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16 maggio 1976: il Torino campione d’Italia e vince il suo settimo scudetto

Il 16 maggio 1976 è una data scolpita nella storia del calcio italiano e nel cuore del popolo granata. Quel pomeriggio, allo stadio Comunale di Torino, il Torino FC conquistò il suo settimo Scudetto, interrompendo un’attesa lunga 27 anni dall’ultima volta e riportando il tricolore sotto la Mole dopo la tragedia di Superga.

Davanti a oltre 65 mila tifosi sugli spalti e migliaia di persone assiepate fuori dai cancelli, al Toro bastava un pareggio contro il Cesena per laurearsi campione d’Italia. La contemporanea sfida di Perugia tra la Juventus e gli umbri teneva però tutta la città col fiato sospeso.

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Ad allenare quella squadra c’era Luigi Radice, il tecnico che aveva costruito un gruppo solido, moderno e spettacolare, capace di contendere fino all’ultimo il titolo ai rivali bianconeri. Il suo Torino era una squadra intensa, aggressiva, figlia del calcio totale che stava rivoluzionando l’Europa.

L’undici dello Scudetto

Quella domenica Radice schierò la formazione simbolo di un’intera epoca:

Castellini, Santin, Salvadori, Patrizio Sala, Mozzini, Caporale, Claudio Sala, Pecci, Graziani, Zaccarelli, Pulici.

Una squadra entrata nella leggenda, trascinata dai “Gemelli del Gol”:

  • Paolo Pulici, capocannoniere del campionato con 21 reti;
  • Francesco Graziani, autore di una stagione straordinaria accanto al compagno d’attacco.

La partita decisiva

Nel secondo tempo arrivò l’esplosione del Comunale. Fu proprio Pulici, con uno spettacolare colpo di testa in tuffo su assist di Graziani, a firmare l’1-0 che fece tremare lo stadio. Intanto da Perugia arrivavano notizie esaltanti: la Juventus stava perdendo grazie al gol di Renato Curi.

Pochi minuti dopo, però, un’incomprensione tra Roberto Mozzini e Luciano Castellini provocò la clamorosa autorete dell’1-1 del Cesena. Un pareggio che fece tremare il Comunale, ma che alla fine bastò comunque per laurearsi campioni d’Italia grazie alla contemporanea sconfitta juventina a Perugia.

Una città colorata di granata

Al triplice fischio fu festa totale. Torino si tinse interamente di granata: bandiere alle finestre, caroselli nelle strade e migliaia di tifosi in pellegrinaggio verso Basilica di Superga per dedicare lo Scudetto agli Invincibili del Grande Torino.

Quello del 1976 non fu soltanto un titolo sportivo. Fu il simbolo della rinascita di una squadra e di una città intera, il coronamento di una cavalcata epica culminata con il sorpasso alla Juventus nelle ultime giornate di campionato. Ancora oggi, per i tifosi granata, resta uno dei momenti più emozionanti della propria storia.