Anni Settanta, tra terrore e diritti: il 4 novembre Mario Calabresi, Benedetta Tobagi e Sara Poma al Teatro Colosseo di Torino

mercoledì 4 novembre alle 20.30 va in scena “Anni Settanta. Terrore e diritti”, un racconto teatrale tra memoria personale e storia collettiva. Ospite speciale Marco Damilano. Attraverso testimonianze, immagini e canzoni dell’epoca, lo spettacolo ripercorre uno dei decenni più drammatici e trasformativi della storia italiana. Biglietti a partire da 32 euro.

TORINO – Un decennio di contraddizioni profonde, segnato dalle bombe, dal terrorismo politico e dalla paura, ma anche da battaglie collettive, conquiste civili e trasformazioni che hanno cambiato il volto dell’Italia. È questo il filo conduttore di Anni Settanta. Terrore e diritti, il progetto teatrale che mercoledì 4 novembre 2026, alle ore 20.30, arriva al Teatro Colosseo di Torino con Mario Calabresi, Benedetta Tobagi e Sara Poma. Ad arricchire la narrazione sarà la partecipazione speciale del giornalista Marco Damilano, con un racconto inedito e personale dedicato a quella stagione della storia repubblicana.

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Lo spettacolo, scritto dai tre protagonisti, propone un viaggio attraverso gli eventi, le testimonianze e le trasformazioni che hanno attraversato l’Italia degli anni Settanta. Non una semplice ricostruzione cronologica, ma un racconto a più voci che intreccia memoria individuale e storia collettiva, mettendo in relazione le vicende di chi ha vissuto direttamente quegli anni con le domande di chi oggi cerca di comprenderne l’eredità.

Attraverso parole, immagini e canzoni dell’epoca, il palcoscenico diventa uno spazio nel quale restituire la complessità di un periodo che continua a influenzare il dibattito pubblico, la coscienza civile e il modo in cui il Paese guarda al proprio passato. La regia è affidata a Bruno Fornasari, mentre il progetto scenico porta la firma di Fabrizio Visconti. La produzione coinvolge Chora e Will Media, con produzione esecutiva a cura di heArt.

Gli anni della paura e delle grandi trasformazioni

Gli anni Settanta rappresentano una delle stagioni più complesse della storia italiana contemporanea. Le stragi, gli attentati, i sequestri e l’attività dei gruppi armati hanno segnato profondamente la vita politica e sociale del Paese, lasciando ferite nelle famiglie e nella memoria collettiva. Allo stesso tempo, proprio in quegli anni si sono sviluppate mobilitazioni che hanno contribuito a modificare i rapporti tra cittadini, istituzioni e società.

È il periodo in cui il dibattito sui diritti, sull’emancipazione femminile, sul lavoro, sulla famiglia e sulla libertà individuale assume una nuova centralità. Le trasformazioni legislative e culturali, insieme alle mobilitazioni sociali, mettono in discussione modelli tradizionali e aprono nuove prospettive nella vita quotidiana degli italiani.

Anni Settanta. Terrore e diritti sceglie di raccontare queste due dimensioni senza separarle. La violenza politica e la spinta al cambiamento appartengono alla stessa stagione storica e, spesso, agli stessi contesti sociali. Da un lato la paura e l’insicurezza, dall’altro la ricerca di una società più libera e consapevole: due percorsi che si intrecciano e restituiscono l’immagine di un Paese attraversato da conflitti profondi, ma anche capace di trasformarsi.

A guidare la narrazione sono le storie delle persone, le testimonianze e le esperienze individuali, attraverso le quali gli eventi storici acquistano una dimensione concreta. Le canzoni che hanno accompagnato quel decennio contribuiscono a ricostruirne le atmosfere, evocando aspirazioni, inquietudini e contrasti. La musica diventa così parte integrante del racconto, uno strumento per restituire il clima culturale e le emozioni di un’epoca.

Mario Calabresi e la memoria familiare del terrorismo

Per Mario Calabresi il racconto degli anni Settanta si intreccia anche con una vicenda personale che ha segnato profondamente la sua storia familiare. Suo padre, il commissario Luigi Calabresi, fu assassinato a Milano il 17 maggio 1972, in un contesto segnato dalla radicalizzazione dello scontro politico e dalla violenza degli anni di piombo.

Giornalista, scrittore ed ex direttore di importanti testate italiane, Calabresi ha dedicato parte significativa del proprio lavoro alla ricostruzione delle vicende di quel periodo, affrontando il rapporto tra memoria, responsabilità e trasmissione della storia alle nuove generazioni.

Tra i suoi libri figurano Spingendo la notte più in là, nel quale affronta anche il peso della perdita del padre e le conseguenze della violenza sulla vita familiare, e Quello che non ti dicono, dedicato alla storia di Carlo Saronio, giovane militante della sinistra extraparlamentare sequestrato e ucciso nel 1975.

La sua partecipazione allo spettacolo porta sul palco uno sguardo nel quale il lavoro giornalistico e la ricerca storica incontrano una memoria personale. L’obiettivo è andare oltre la successione degli avvenimenti per interrogarsi su come le ferite del passato continuino a influenzare il presente e su quale responsabilità spetti a chi racconta la storia.

Nel presentare il progetto, Calabresi ha sottolineato la necessità di trovare un modo diverso per raccontare quel decennio, partendo dalle storie e dai cambiamenti sociali. Il teatro, nella sua visione, può raggiungere anche il pubblico più giovane, offrendo strumenti per comprendere un periodo che resta fondamentale per leggere l’Italia contemporanea.

Benedetta Tobagi: le stragi, la ricerca storica e il dovere di ricordare

Accanto a Calabresi, Benedetta Tobagi porta sul palco la propria esperienza di scrittrice e storica, da anni impegnata nello studio del terrorismo e delle stragi che hanno attraversato la storia repubblicana.

Anche nel suo caso la dimensione personale si intreccia con quella pubblica. Suo padre, il giornalista Walter Tobagi, fu assassinato a Milano il 28 maggio 1980 da un gruppo terroristico di estrema sinistra, la Brigata XXVIII marzo. La sua vicenda familiare ha contribuito a rendere centrale, nel suo lavoro, la riflessione sulla memoria, sulla violenza politica e sulla necessità di ricostruire criticamente il passato.

Tra le sue opere figura Piazza Fontana. Il processo impossibile, dedicato alla strage del 12 dicembre 1969 e alle difficoltà giudiziarie e investigative che hanno accompagnato la ricerca della verità. Con Covando un mondo nuovo, realizzato insieme alla fotografa Paola Agosti, Tobagi ha inoltre approfondito le esperienze e le aspirazioni dei movimenti femministi e delle trasformazioni sociali degli anni Settanta.

Il suo contributo permette di mettere in relazione la ricostruzione degli eventi con le domande sul loro significato storico e civile. Ricordare, in questa prospettiva, non significa soltanto ripercorrere ciò che è accaduto, ma interrogarsi sulle responsabilità, sulle conseguenze della violenza e sulle conquiste che hanno contribuito a ridefinire la società italiana.

Sara Poma e Marco Damilano: le voci di un racconto a più livelli

A completare il progetto è Sara Poma, autrice, voce di podcast e responsabile dei contenuti editoriali di Chora e Will Media, realtà che hanno contribuito alla realizzazione dello spettacolo. Il suo lavoro si concentra sul racconto delle esperienze e dei fenomeni sociali attraverso linguaggi capaci di avvicinare il pubblico a storie complesse.

La sua presenza contribuisce a costruire un racconto che unisce rigore nella ricostruzione, attenzione alle testimonianze e capacità di rendere accessibili le vicende del passato. L’alternanza delle voci consente di affrontare il decennio da prospettive differenti, evitando una lettura univoca e lasciando emergere la pluralità delle esperienze che lo hanno caratterizzato.

Ospite speciale della serata sarà Marco Damilano, giornalista, saggista e commentatore politico, che porterà sul palco una riflessione personale sulle implicazioni politiche degli anni Settanta e sulla loro eredità. Il suo intervento amplia il confronto sul rapporto tra memoria e attualità, contribuendo a collegare le vicende di allora alle domande che ancora oggi riguardano la democrazia, le istituzioni e la partecipazione civile.

Il risultato è una narrazione corale nella quale le esperienze individuali non rimangono episodi isolati, ma diventano strumenti per comprendere i passaggi cruciali della storia italiana.

Il teatro come luogo della memoria e del confronto

La scelta del palcoscenico risponde alla volontà di restituire agli anni Settanta una dimensione narrativa capace di coinvolgere il pubblico senza rinunciare alla complessità storica. Il racconto si sviluppa attraverso parole, immagini e musica, combinando elementi documentari e testimonianze personali.

La regia di Bruno Fornasari e il progetto scenico di Fabrizio Visconti accompagnano questa costruzione, nella quale la memoria non viene presentata come un archivio immobile, ma come un patrimonio da interrogare e trasmettere.

Uno degli aspetti centrali dello spettacolo è proprio il dialogo tra generazioni. Per chi ha vissuto direttamente quegli anni, la rappresentazione può offrire l’occasione di ritrovare esperienze e interrogativi rimasti aperti; per chi è nato successivamente, costituisce un’opportunità per avvicinarsi a vicende spesso conosciute attraverso i libri, i documentari o i racconti familiari.

La memoria degli anni Settanta, infatti, non riguarda soltanto il passato. Comprendere come il terrorismo abbia colpito persone e istituzioni, e come le mobilitazioni civili abbiano contribuito a cambiare la società, significa anche interrogarsi sui valori democratici e sui diritti che costituiscono il presente.

È in questo equilibrio tra ricostruzione storica e racconto umano che si colloca Anni Settanta. Terrore e diritti: uno spettacolo che mette al centro le contraddizioni di un decennio decisivo e invita a considerare la memoria come uno strumento di conoscenza e consapevolezza.

Biglietti per Anni Settanta al Teatro Colosseo di Torino

L’appuntamento con Mario Calabresi, Benedetta Tobagi e Sara Poma, con la partecipazione speciale di Marco Damilano, è fissato per mercoledì 4 novembre 2026 alle ore 20.30 al Teatro Colosseo, in via Madama Cristina 71/A, a Torino.

I prezzi indicati dal teatro sono:

  • Platea: 35,50 euro.
  • Galleria: 32 euro.
  • Ridotto platea under 16: 33 euro.

I biglietti sono acquistabili online attraverso il sito ufficiale del Teatro Colosseo e il circuito TicketOne. La disponibilità dei posti, le eventuali commissioni e le condizioni per accedere alle tariffe ridotte vanno verificate al momento dell’acquisto.

Dove acquistare i ticket:

  • Teatro Colosseo – pagina ufficiale dello spettacolo: https://www.teatrocolosseo.it/stagione/2026-11-04/2026-11-04/Mario-Calabresi
  • TicketOne – biglietti per Anni Settanta. Terrore e diritti: https://www.ticketone.it/en/event/mario-calabresi-in-anni-settanta-teatro-colosseo-21468728/
  • Chora Media – presentazione ufficiale del progetto e calendario delle date: https://choramedia.com/anni-settanta/
  • Sito ufficiale del Teatro Colosseo: https://www.teatrocolosseo.it/

Per aggiornamenti sul programma e su eventuali variazioni è possibile consultare i canali ufficiali del teatro e degli organizzatori.

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