Ci sono luci che servono a illuminare le strade e altre che riescono a trasformare completamente il volto di una città. A Torino, sul Monte dei Cappuccini, succede qualcosa di speciale grazie a “Piccoli spiriti blu”, una delle installazioni più suggestive e riconoscibili della collezione di Luci d’Artista. Un’opera capace di creare un’atmosfera quasi fiabesca, soprattutto nelle sere d’autunno e d’inverno, quando il buio avvolge la collina e i cerchi luminosi sembrano sospesi nell’aria intorno alla chiesa di Santa Maria del Monte.
L’installazione porta la firma dell’artista tedesca Rebecca Horn, nata a Michelstadt nel 1944 e scomparsa nel settembre 2024. Realizzata nel 1999, è entrata a far parte del progetto Luci d’Artista, trasformando nel tempo uno degli scorci più caratteristici del capoluogo piemontese in un vero e proprio scenario d’arte contemporanea a cielo aperto. Oggi l’opera rappresenta anche una testimonianza importante del percorso creativo dell’artista e del suo legame con Torino.
Settantadue cerchi luminosi sospesi tra cielo e architettura
Il cuore dell’installazione è composto da 72 cerchi luminosi di diverse dimensioni, sostenuti da pali, tiranti e cavi d’acciaio. Gli anelli, oggi realizzati con tubi luminosi a Led e proiettori, circondano la chiesa e si estendono fino a un’ala dell’ex convento dei Cappuccini, dove ha sede anche il Museo Nazionale della Montagna. Non si tratta di semplici decorazioni, ma di una composizione studiata per dialogare con l’architettura e con il paesaggio circostante.
L’effetto visivo è particolarmente suggestivo: gli anelli blu sembrano galleggiare intorno all’edificio religioso, quasi fossero piccoli pianeti, aureole o presenze luminose provenienti da un’altra dimensione. La loro disposizione crea un movimento immaginario che accompagna lo sguardo verso l’alto, seguendo le forme della chiesa e confondendosi con il cielo notturno.
A rendere ancora più particolare l’opera sono le condizioni atmosferiche. Quando sulla collina scendono la nebbia e le nuvole basse, oppure quando l’umidità si addensa sopra il Po, la luce blu si diffonde nell’aria creando un alone azzurro e violaceo. La chiesa sembra così emergere da una dimensione sospesa, assumendo un aspetto quasi irreale. È proprio questa capacità di cambiare in relazione all’ambiente uno degli elementi più affascinanti del lavoro di Rebecca Horn.
Dalla Gran Madre al Monte dei Cappuccini
Non tutti sanno che “Piccoli spiriti blu” non è nata nella sua attuale collocazione. La prima installazione risale infatti al 1999, quando l’opera venne posizionata intorno alla chiesa della Gran Madre di Dio, in piazza Gran Madre. In quell’occasione i cerchi luminosi dialogavano con l’architettura neoclassica della chiesa e con lo spazio della piazza, creando un particolare gioco di colori e suggestioni.
Nel 2000 l’installazione venne trasferita sul Monte dei Cappuccini, dove trovò la sua collocazione permanente. Qui l’intervento artistico assunse un significato diverso, adattandosi alla posizione panoramica della collina e alla presenza della chiesa di Santa Maria del Monte. Nel corso degli anni è diventato uno degli elementi più caratteristici del paesaggio notturno torinese.
Un importante intervento di restauro ha inoltre interessato i corpi luminosi in occasione della 25ª edizione di Luci d’Artista, nella stagione 2022-2023, consentendo di valorizzare nuovamente l’installazione e mantenerla nel patrimonio artistico della città
Un’opera che racconta la poetica di Rebecca Horn
Per comprendere davvero “Piccoli spiriti blu” bisogna guardare anche al percorso artistico della sua autrice. Rebecca Horn è stata una delle figure più originali dell’arte contemporanea internazionale. Nel corso della sua carriera ha lavorato con sculture, installazioni, performance e dispositivi meccanici, indagando soprattutto il rapporto tra il corpo umano, lo spazio e l’ambiente.
Nelle sue opere la luce non è soltanto uno strumento per rendere visibile qualcosa, ma diventa un elemento capace di suggerire presenze, energie e connessioni invisibili. Anche sul Monte dei Cappuccini questa ricerca prende forma attraverso gli anelli luminosi, che sembrano disegnare un campo energetico intorno all’edificio.
La stessa artista descriveva poeticamente l’installazione come cerchi blu che salgono dalla nebbia del fiume, dalla terra e dalla neve, avvolgendo le colonne della chiesa e danzando nella notte come aureole capovolte delle stelle.
Oggi “Piccoli spiriti blu” continua a essere una presenza speciale nel panorama di Torino. La sua posizione permette di ammirarla anche da diversi punti della città, mentre una visita al Monte dei Cappuccini consente di osservare da vicino il rapporto tra i cerchi luminosi, la chiesa e il paesaggio circostante.
È proprio questa combinazione tra arte, architettura e natura a rendere l’opera così particolare: non una semplice illuminazione natalizia, ma un’installazione permanente che invita a fermarsi, osservare e riscoprire Torino attraverso una prospettiva diversa. Un piccolo universo blu che, da oltre venticinque anni, continua a regalare alla città uno dei suoi scorci notturni più poetici.