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Il Museo Egizio di Torino dedica una sala a Giulio Regeni: «La sua memoria viva attraverso lo studio e il dialogo»

TORINO – Un gesto simbolico ma dal forte valore civile e culturale. Il Museo Egizio di Torino ha annunciato la decisione di dedicare a Giulio Regeni la storica sala di Deir El Medina, uno degli spazi più significativi dell’esposizione permanente. La scelta è stata comunicata attraverso una nota ufficiale nella quale l’istituzione torinese ha espresso ancora una volta la propria vicinanza alla famiglia del giovane ricercatore friulano, sequestrato, torturato e ucciso al Cairo nel 2016.

La dedica rappresenta un tributo alla figura di Regeni e al suo impegno nel campo della ricerca accademica, dello studio delle relazioni sociali e del lavoro. Un riconoscimento che arriva da uno dei musei più prestigiosi al mondo dedicati alla civiltà egizia, da sempre impegnato nel promuovere la conoscenza, il dialogo interculturale e la collaborazione scientifica internazionale.

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«Il Museo Egizio vuole ricordare il giovane ricercatore barbaramente ucciso per difendere i propri ideali e la sua coraggiosa attività di ricerca nel campo del lavoro e delle relazioni sociali», si legge nella nota diffusa dall’istituzione.

La sala dedicata a Giulio Regeni custodisce i reperti provenienti da Deir El Medina, l’antico villaggio degli artigiani e degli operai che lavorarono alla costruzione delle tombe della Valle dei Re tra il XVI e l’XI secolo a.C. Al suo interno sono conservati 245 reperti che raccontano la vita quotidiana, il lavoro, le professioni e l’organizzazione sociale di una delle comunità più affascinanti dell’antico Egitto.

Una scelta che assume un significato particolarmente profondo proprio per il legame tra il contenuto della sala e gli studi portati avanti da Regeni, da sempre interessato alle dinamiche del lavoro, ai diritti e alle condizioni delle comunità di lavoratori.

Nel messaggio diffuso dal museo emerge inoltre un forte richiamo ai valori che hanno caratterizzato il percorso umano e professionale del ricercatore. «La memoria di Giulio dovrà essere mantenuta viva attraverso lo studio, la tolleranza e la convinzione che solo attraverso la reciproca comprensione tra fedi, culture e ideali diversi si possa costruire un mondo migliore».

La decisione del Museo Egizio assume un significato ancora più rilevante considerando il ruolo che l’istituzione ricopre nel panorama culturale internazionale e i rapporti di collaborazione e ricerca che da decenni intrattiene con il mondo accademico e archeologico egiziano. Un gesto che va oltre la semplice intitolazione di uno spazio espositivo e che si propone come un invito alla memoria, alla ricerca della verità e alla difesa dei valori della conoscenza e della libertà di studio.

A dieci anni dalla tragica vicenda che ha sconvolto l’opinione pubblica italiana e internazionale, il nome di Giulio Regeni continuerà così a vivere anche tra le sale del Museo Egizio di Torino, luogo dedicato allo studio, alla cultura e all’incontro tra popoli e civiltà.