticata né di dispositivi di sicurezza oggi ritenuti indispensabili. Eppure, grazie a una struttura agile e a un motore raffreddato ad aria – una novità assoluta all’epoca – fu in grado di affrontare le correnti d’alta quota e superare i 4.500 metri di altitudine.

Il 27 luglio 1914, il decollo avvenne all’alba da un campo nei pressi di Novara. Dopo un’ora e mezza di volo, con visibilità incerta e temperature rigide, l’aereo raggiunse il ghiacciaio superiore del Monte Rosa, tracciando una rotta che nessun altro aveva osato prima. La folla a valle osservava in silenzio quel minuscolo punto nero nel cielo che andava sfidando le cime innevate.

Al ritorno, accolti da un gruppo di tecnici, giornalisti e curiosi, Landini e Lampugnani raccontarono con emozione il silenzio irreale delle vette, la luce che tagliava i ghiacci come lame e la consapevolezza di essere entrati nella storia. Il volo durò complessivamente quasi tre ore.

Nonostante fosse passato quasi inosservato a livello internazionale – oscurato di lì a pochi giorni dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale – il sorvolo del Monte Rosa resta un’impresa pionieristica che segnò l’inizio dell’esplorazione aerea delle Alpi italiane. Per il Piemonte e per Torino, fu un simbolo potente della vocazione industriale, tecnica e visionaria che avrebbe animato la regione nei decenni successivi.

Oggi, ricordare quell’impresa non significa solo celebrare un volo, ma onorare una generazione di sognatori, tecnici e costruttori che – tra hangar di lamiera, ali di tela e motori scoppiettanti – osarono guardare oltre le montagne e disegnarono il futuro nel cielo.

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