Una serata capace di unire nostalgia, energia e grande musica. Il Flowers Festival di Collegno ha regalato al pubblico uno degli appuntamenti più attesi dell’estate con il doppio concerto di Motta e The Zen Circus, andato in scena nel suggestivo Parco della Certosa Reale. Migliaia di persone hanno riempito l’area del festival, trasformandola in un grande abbraccio collettivo fatto di canzoni, cori e applausi.
Ad aprire la serata è stato Motta, protagonista del tour celebrativo dedicato ai dieci anni de La fine dei vent’anni, l’album che nel 2016 ha segnato una svolta nella sua carriera e nel panorama del cantautorato italiano. Un viaggio musicale tra i brani che hanno accompagnato un’intera generazione, eseguiti con arrangiamenti fedeli ma arricchiti dall’intensità maturata in questi anni di concerti. La sua interpretazione, essenziale e coinvolgente, ha creato fin dalle prime note un clima raccolto, con il pubblico che ha cantato ogni parola senza bisogno di essere invitato.
Tra un brano e l’altro Motta ha dialogato con i presenti, ringraziando il pubblico per aver continuato a seguire la sua musica in questi dieci anni. I telefoni si sono accesi sulle ballate più intime, mentre sotto il palco non sono mancati salti e cori nei momenti più energici. Un’esibizione intensa, costruita più sulle emozioni che sugli effetti scenici.
Dopo una breve pausa, il testimone è passato a The Zen Circus. L’ingresso della band è stato accolto da un boato che ha immediatamente cambiato il volto della serata. Il trio pisano ha portato sul palco tutta la propria carica rock, alternando i grandi classici ai brani più recenti, con Andrea Appino capace di coinvolgere il pubblico fin dal primo accordo. La band ha confermato ancora una volta quella forza dal vivo che da oltre trent’anni rappresenta il suo marchio di fabbrica, fatta di energia, ironia e un rapporto diretto con i fan.
Sotto il palco si è creato un continuo movimento di mani alzate, abbracci e cori. Ogni canzone sembrava diventare un momento di condivisione, con il pubblico che rispondeva all’unisono ai richiami della band. L’atmosfera del Flowers Festival, immersa nel verde del Parco della Certosa Reale, ha fatto il resto, offrendo la cornice ideale a una serata che ha unito due tra i protagonisti più amati della scena indipendente italiana. Il concerto faceva parte del cartellone dell’edizione 2026 del festival, che anche quest’anno propone un programma ricco di artisti di primo piano.
Tra gli spettatori l’entusiasmo era palpabile. «Sono arrivata da Cuneo con un gruppo di amici solo per questa data», racconta Elisa, 28 anni. «Riascoltare La fine dei vent’anni dal vivo mi ha riportato agli anni dell’università. È stato come riaprire un album di fotografie.»
Poco distante, Luca, 35 anni, non nasconde l’emozione dopo il live degli Zen Circus: «Li seguo da tantissimo tempo e riescono ancora a sorprendermi. Ogni loro concerto è diverso, ma l’energia rimane sempre incredibile.»
Anche tra i più giovani il doppio appuntamento ha lasciato il segno. «Conoscevo gli Zen Circus soprattutto attraverso i racconti di mio fratello», dice Martina, 21 anni. «Vederli dal vivo è tutta un’altra cosa: coinvolgono il pubblico dall’inizio alla fine.»
Per Davide, arrivato da Novara, la forza della serata è stata proprio l’accostamento dei due artisti: «Prima le emozioni e la poesia di Motta, poi l’esplosione rock degli Zen Circus. Due concerti diversi, ma perfettamente complementari.»
Quando le ultime note si sono spente e le luci del palco si sono abbassate, il pubblico ha lasciato lentamente il parco con la sensazione di aver vissuto qualcosa che andava oltre un semplice concerto. Una serata capace di raccontare due modi diversi di vivere la musica dal vivo, accomunati dalla stessa autenticità e da un rapporto speciale con chi, ancora una volta, ha riempito il Flowers Festival di entusiasmo, applausi e voci

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