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Kappa FuturFestival, il gran finale al Parco Dora: migliaia di persone salutano l’edizione 2026 tra techno, emozioni e artisti da tutto il mondo

Si è chiusa nella notte di domenica 5 luglio la tredicesima edizione del Kappa FuturFestival, che per tre giorni ha trasformato il Parco Dora in uno dei principali punti di riferimento della musica elettronica internazionale. Migliaia di appassionati provenienti da oltre 150 Paesi hanno animato gli spazi dell’ex area industriale torinese, confermando ancora una volta il festival tra gli appuntamenti più importanti del panorama mondiale.

L’ultima giornata è stata quella delle grandi attese. Fin dal primo pomeriggio il pubblico ha iniziato ad affluire ai sei palchi del festival, scegliendo tra techno, house, elettronica sperimentale e sonorità più ricercate. Con il passare delle ore l’atmosfera è diventata sempre più intensa, accompagnata da giochi di luce, installazioni scenografiche e una produzione che ha trasformato il Parco Dora in una vera città della musica.

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Tra i set più applauditi della domenica quello di Peggy Gou, capace di coinvolgere migliaia di persone con un’esibizione che ha unito ritmo ed energia. Grande entusiasmo anche per Amelie Lens e Charlotte de Witte, protagoniste di due performance che hanno infiammato il pubblico degli appassionati di techno, mentre Chris Lake, KI/KI, Sven Väth, Floating Points e Seth Troxler hanno regalato momenti di grande spettacolo fino alle ultime ore della manifestazione.

Molto apprezzata anche l’organizzazione dell’evento. Oltre ai tradizionali punti ristoro, numerosi partecipanti hanno scelto i nuovi cocktail analcolici e gli spazi dedicati al relax, mentre la Taverna Futurista ha attirato curiosi e appassionati di alta cucina con un’esperienza gastronomica inedita per un festival musicale.

Tra un palco e l’altro, il pubblico ha raccontato le proprie emozioni. “Arrivo dalla Spagna ed è la prima volta che partecipo al Kappa FuturFestival. L’atmosfera è incredibile, Torino ci ha accolti benissimo e tornerò sicuramente”, racconta Marta, 28 anni.

Per Luca, arrivato da Bologna con un gruppo di amici, “il livello degli artisti è stato impressionante. È difficile trovare un festival con una line-up così ricca e un’organizzazione di questo livello. Charlotte de Witte è stata semplicemente straordinaria”.

C’è anche chi ha scelto il Kappa come appuntamento fisso dell’estate. “Vengo da cinque anni consecutivi e ogni edizione riesce a superare la precedente”, spiega Davide, torinese. “Il Parco Dora offre uno scenario unico e vedere persone provenienti da tutto il mondo ballare insieme è qualcosa di speciale”.

Soddisfatta anche Sophie, arrivata dalla Francia. “Non è solo musica: qui si respira un’atmosfera internazionale, ci si sente parte di una grande comunità. È un’esperienza che consiglio a chiunque ami la musica elettronica.”

Con le ultime note diffuse nella notte e gli applausi finali del pubblico, cala così il sipario sull’edizione 2026 del Kappa FuturFestival. Torino saluta un’altra manifestazione capace di coniugare musica, cultura, turismo e intrattenimento, dando appuntamento agli appassionati alla prossima estate.