Frankenstein Reborn, Dall’11 al 23 dicembre a Torino il mito di Mary Shelley incontra l’intelligenza artificiale: spettacolo immersivo al CAP 10100

Dall’11 al 23 dicembre un noir psicologico tra teatro, fantascienza e illusionismo. Il pubblico entrerà nel laboratorio della Creatura in un’esperienza multimediale che interroga il rapporto tra uomo, tecnologia e diversità. Biglietti da 20 euro.

TORINO – E se la storia di Frankenstein non fosse mai finita? E se, quasi due secoli dopo la nascita del celebre mito letterario, la sfida lanciata da Victor Frankenstein tornasse a interrogare l’umanità attraverso le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale? È da queste domande che prende forma Frankenstein Reborn, il nuovo spettacolo teatrale e multimediale ideato e prodotto da Parsec Entertainment e Lucas, in collaborazione con CAP 10100 e con il contributo dell’Assessorato alle Politiche sociali della Regione Piemonte.

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L’appuntamento è a Torino, negli spazi del CAP 10100, sulle rive del Po, da venerdì 11 a mercoledì 23 dicembre 2026. Per più settimane la struttura ospiterà le repliche di un progetto che punta a superare i confini della rappresentazione teatrale tradizionale, trasformando lo spettatore da osservatore passivo a testimone diretto degli avvenimenti.

Il risultato promesso è un’esperienza immersiva che combina suspense, atmosfere gotiche, fantascienza, illusionismo ed effetti visivi, affrontando temi di grande attualità: il potere della tecnologia, i limiti della ricerca scientifica e le responsabilità dell’uomo quando si spinge a ricreare la vita.

Una nuova Creatura nell’era digitale

La vicenda si sviluppa nel 1999, in un momento simbolico per l’evoluzione tecnologica. Protagonista è un brillante scienziato informatico, discendente diretto del dottor Victor Frankenstein, deciso a proseguire l’opera del suo antenato. Il suo progetto è ambizioso e inquietante: fondere il codice digitale di una primitiva intelligenza artificiale con la materia organica, tentando ancora una volta di oltrepassare il confine tra la vita e la morte.

Da questa sperimentazione nasce una nuova Creatura, un essere ibrido nel quale si incontrano corpo, macchina e intelligenza artificiale. Il laboratorio diventa così il centro di un esperimento destinato a mettere in discussione non soltanto le possibilità della scienza, ma anche il significato stesso dell’umanità.

Il richiamo è al romanzo Frankenstein; or, The Modern Prometheus, pubblicato da Mary Shelley nel 1818, opera che ha attraversato generazioni continuando a suscitare interrogativi sul rapporto tra creatore e creatura, sulla conoscenza e sulle conseguenze delle ambizioni umane. Il testo teatrale riprende questo patrimonio immaginario e lo trasferisce in un contesto contemporaneo, nel quale l’intelligenza artificiale rende sempre più attuale la riflessione sui confini tra naturale e artificiale.

In Frankenstein Reborn, il mostro non è soltanto una presenza da temere. È anche il risultato delle scelte di chi lo ha creato e lo ha messo al mondo senza poter prevedere fino in fondo le conseguenze delle proprie azioni.

Il pubblico entra nel laboratorio

Uno degli elementi distintivi dello spettacolo è la dimensione immersiva. Gli spettatori non saranno semplicemente seduti davanti a un palcoscenico, ma condivideranno lo spazio scenico con i protagonisti, entrando idealmente nel laboratorio in cui prende forma l’esperimento.

La scelta del CAP 10100, caratterizzato da un’impronta architettonica industriale e dalla sua collocazione lungo il Po, risponde proprio alla volontà di costruire un ambiente capace di contribuire alla narrazione. Anche l’attesa, nelle intenzioni degli ideatori, dovrà diventare parte dell’esperienza, preparando il pubblico all’ingresso in un universo sospeso tra realtà e finzione.

La regia condivisa è affidata a Ivan Fabio Perna e Davide Allena, due professionisti legati al panorama creativo torinese, che uniscono competenze differenti per dare vita a un racconto in cui la parola, il movimento, la tecnologia e l’illusione concorrono alla costruzione della suspense.

La drammaturgia porta la firma di Perna, sviluppata a partire da un soggetto di Allena. Il primo lavora su ritmo narrativo, emozioni, ironia e colpi di scena; il secondo mette a disposizione la propria esperienza nell’illusionismo e nella costruzione di effetti capaci di confondere e sorprendere lo spettatore.

L’obiettivo è creare un equilibrio tra intrattenimento e riflessione, alternando tensione, mistero e momenti di ironia in un percorso che richiama l’immaginario della fantascienza cinematografica e videoludica.

Videomapping, luci ed effetti speciali per un’estetica noir

La componente visiva rappresenta una parte essenziale del progetto. Scenografia, videomapping, proiezioni e disegno luci concorreranno a trasformare lo spazio in un laboratorio vintage ambientato nel 1999, un luogo che richiama l’alba della moderna rivoluzione digitale.

L’impatto estetico si ispira alle atmosfere noir ad alto contrasto, con richiami all’universo grafico dei fumetti di Frank Miller e alla fantascienza più cupa. Anche i costumi rifletteranno questa doppia identità, mescolando suggestioni gotiche, camici da laboratorio ed elementi retrotech.

Il trucco scenico e gli effetti prostetici saranno utilizzati per rendere credibile l’aspetto della Creatura e la sua natura ibrida, sospesa tra organismo vivente e macchina. Gli effetti scenici e le soluzioni illusionistiche curate da Davide Allena si integreranno nell’azione, senza limitarsi a un ruolo decorativo: la tecnologia diventerà uno strumento del racconto, funzionale a costruire inganni visivi e a mantenere costante l’incertezza su ciò che è reale e ciò che è simulato.

La scelta di abbattere simbolicamente la quarta parete completa questa impostazione. Lo spettatore sarà coinvolto nella vicenda da una posizione ravvicinata, chiamato a vivere gli eventi anziché limitarsi a osservarli dall’esterno.

Eugenio Gradabosco sarà la Creatura

Tra gli interpreti annunciati figura l’attore torinese Eugenio Gradabosco, al quale è stato affidato il complesso ruolo della Creatura. La scelta si inserisce in una collaborazione trentennale con i registi, maturata attraverso numerose produzioni condivise.

Gli altri ruoli sono in fase di definizione dopo una casting call che, secondo quanto comunicato dalla produzione, ha raccolto oltre cento candidature di professionisti provenienti da tutta Italia.

In scena sono previsti tre personaggi: il dottor Zigfried Frankenstein, l’assistente Elsa Shelley e la Creatura. La struttura narrativa, concentrata su un atto unico della durata di circa sessanta minuti, punta a mantenere un ritmo serrato e a sviluppare progressivamente il mistero attorno all’esperimento.

Un elemento particolarmente significativo riguarda l’inserimento di componenti della LIS, la Lingua dei segni italiana, nella performance della Creatura. La scelta non è soltanto espressiva, ma si collega al messaggio che attraversa l’intero spettacolo: ciò che appare mostruoso o incomprensibile può essere, in realtà, qualcosa che non abbiamo ancora imparato ad ascoltare e comprendere.

La diversità diventa così una chiave di lettura della storia. La Creatura fa paura anche perché si trova davanti a un’umanità che rischia di non avere più il tempo e la disponibilità necessari per osservare, capire e accogliere chi è diverso.

Intelligenza artificiale e responsabilità: la riflessione oltre la scena

Al di là dell’impatto visivo e della componente spettacolare, Frankenstein Reborn intende aprire una riflessione sui rischi e sulle responsabilità legati allo sviluppo tecnologico.

La figura dello scienziato che crea una nuova forma di vita richiama infatti una questione sempre più presente nel dibattito contemporaneo: fino a che punto l’essere umano può spingersi nella costruzione di sistemi intelligenti e quali responsabilità assume nei confronti delle proprie creazioni?

È questo il terreno sul quale si incontrano il mito ottocentesco e le inquietudini del presente. Se nel romanzo di Mary Shelley la Creatura incarnava le conseguenze di una creazione abbandonata dal proprio artefice, nella rilettura teatrale il confronto si sposta anche sul rapporto tra intelligenza umana e artificiale, sul controllo della tecnologia e sui limiti dell’ambizione scientifica.

Il progetto si propone inoltre come un’esperienza di edutainment, particolarmente adatta a stimolare la curiosità dei più giovani e a favorire una riflessione sui possibili effetti della tecnologia nella società.

«Chi controlla davvero chi?» è la domanda che accompagna il progetto e che, attraverso il gioco teatrale, gli effetti speciali e il coinvolgimento diretto del pubblico, promette di restare aperta anche dopo la conclusione dello spettacolo.

Per Ivan Fabio Perna, il mito della creazione è una storia che continua ad accompagnare l’umanità. Il regista ha spiegato di aver accolto con entusiasmo la possibilità di rielaborare la vicenda della Creatura insieme a Davide Allena, mettendo a frutto anche il proprio interesse per l’intelligenza artificiale, già affrontato nell’opera teatrale L’Uomo con la Barba, scritta nel 2000.

Allena sottolinea invece la volontà di fondere illusionismo, tecnologia scenica e narrazione, trasformando gli effetti visivi in elementi centrali del racconto. La sfida, nelle intenzioni dei due registi, è creare un’alchimia tra emozione, suspense e inganno, portando il pubblico a interrogarsi sul rapporto tra chi crea e ciò che viene creato.

Biglietti, date e orari: tutte le informazioni

Frankenstein Reborn sarà in scena al CAP 10100 di Torino dall’11 al 23 dicembre 2026, con un calendario di repliche distribuite tra serate, fine settimana e un appuntamento domenicale mattutino.

Il biglietto intero costa 25 euro. È prevista una tariffa ridotta di 20 euro per gli under 12 e per i dipendenti di CRAL e aziende convenzionate.

I biglietti sono indicati dalla produzione come acquistabili attraverso il circuito VivaTicket, sia online sia presso i punti vendita affiliati.

Dove acquistare i biglietti:

Calendario delle repliche

  • Venerdì 11 dicembre: ore 20 e 22
  • Sabato 12 dicembre: ore 18 e 20
  • Domenica 13 dicembre: ore 18 e 20
  • Giovedì 17 dicembre: ore 20
  • Venerdì 18 dicembre: ore 20
  • Sabato 19 dicembre: ore 18 e 20
  • Domenica 20 dicembre: ore 11
  • Mercoledì 23 dicembre: ore 20

Lo spettacolo è consigliato a un pubblico dai 10 anni in su. La durata prevista è di circa sessanta minuti, in atto unico.

Per completare l’esperienza, gli organizzatori segnalano inoltre la possibilità di abbinare allo spettacolo un’apericena a tema presso il bistrot del CAP 10100, prima o dopo la rappresentazione, trasformando la visita in un’occasione di intrattenimento e convivialità nella stessa location.

Con il suo incontro tra immaginario gotico, fantascienza, illusionismo e interrogativi sull’intelligenza artificiale, Frankenstein Reborn si propone dunque come un’alternativa alle tradizionali proposte del periodo natalizio torinese. Un viaggio nel laboratorio della Creatura, dove la paura si mescola alla meraviglia e la domanda più inquietante non riguarda soltanto ciò che l’uomo è capace di creare, ma anche ciò di cui è disposto ad assumersi la responsabilità.

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Data
Dic 11 - 23 2026
Luogo
Cap 10100 - Torino
Cap 10100 - Torino
Corso Moncalieri, 18, 10131 Torino TO
Sito web https://www.cap10100.com/
Telefono 380 4364140