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Torino: Colpita con una sedia dal marito, scappa in strada e in lacrime riesce ad avvisare la polizia

Arrestato dai poliziotti del commissariato Dora Vanchiglia
Sono le 22 di giovedì scorso; alcuni poliziotti del Comm.to Dora Vanchiglia sono impegnati in un servizio di controllo del territorio nei pressi dei giardini Alimonda, quando vengono avvicinati da una donna in lacrime.  La donna, proveniente dal Nord Africa, ma residente in Italia da svariati anni, riferisce di essere appena scappata da casa dove il marito, a seguito di un litigio, la aveva aggredita con violenza, utilizzando anche una sedia.

Solo il provvidenziale intervento del figlio maggiorenne della coppia, che si era frapposto fra i due, aveva evitato conseguenze peggiori per lei. Gli agenti, dopo averle dato i primi soccorsi ed averla accompagnata in Commissariato, considerata anche la pioggia battente di quella sera, si recano presso l’abitazione della coppia: qui trovano il marito, un cittadino marocchino, per nulla preoccupato per quanto accaduto. La cucina porta i segni della recente colluttazione: un lampadario infranto, cocci di piatti e bicchieri in mille pezzi sul pavimento, e la sedia con la quale l’uomo aveva tentato di colpire la moglie prima, e successivamente il figlio, rotta.

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Per lui è del tutto normale così: sono mesi infatti che con ogni pretesto, alla minima incomprensione con la moglie, lui è solito redarguirla, insultarla, minacciarla, colpirla e porre in essere angherie di ogni tipo. Come, ad esempio, chiudere il rubinetto dell’acqua calda dopo averla usata, portandosi dietro la chiave, in modo da impedirne il consumo al resto della famiglia; oppure, la notte, chiudersi a chiave nella camera da letto e costringere la moglie a dormire su un materassino per terra in corridoio.  Quella sera, si era impadronito dei documenti della donna e dei figli prendendoli furtivamente dalla borsa di lei; alla richiesta di restituirle gli effetti personali, l’uomo aveva dato in escandescenze. I poliziotti del Commissariato Dora lo hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia.