Buonissima 2026, Torino capitale della gastronomia dal 21 al 25 ottobre: oltre 150 chef e più di 200 appuntamenti tra cucina, arte e tradizione

Dal 21 al 25 ottobre 2026 torna a Torino Buonissima, il festival internazionale dedicato alla cultura gastronomica che, per la sua sesta edizione, propone un programma ancora più ricco e articolato. Oltre 200 appuntamenti diffusi in città, più di 150 chef italiani e internazionali e un calendario che intreccia alta cucina, tradizioni popolari, arte, architettura e convivialità trasformeranno il capoluogo piemontese in un grande palcoscenico del gusto. Tra le novità più attese spicca “Contemporanea”, un progetto inedito che vedrà protagonisti Jeremy Chan e Niko Romito alla Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea. Accanto ai grandi eventi, torneranno i format più rappresentativi della manifestazione, dalle cene nei ristoranti cittadini alle iniziative dedicate alle piole torinesi, fino agli appuntamenti ospitati nei musei e nei luoghi simbolo della città.

Ideato dai giornalisti Stefano Cavallito e Luca Iaccarino insieme allo chef Matteo Baronetto e organizzato da To Be Company, Buonissima consolida così la propria identità di festival diffuso, capace di mettere in dialogo la cucina contemporanea internazionale con la storia gastronomica del Piemonte e con il patrimonio culturale torinese.

800x480 gravity
previous arrow
next arrow
300x250 copia (1)
previous arrow
next arrow

Juventus-Lazio, la cucina delle piole arriva all’Allianz Stadium

Il primo assaggio di Buonissima 2026 arriverà già domenica 18 ottobre, tre giorni prima dell’apertura ufficiale del festival. In occasione della partita Juventus-Lazio, l’Allianz Stadium ospiterà infatti una speciale anteprima gastronomica dedicata alla cucina popolare torinese.

Per una sera, il Legends Club, l’area hospitality situata sul lato Ovest dello stadio e dotata di lounge affacciata sul campo, tribuna riservata e cucina a vista, diventerà il luogo d’incontro tra il grande calcio e la tradizione delle piole, le osterie che da generazioni custodiscono il patrimonio culinario più autentico della città.

A rappresentare questa tradizione saranno quattro insegne protagoniste di Piolissima: Caffè dell’Orologio, Barbagusto, Osteria Le Putrelle e Osteria Antiche Sere. Saranno loro a costruire un percorso gastronomico completo, dall’antipasto al dessert, attraverso piatti che raccontano la memoria e le abitudini della tavola piemontese.

Nel menu troveranno spazio alcune delle preparazioni più riconoscibili della cucina torinese, dal vitello tonnato all’insalata russa, dalle acciughe al verde agli agnolotti, fino alla panna cotta. Una proposta che punta a valorizzare la cucina delle osterie senza trasformarla in una versione artificiosamente sofisticata, ma lasciandone emergere la semplicità, la concretezza e il legame con la cultura gastronomica locale.

L’esperienza sarà sviluppata con la consulenza della famiglia Cerea, riferimento dell’alta ristorazione italiana. L’iniziativa rappresenta un modo originale per avvicinare pubblici diversi e dimostrare come la cucina popolare possa trovare spazio anche in contesti prestigiosi, mantenendo intatta la propria identità.

La serata anticiperà Piolissima, in programma dal 21 al 24 ottobre nell’ambito del festival, che anche quest’anno porterà al centro della manifestazione le piole e la cucina tradizionale piemontese.

“Contemporanea”: Jeremy Chan e Niko Romito alla GAM

Tra gli appuntamenti di maggiore rilievo dell’edizione 2026 figura “Contemporanea”, un progetto gastronomico concepito come un’esperienza unica, costruita appositamente per uno spazio museale. Protagonisti saranno Jeremy Chan, chef del ristorante Ikoyi di Londra, e Niko Romito, alla guida del Reale di Castel di Sangro.

I due cuochi si incontreranno alla Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino per un doppio appuntamento, con un pranzo e una cena pensati in relazione diretta con l’architettura, la luce e la funzione culturale del museo.

L’incontro metterà a confronto due personalità molto diverse, accomunate dalla capacità di interpretare la cucina come ricerca e linguaggio espressivo. Jeremy Chan è noto per una proposta gastronomica personale e sperimentale, caratterizzata da contaminazioni culturali e da una visione che supera i confini tradizionali delle cucine nazionali. Niko Romito ha invece costruito un metodo riconoscibile attraverso la ricerca sull’essenzialità, la concentrazione del gusto, la leggerezza e la precisione tecnica.

“Contemporanea” non sarà quindi una semplice cena a quattro mani, ma un confronto tra due differenti modi di intendere la gastronomia contemporanea. L’obiettivo è costruire un dialogo tra ingredienti, tecniche e sensibilità, facendo del cibo una forma di espressione capace di confrontarsi con lo spazio artistico senza ridursi a una componente scenografica.

La scelta della GAM assume anche un significato simbolico. La sede moderna della Galleria, inaugurata nel 1959 in via Magenta 31, è stata concepita attribuendo un ruolo importante alla luce naturale e alla relazione tra architettura ed esposizione. Per la prima volta dalla sua apertura, secondo quanto annunciato per l’evento, le sale del museo accoglieranno una produzione gastronomica progettata specificamente per quello spazio.

L’appuntamento si svolgerà nella Sala del Riposo, ambiente caratterizzato dalla luce naturale e dalla presenza di arredi, sculture e dipinti della prima metà del Novecento. Per l’occasione, la sala sarà trasformata in uno spazio immersivo, con una tavola imperiale destinata a quaranta ospiti. L’esperienza sarà introdotta da un aperitivo in un ambiente affacciato sul giardino, concepito come prologo al percorso gastronomico.

Il progetto conferma una delle vocazioni principali di Buonissima: portare la cucina fuori dai ristoranti e creare occasioni di incontro con il patrimonio artistico e architettonico della città.

Un festival sempre più aperto, con appuntamenti anche a pranzo

Una delle novità dell’edizione 2026 riguarda l’ampliamento del programma durante le ore diurne. Tradizionalmente caratterizzato soprattutto dalle cene e dagli eventi serali, Buonissima si svilupperà quest’anno con una proposta ancora più estesa, pensata per accompagnare il pubblico dalla mattina alla sera.

Accanto ai menu degustazione e agli appuntamenti con grandi chef, aumenteranno le occasioni di incontro a pranzo, mentre saranno confermati anche i momenti dedicati alla colazione. L’intento è rendere il festival più accessibile e articolato, offrendo esperienze differenti per pubblici, interessi e occasioni di consumo diversi.

La manifestazione manterrà inoltre il suo carattere diffuso, coinvolgendo ristoranti, musei, piazze, palazzi storici e altri luoghi rappresentativi di Torino. La città non sarà soltanto lo scenario degli eventi, ma parte integrante del racconto gastronomico, grazie al dialogo tra cucina, cultura e identità territoriale.

Dalla Centrale Nuvola Lavazza a Palazzo Madama: tornano i grandi appuntamenti

Tra gli eventi confermati figurano la cerimonia di apertura e il Premio Bob Noto, ospitati alla Centrale Nuvola Lavazza, luogo ormai consolidato nel programma del festival. La stessa location accoglierà anche un appuntamento dedicato al Fassone Piemontese, eccellenza della produzione agroalimentare regionale.

La degustazione coinvolgerà chef e macellai in un percorso dedicato alla valorizzazione di questa carne, mettendone in evidenza le caratteristiche e le possibilità di interpretazione gastronomica.

Tornerà inoltre la Opening Dinner a Palazzo Madama, una delle serate più attese della manifestazione, con la partecipazione di chef stellati e protagonisti della cucina italiana e internazionale. L’evento confermerà il legame tra alta gastronomia e patrimonio storico, offrendo un’occasione di incontro in uno dei luoghi più rappresentativi del centro cittadino.

Da “Metti Torino a Cena” a “Metti Torino a Tavola”

Tra i format che caratterizzano Buonissima c’è anche Metti Torino a Cena, che nel 2026 si amplierà fino a comprendere gli appuntamenti diurni, assumendo il nome di Metti Torino a Tavola.

Il progetto metterà in relazione gli chef torinesi con colleghi provenienti da altre città italiane e dall’estero, attraverso pranzi e cene a quattro mani ospitati nei ristoranti della città. Il confronto tra esperienze e sensibilità differenti offrirà l’occasione per valorizzare la scena gastronomica locale e favorire nuove interpretazioni della cucina contemporanea.

Anche Piolissima allargherà la propria proposta, affiancando agli appuntamenti serali nuove occasioni a pranzo. Il format continuerà a celebrare le piole, luoghi simbolo della convivialità torinese, e le ricette della tradizione piemontese, riconoscendone il valore culturale oltre che gastronomico.

Tornerà inoltre Casa Buonissima, che anticiperà di un giorno l’apertura del proprio programma, diventando uno dei punti di riferimento del festival. Lo spazio ospiterà incontri, presentazioni, talk, cooking show, degustazioni e masterclass con professionisti della cucina, del vino, della pasticceria, dell’arte bianca e della cultura gastronomica.

BistroMania, protagonista anche la cucina catalana

Tra i format dedicati alle diverse espressioni della ristorazione contemporanea ci sarà nuovamente BistroMania, che metterà al centro la cucina dei bistrot, realtà in cui informalità, tecnica e ricerca convivono in proposte dinamiche e accessibili.

Il progetto confermerà la collaborazione con la Regione Catalogna, che porterà a Torino cinque importanti bistrot spagnoli. I loro protagonisti si confronteranno con colleghi italiani in un appuntamento che, per la prima volta, si svilupperà dal pranzo fino a dopo cena.

L’iniziativa allargherà ulteriormente la dimensione internazionale di Buonissima, favorendo lo scambio tra culture gastronomiche e mostrando come il modello del bistrot possa assumere forme diverse pur mantenendo al centro la qualità delle materie prime, la creatività e il rapporto diretto con il pubblico.

Raddoppiano gli Chef’s Table

Torneranno anche gli Chef’s Table, introdotti nell’edizione 2025 e pensati per chi desidera vivere la gastronomia in una dimensione più raccolta e ravvicinata.

Nel 2026 gli appuntamenti raddoppieranno, arrivando a quattro cene riservate a un numero limitato di ospiti. Ogni incontro sarà costruito intorno al dialogo tra uno chef, un luogo particolare e un menu concepito per valorizzare il rapporto tra cucina e arte.

La formula consentirà di approfondire non soltanto le preparazioni e le tecniche, ma anche il percorso creativo che conduce alla realizzazione di un menu, offrendo ai partecipanti un’esperienza più intima rispetto ai grandi eventi del festival.

La Giornata dell’Arte e il Grande Pranzo della Domenica

Il rapporto tra gastronomia e patrimonio culturale sarà al centro anche della Giornata dell’Arte, evoluzione dell’esperienza proposta nel 2025 con la Cena dell’Arte alle Gallerie d’Italia.

L’iniziativa si svilupperà come un momento di incontro tra cucina, opere, spazi museali e linguaggi visivi, rafforzando la vocazione di Buonissima a creare connessioni tra mondi apparentemente distanti ma accomunati dalla ricerca estetica e dalla capacità di raccontare il presente.

A chiudere il festival sarà nuovamente il Grande Pranzo della Domenica al Castello di Rivoli. L’appuntamento conclusivo unirà cucina piemontese, convivialità e patrimonio culturale, offrendo una sintesi dello spirito della manifestazione: valorizzare le radici locali aprendole al confronto con esperienze e sensibilità differenti.

Tram Buonissimo!, un viaggio gastronomico tra Torino e Navarra

Tra le proposte più originali tornerà Tram Buonissimo!, il format itinerante che porta la degustazione a bordo di un tram storico, trasformando il percorso urbano in un’esperienza gastronomica e culturale.

La novità del 2026 sarà la collaborazione con l’Ufficio del Turismo della Regione Navarra, che porterà a Torino un racconto delle eccellenze gastronomiche di questa regione spagnola. I partecipanti potranno così scoprire prodotti, sapori e tradizioni della Navarra mentre attraverseranno alcuni dei luoghi più iconici della città.

L’iniziativa allargherà il perimetro geografico del festival, mettendo in relazione Torino con un altro territorio europeo attraverso il linguaggio universale della cucina e il valore delle tradizioni locali.

Buonissima, una città intera raccontata attraverso il cibo

Con la sesta edizione, Buonissima conferma la propria ambizione di essere molto più di una rassegna di cene ed eventi gastronomici. Il festival propone un modello culturale in cui i grandi chef internazionali dialogano con le trattorie, le cucine popolari incontrano l’alta ristorazione e i musei diventano luoghi in cui sperimentare nuove forme di relazione tra arte e cibo.

Dalla preview all’Allianz Stadium del 18 ottobre agli appuntamenti in programma dal 21 al 25 ottobre, il calendario unirà esperienze molto diverse: la cucina delle piole, i menu d’autore, i bistrot contemporanei, i pranzi nei luoghi d’arte, le degustazioni di prodotti del territorio e gli incontri con i protagonisti della cultura gastronomica.

Il risultato sarà una manifestazione capace di attraversare Torino in modo trasversale, coinvolgendo pubblici differenti e valorizzando tanto le eccellenze internazionali quanto il patrimonio culinario piemontese.

Per cinque giorni, la città tornerà così a essere un laboratorio gastronomico a cielo aperto, dove tradizione e innovazione, ricerca e convivialità si incontreranno in un programma che mette al centro non soltanto ciò che si mangia, ma anche i luoghi, le persone e le storie che rendono la cucina una parte fondamentale dell’identità culturale di un territorio.

Il programma completo e le informazioni sugli appuntamenti sono disponibili sul sito ufficiale della manifestazione: www.buonissimatorino.it.

  • 00

    giorni

  • 00

    ore

  • 00

    minuti

  • 00

    secondi