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Vespa Samurai per combattere la cimice asiatica e salvare i raccolti in Piemonte

Firmato il Decreto, si aprono nuove prospettive Firmato il Decreto dal Ministero dell’Ambiente per l’inizio sperimentale della “lotta biologica” in piena emergenza coronavirus: arriva il via libera alla diffusione della vespa samurai per salvare i raccolti Made in Piemonte.

A livello nazionale, l’inizio della diffusione di centinaia di migliaia di esemplari della minuscola vespa è previsto nei prossimi giorni con l’obiettivo di fermare l’invasione della cimice asiatica che ha già iniziato ad attaccare i frutteti in un anno particolarmente difficile come quello che stiamo vivendo.

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La cimice asiatica, che rovina tutto quello che trova nelle zone dove si riproduce, ha colpito soprattutto, pere, mele, pesche e nettarine, kiwi, ciliegio e piccoli frutti, albicocche, susine, nocciole, soia, mais e ortaggi. I danni in Piemonte ammontano a 180 milioni di euro per un totale di 13500 imprese coinvolte. 

“Il via libera alla vespa samurai, un insetto antagonista delle dimensioni di poco più di un millimetro, apre dunque nuove prospettive anche se ci vorrà tempo prima di avere risultati. E’ per questo motivo che alla lotta biologica con la vespa samurai si deve affiancare il sostegno delle Istituzioni alle imprese, per indennizzare i danni della cimice nel periodo transitorio – spiegano Roberto Moncalvo Presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. Coldiretti Piemonte già dal 2013 è attenta alla problematica sul territorio attuando uno dei più grandi monitoraggi e stima dei danni, dal 2017 con la Fondazione CRC di Cuneo è stato possibile incrementare l’attività di ricerca ed, in ultimo, lo scorso anno, insieme al Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università degli Studi di Torino – ricordano Moncalvo e Rivarossa –, è stato istituito un osservatorio per allargare e approfondire le metodologie di lotta alla cimice asiatica. L’insetto, infatti, ha trovato in Piemonte un ambiente favorevole alla sua diffusione ed, in questi ultimi anni, si sono registrati danni ingenti su molte colture, dal nocciolo alla frutta”.

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