Home / eventi appuntamenti / UNA COLLEZIONE SENZA CONFINI Arte internazionale dal 1990 A cura di Riccardo Passoni GAM – Torino dal 3 novembre 2021- 30 gennaio 2022
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UNA COLLEZIONE SENZA CONFINI Arte internazionale dal 1990 A cura di Riccardo Passoni GAM – Torino dal 3 novembre 2021- 30 gennaio 2022

UNA COLLEZIONE SENZA CONFINI Arte internazionale dal 1990 a cura di Riccardo Passoni Dal 3 novembre 2021

GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino
La GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino rinnova l’allestimento delle
collezioni permanenti del Contemporaneo con un nuovo percorso che presenta 33 grandi artisti
della scena artistica internazionale.
Una collezione senza confini nasce dalla volontà di dare visibilità a una importante selezione di
opere del patrimonio del museo focalizzando l’attenzione su 56 opere, molte delle quali non hanno
avuto negli ultimi anni la possibilità di essere esposte al pubblico, se non per brevi periodi. Nel
corso del tempo il museo ha raccolto opere di grande importanza, e tutti i lavori oggi esposti fanno
riferimento alla storia recente di acquisizioni: sono giunti in museo negli ultimi vent’anni attraverso
diversi canali, dalle scelte effettuate ad Artissima o nell’ambito delle acquisizioni annuali, entrambe
rese possibili grazie al contributo determinante della Fondazione per l’Arte Moderna e
Contemporanea CRT, alle opere entrate a far parte della collezione in seguito a serie espositive,
quali ad esempio il ciclo di mostre dal titolo Avvistamenti nei primi anni 2000, oltre a doni e acquisti
mirati.
Per Fondazione Arte CRT è una grande soddisfazione vedere esposte all’interno della mostra “Una
collezione senza confini” ben 22 opere della propria storica collezione. Grazie al progetto

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curatoriale messo a punto dalla Galleria d’Arte Moderna di Torino i visitatori potranno ammirare
lavori di assoluto prestigio realizzati da maestri dell’arte contemporanea come Marina Abramović,
Anselm Kiefer, ma anche William Kentridge o Hermann Nitsch. Un patrimonio in continuo
rinnovamento che, oltre a testimoniare l’evoluzione dell’arte contemporanea, conferma come le
acquisizioni svolte nel corso del tempo attraverso Fondazione Arte CRT rappresentino un
investimento sicuro, sia in termini culturali che di mercato. Rassegne come questa dimostrano
quanto le collezioni permanenti siano fondamentali per garantire una programmazione museale di
livello e confermano come la nostra collezione continui a distinguersi quale assoluto punto di
riferimento per l’arte contemporanea internazionale, ha commentato la Presidente della
Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, Anna Ferrino.
L’esposizione offre anche lo spunto per dimostrare come il museo abbia perseguito negli anni un
percorso di internazionalizzazione avviato con successo all’indomani della seconda guerra
mondiale.
Lo sguardo e l’interesse verso l’arte straniera prese inizio dal 1948 con l’acquisizione di Dans mon
pays di Marc Chagall alla Biennale di Venezia, per poi proseguire coerentemente con gli indirizzi
internazionali nei decenni successivi, come già dimostrato con la mostra Strangers. Tra informale e
pop dalle collezioni GAM, realizzata nel 2012.
Dopo 10 anni da quella prima testimonianza, la GAM oggi presenta Una collezione senza confini con
una prospettiva completamente diversa: nella dimensione globale in cui siamo ormai giunti a
percepire la nostra presenza, grazie alla circolazione delle notizie, delle opere e delle persone e per
il moltiplicarsi delle occasioni di viaggi ed esposizioni a livello mondiale, è diventato difficile, se non
impossibile, stabilire i confini entro i quali operare sul fronte dell’accrescimento internazionale della
collezione.
Se, fino a pochi decenni fa era normale aprirsi all’arte parigina soprattutto e poi americana, nel
corso degli ultimi 25-30 anni sono entrate nella collezione della GAM opere di artisti certamente
europei, ma si sono accolte anche opere provenienti da culture e linguaggi espressivi diversi: dalla
Cina, Cuba, Africa ad esempio, ormai elevate a stima globale grazie ai principali eventi espositivi,
come Documenta, Biennali e Triennali internazionali.
Gli artisti selezionati per questo appuntamento appartengono a diverse generazioni: si va dai nomi
dei protagonisti nati negli anni Trenta (Georg Baselitz, Christian Boltanski) fino alla generazione
nata negli anni Settanta (Kcho, Hannah Starkey, Laurent Grasso).
Come sostiene il Direttore Riccardo Passoni, curatore dell’esposizione: Possiamo verificare che nella
‘antologia’ che abbiamo proposto in questa esposizione sono tanti gli stimoli che possiamo
riconoscere come portanti di una certa ricerca, senza che vi corrispondano una geografia specifica o
uno stile di riferimento. Vi sono rappresentazioni che evocano una narrazione, conclusa o in
sospensione (Marina Abramović, Hannah Starkey); la tradizione e la cura (Chen Zhen); gli
affioramenti del rimosso (William Kentridge, Tracey Moffatt); il dramma della storia e delle sue
cicatrici, in una dimensione ideologica (Alfredo Jaar). E ancora: emergono la messa a fuoco di una
dimensione favolistica o leggendaria (Mark Dion, Matt Collishaw), a contrasto con lo sguardo
sull’inammissibile, la dura necessità del ricordo (Christian Boltanski); o il recupero di certi spazi
mentali, di alienazione (Ilya e Emlia Kabakov) o di incursioni sul paranormale (Marcos Lutyens,
Laurent Grasso).
Questo allestimento, oltre a presentare alcune delle opere internazionali più significative giunte in
museo, non può rinunciare a lasciare un punto interrogativo sul futuro dell’accrescimento del

patrimonio della GAM, soprattutto in relazione agli spazi oggi divenuti esigui, con i quali il museo si
sta misurando.
Gli artisti esposti: Marina Abramović (Belgrado, Serbia, 1946); Georg Baselitz (Kamenz, Germania,
1938); Chen Zhen (Shangai, Cina, 1955 – Parigi, Francia, 2000); Christian Boltanski (Parigi, Francia,
1944-2021); Cecily Brown (Londra, Regno Unito, 1969); Pedro Cabrita Reis (Lisbona, Portogallo,
1956); Matt Collishaw (Nottingham, Regno Unito, 1966); Tony Cragg (Liverpool, Regno Unito, 1949);
Mark Dion (New Bedford, Massachusetts, Usa, 1961); Liam Gillick (Aylesbury, Regno Unito, 1964);
Antony Gormley (Londra, Regno Unito, 1950); Laurent Grasso (Mulhouse, Francia, 1972); Carsten
Höller (Bruxelles, Belgio, 1961); Alfredo Jaar (Santiago del Cile, Cile, 1956); Ilya and Emlia Kabakov
(Dnepropetrovsk, URSS, oggi Ucraina, 1933 e 1945); Kcho (Nueva Gerona, Cuba, 1970); William
Kentridge (Johannesburg, Sudafrica,1955); Terence Koh (Pechino, Cina, 1967); Anselm Kiefer
(Donaueschingen, Germania, 1945); Jim Lambie (Glasgow, Scozia, 1964); Marcos Lutyens (Londra,
Regno Unito, 1964); Mona Marzouk (Alessandria d’Egitto, Egitto, 1968); Aleksandra Mir (Lubin,
Polonia, 1967); Tracey Moffatt (Brisbane, Australia, 1960); Hermann Nitsch (Vienna, Austria, 1938);
Albert Oehlen (Krefeld, Germania, 1954); Cornelia Parker (Cheshire, Regno Unito, 1956); Tobias
Rehberger (Esslingen, Germania, 1960); Julião Sarmento (Lisbona, Portogallo, 1948-2021); Sean
Scully (Dublino, Irlanda, 1945); Kiki Smith (Norimberga, Germania, 1954); Hannah Starkey (Londra,
Regno Unito, 1971); Jessica Stockholder (Seattle, Washington, Usa, 1959).
GAM – GALLERIA CIVICA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA – Via Magenta, 31 – 10128 Torino
tel. +39 011 4429518 – email: gam@fondazionetorinomusei.it www.gamtorino.it
Biglietti: Intero 10,00€ Ridotto 8,00€ Ingresso gratuito Abbonamento Musei e Torino Card

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