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Torino sale in classifica per la qualità della vita

Grazie allo studio realizzato da ItaliaOggi e dall’Università La Sapienza di Roma in collaborazione con Cattolica Assicurazioni, che nel 2018 coinvolgeva 110 capoluoghi di provincia italiani, la città di Torino quest’anno ha fatto un balzo di qualità nella classifica, abbandonando il 78esimo posto per prendere il 49esimo. Ormai è appurato che nelle località di piccole e medie dimensioni si vive meglio che nelle grandi metropoli.  Torino, però, non è solo una grande città: in lei sono racchiuse numerose qualità, tra cui quella artistica, quella sociale e altre tipiche dei piccoli borghi, affascinanti e con quella giusta dose di tranquillità incostante. Ma ciò che ha fatto la differenza nella classifica per il capoluogo piemontese sono state due categorie: il “tenore di vita” e “l’ambiente“. Per la prima hanno inciso soprattutto fattori come il reddito medio disponibile pro capite, la retribuzione media annua del lavoratori dipendenti, l’importo medio annuo delle pensioni e l’incidenza prestiti personali. Per la seconda invece principalmente le nuove piste ciclabili. Tuttavia, è da sottolineare la persistente alta percentuale di inquinamento (il dato Pm10 nell’atmosfera) e il grandissimo numero di veicoli circolanti che ne danneggiano la classifica in quella categoria.

Un’altra categoria ancora da migliorare è quella della criminalità, in cui sono registrati soprattutto i reati contro il patrimonio, gli scippi, i borseggi, i furti e le rapine.

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Torino ha ancora da migliorarsi, ma già oggi appare come un’affascinante città in cui vivere al pari di un diamante allo stato grezzo (o quasi).
Giulia Lopopolo

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