Torino, dal 31 ottobre al 1 novembre al Teatro Alfieri arriva Carmen: Virna Toppi e Nicola Del Freo raccontano il mito della donna libera

Il 31 ottobre e il 1° novembre il balletto firmato da Luciano Cannito porta in scena una rilettura contemporanea della celebre storia di passione e gelosia. Protagonisti i primi ballerini del Teatro alla Scala, accompagnati dai solisti della Roma City Ballet Company. Biglietti disponibili online e presso la biglietteria del teatro.

Il mito di Carmen torna a vivere sul palcoscenico torinese in una versione contemporanea che intreccia danza, passione e riflessione sociale. Sabato 31 ottobre e domenica 1° novembre 2026, il Teatro Alfieri di Torino ospiterà Carmen, il balletto ideato, diretto e coreografato da Luciano Cannito, con due interpreti d’eccezione: Virna Toppi e Nicola Del Freo, primi ballerini del Teatro alla Scala di Milano.

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Accanto a loro si esibirà Tommaso Ruggeri, nel ruolo di Escamillo, insieme ai solisti della Roma City Ballet Company, diretta dallo stesso Cannito. La produzione è firmata da Fabrizio di Fiore Entertainment per Roma City Ballet Company.

Lo spettacolo, ispirato alla celebre opera di Georges Bizet, propone una rilettura del personaggio femminile che da oltre un secolo attraversa l’immaginario collettivo. Carmen non è soltanto una donna passionale e seducente, ma una figura che rivendica la propria indipendenza e rifiuta qualsiasi tentativo di controllo. È proprio il conflitto tra libertà individuale e desiderio di possesso a costituire il cuore della narrazione.

Una storia senza tempo ambientata a Lampedusa

Nella versione firmata da Luciano Cannito, la vicenda abbandona la tradizionale ambientazione spagnola per trasferirsi a Lampedusa, nel cuore del Mediterraneo. Una scelta narrativa che porta il mito nella contemporaneità e mette in relazione il dramma sentimentale con temi come la migrazione, le disuguaglianze, la violenza e la difficoltà di accettare l’autonomia dell’altro.

Il personaggio di Don José diventa Giuseppe, un maresciallo dei Carabinieri in servizio sull’isola. È lui a ripercorrere, attraverso i frammenti della memoria, la relazione che lo ha travolto e condotto alla rovina.

Carmen è invece una giovane profuga arrivata sull’isola dopo un viaggio difficile. Tra i due nasce una passione intensa, ma il sentimento si trasforma progressivamente in un rapporto segnato dalla gelosia e dal tentativo dell’uomo di controllare la donna.

Giuseppe vorrebbe trasformare Carmen in una figura domestica, docile e rassicurante, mentre lei rivendica il diritto di scegliere la propria strada, amare senza costrizioni e cambiare vita. L’arrivo di Escamillo, reinterpretato come uno scafista affascinante e pericoloso, esaspera il conflitto e alimenta l’ossessione di Giuseppe.

La passione si trasforma così in una spirale distruttiva che conduce al tragico epilogo. Il protagonista, incapace di accettare la libertà della donna che ama, finisce per tradire il proprio ruolo istituzionale e perdere ogni riferimento morale.

Lampedusa diventa, in questa lettura, molto più di uno sfondo geografico: è una frontiera simbolica nella quale si incontrano speranze, fragilità, desideri di riscatto e conflitti di potere. Il Mediterraneo rappresenta il luogo in cui la ricerca della libertà si scontra con la volontà di dominio.

Carmen, il simbolo di una libertà che non si lascia possedere

Al centro della creazione di Cannito c’è una domanda ancora attuale: è possibile amare senza trasformare l’altra persona in una proprietà?

La protagonista rifiuta di rinunciare alla propria identità per soddisfare le aspettative di chi le sta accanto. Il suo desiderio di indipendenza diventa il motivo del conflitto con Giuseppe, che confonde l’amore con il possesso e interpreta l’autonomia della donna come una minaccia.

Il coreografo affronta così anche il tema della violenza contro le donne, mostrando la progressiva trasformazione della gelosia in ossessione e della passione in sopraffazione.

La tragedia non viene presentata come il risultato di un amore troppo intenso, ma come la conseguenza dell’incapacità di riconoscere l’altra persona nella sua piena autonomia. Carmen non accetta di essere imprigionata in un ruolo deciso da qualcun altro e resta fedele a sé stessa fino all’epilogo.

La narrazione si sviluppa attraverso un lungo flashback: Giuseppe ricostruisce la propria storia mediante immagini, ricordi ed emozioni che riaffiorano in modo frammentario. Una struttura che permette alla danza di dare forma non soltanto agli avvenimenti, ma anche alle contraddizioni interiori dei personaggi.

Virna Toppi e Nicola Del Freo, due protagonisti della danza internazionale

A interpretare Carmen e Giuseppe saranno Virna Toppi e Nicola Del Freo, entrambi primi ballerini del Teatro alla Scala di Milano.

Virna Toppi, nata a Desio, si è formata alla Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, entrando successivamente nel corpo di ballo del Semperoper Ballet di Dresda e poi in quello scaligero. Nominata solista nel 2014, ha raggiunto il ruolo di prima ballerina nel 2018. Nel corso della carriera ha interpretato numerosi titoli del repertorio classico e neoclassico, collaborando con importanti coreografi internazionali.

A lei spetta il compito di restituire la personalità complessa di Carmen: sensuale e istintiva, ma soprattutto indipendente, capace di difendere la propria identità anche quando la libertà entra in conflitto con il desiderio di chi vorrebbe trattenerla.

Nicola Del Freo, nato a Massa, si è formato alla Hamburg Ballett Schule di John Neumeier e ha danzato allo Staatsballett Berlin prima di entrare nel corpo di ballo del Teatro alla Scala nel 2015. Nominato solista nel 2018, è diventato primo ballerino nell’autunno del 2021. Il suo repertorio comprende alcuni dei principali ruoli del balletto classico e contemporaneo.

Nel ruolo di Giuseppe, Del Freo accompagnerà il pubblico attraverso la trasformazione di un uomo che, incapace di gestire la perdita e la gelosia, scivola progressivamente verso l’ossessione.

Tommaso Ruggeri interpreterà invece Escamillo, figura che in questa versione assume un’identità contemporanea e controversa. Attorno ai tre protagonisti si muoveranno i solisti della Roma City Ballet Company, compagnia composta da danzatori selezionati attraverso audizioni internazionali.

Le musiche di Bizet dialogano con le composizioni di Marco Schiavoni

Un elemento centrale dello spettacolo è l’incontro tra la musica di Georges Bizet e le composizioni di Marco Schiavoni. Le melodie che hanno reso celebre Carmen entrano in dialogo con sonorità originali, creando un ponte tra la memoria del repertorio operistico e l’ambientazione contemporanea scelta da Cannito.

La musica accompagna l’evoluzione emotiva dei personaggi, sottolineando il passaggio dall’attrazione iniziale alla tensione, fino alla progressiva disgregazione del rapporto.

A completare la dimensione visiva della produzione sono i costumi di Maria Hoffmann e il disegno luci di Alessandro Caso, chiamati a contribuire alla costruzione dell’atmosfera e alla definizione dei diversi piani narrativi.

Luciano Cannito, una carriera tra danza e grandi produzioni

Regista, coreografo e drammaturgo dello spettacolo, Luciano Cannito è una figura di riferimento della danza italiana. Nel corso della sua carriera ha firmato oltre ottanta produzioni rappresentate in importanti teatri internazionali e ha lavorato tra balletto, opera lirica, musical, prosa e grandi eventi.

La sua ricerca artistica si concentra spesso sul rapporto tra il linguaggio della danza e la narrazione teatrale. In questa Carmen, la coreografia diventa uno strumento per raccontare i conflitti interiori dei personaggi: il movimento di Carmen si distingue per energia e imprevedibilità, mentre quello di Giuseppe si fa progressivamente più rigido e tormentato.

L’obiettivo non è riproporre semplicemente una storia conosciuta, ma utilizzare la forza universale del mito per interrogare il presente. La vicenda conserva così la sua dimensione tragica, assumendo al tempo stesso un significato civile legato alla libertà personale e al rifiuto della violenza.

Date, orari e biglietti: tutte le informazioni

L’appuntamento con Carmen è fissato al Teatro Alfieri, in piazza Solferino 4 a Torino, per due rappresentazioni:

  • Sabato 31 ottobre 2026, alle ore 20.45
  • Domenica 1° novembre 2026, alle ore 15.30

I biglietti sono acquistabili online attraverso il sito ufficiale del teatro e la piattaforma TicketOne.

Dove acquistare i biglietti:

Il listino pubblicato dal Teatro Alfieri indica prezzi interi compresi tra 34 e 57 euro, a seconda del settore, ai quali si aggiunge il diritto di prevendita. Per i posti ridotti sono indicati prezzi tra 29 e 47 euro, secondo il settore e le condizioni previste. Prezzi, disponibilità e commissioni vanno verificati al momento dell’acquisto.

Per informazioni è possibile contattare la biglietteria del teatro al numero 011 562 3800 oppure consultare il sito ufficiale.

Con questa nuova versione di Carmen, il Teatro Alfieri propone al pubblico torinese un appuntamento che unisce grandi interpreti della danza, musica celebre e una rilettura contemporanea di uno dei miti più potenti del repertorio teatrale. Una storia che continua a interrogare il presente, ricordando come la libertà individuale non possa essere sostituita dal desiderio di possesso.

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Data
Ott 31 2026 - Nov 01 2026
Luogo
Teatro Alfieri (To)
Teatro Alfieri (To)
Piazza Solferino, 4, 10121 Torino TO
Sito web https://www.teatroalfieritorino.it/
Telefono 011 562 3800