Home / eventi consigliati / Dal 14 ottobre 2022 al 13 maggio 2023 la nuova stagione dello spazio Kairos tra Aurora e barriera di Milano arriva “approdi”
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Dal 14 ottobre 2022 al 13 maggio 2023 la nuova stagione dello spazio Kairos tra Aurora e barriera di Milano arriva “approdi”

DAL 14 OTTOBRE 2022 AL 13 MAGGIO 2023 LA NUOVA STAGIONE DELLO SPAZIO KAIROS TRA AURORA E BARRIERA DI MILANO ARRIVA “APPRODI”

Gli organizzatori: «Non è facile portare il teatro in periferia semplicemente perché non è facile portare qualcosa che prima non c’era, da nessuna parte.
È un po’ come quando si pensa di fare “rigenerazione urbana” concentrandosi sugli arredi. Il punto sono le persone
».

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«Approdi» è una stagione teatrale che raccoglie il meglio del teatro indipendente italiano e offre al pubblico spettacoli di qualità molto diversi tra loro. Dà appuntamento – da venerdì 14 ottobre al 13 maggio – allo Spazio Kairòs in via Mottalciata 7. Questo teatro è stato ricavato in un vecchio laboratorio artigianaleprima fabbrica di colla e poi di terra rossa per i campi da tennis, riconvertito, tra Aurora e Barriera di Milano, alla periferia di Torino: ad avere l’idea, ed aprirlo nei giorni difficili della ripresa post pandemia, la Compagnia Onda Larsen di Torino. Una sfida non facile che oggi si concretizza in una stagione davvero corposa, costruita con un solo criterio: una proposta di qualità con artisti e compagnie indipendenti di primo piano sul panorama nazionale.

Parlano i numeri: 23 serate, oltre a due spettacoli per bambini al pomeriggio. Si spazia dalla commedia agli adattamenti teatrali di romanzi, dal dramma al concerto, con due debutti nazionali inseritinel cartellone.

Altro obiettivo: portare a teatro i ragazzi e un pubblico nuovo, che magari non frequenta molto le sale. Così, è nata la formula del “Biglietto sospeso“, varata quest’anno. Così è stato costruito questo cartellone che celebra i Beatles ma offre anche molte riflessioni sull’attualità, affronta, più volte, il tema dei migranti ma anche quello dei social e delle relazioni sentimentali, indaga la felicità, il più difficile e vasto dei sentimenti, e i complottismi.

La sfida degli organizzatori: a teatro bisogna andare vestiti bene? Il teatro è solo chic?

Lia Tomatis di Onda Larsen racconta: «“Una sera è venuto a vedere uno spettacolo e mi ha detto “finalmente c’è un teatro così e anche vicino a casa, sa io non ci vado mai a teatro perché sono sempre vestito male e quei posti sono eleganti”. Ora, siamo tutti d’accordo che si possa andare al Teatro Regio anche senza l’abito da sera e magari è anche vero che non è quello il vero motivo per cui lui non ci è mai andato a teatro, ma il punto è che per lui quella fosse una scusa plausibile, perché questo è sintomo del fatto che la sua percezione dello spettacolo dal vivo è qualcosa di lontano, troppo alto, troppo chic, troppo troppo».

Di qui, la riflessione: «Molte persone, vivono il teatro come qualcosa di lontano, elevato distante dalla vita mentre è da sempre un’arte popolare, dovrebbe essere legata a doppia mandata alla vita delle persone perché di persone parla, della vita racconta. Spazio Kairòs vuole essere porto sicuro e accogliente per chiunque voglia fare, vedere, partecipare a qualcosa di Bello.  Per questo “approdi”: perché ogni spettacolo è un approdo, uno spazio e un tempo per sé, per poi ripartire e magari con qualche nuovo bagaglio, o persino amico».

Aggiunge Riccardo De Leo di Onda Larsen: «La nostra stagione è un approdo per chi cerca l’arte, il bello, qualcosa in cui possa rispecchiarsi, costruita sulla massima qualità teatrale. Contrariamente a quanto si possa pensare, però, non deve essere punto di arrivo ma punto di partenza perché, una volta visto uno spettacolo, siamo arricchiti dal fuoco dell’arte e siamo pronti ad affrontare meglio ciò che ci aspetta fuori».

Una conclusione unanime: «Non è facile portare il teatro in periferia semplicemente perché non è facile portare qualcosa che non c’era da nessuna parte. Non è facile scardinare l’egemonia dei grandi salotti teatrali, soprattutto nella percezione collettiva, non è facile decentrare – davvero e non solo in maniera estemporanea – la cultura. Non è facile spiegare che il teatro non è un luogo. Il teatro ha bisogno di luoghi e può esserli, può abitarli tutti. È un po’ come quando si pensa di fare “rigenerazione urbana” concentrandosi sugli arredi. Il punto sono le persone».

Compagnie da tutta Italia

Se ad aprire è l’ultima creazione degli Onda Larsen, “Una cena d’addio“, lo spettacolo più visto all’ultimo Torino Fringe Festival, tratto dal testo di Alexandre de La Patellière e Matthieu Delaporte che la compagnia torinese ha in esclusiva sul mercato italiano, sono attese, poi, la compagnia Teatro d’Inverno, di Alghero, con “Venere in pelliccia” (5 novembre), la modenese Quinta Parete, di Sassuolo, con “Lemon Therapy” (l’11 novembre) e la cagliaritana Effimero Meraviglioso con “Volevo vedere il cielo” (26 novembre). Insomma, si è cercato di selezionare il meglio a livello italiano, invitando e coinvolgendo molte realtà “lontane”: otto le regioni coinvolte. Nella stagione spicca, poi, la Compagnia del Calzino di Trento che, con la torinese Anomalia Teatro, mette in scena “Fantasie di complotto“, al debutto nazionale il 7 e 11 dicembre, la bresciana Chronos che porta al Kairòs, il 15 dicembre, “Il cuore, la milza, il lago“, la trentina Aria Teatro con “Tempo orfano” (13 gennaio). One man show, invece, per il livornese Stefano Santomauro che ritorna in città con “Happy days“.  Da Latina, Matutateatro presenta “Shakespeare kills radio stars live“, il 25 marzo, mentre la Compagnia del Giglio di Roma porta “Finalmente sola” con Paola Giglio.

I torinesi coinvolti

Tra i torinesi coinvolti, c’è Fabula Rasa con “Due gocce nella polvere“, vincitore del Premio Fitt 2020, proposto con il patrocinio di Amnesty International, ma anche Crack24 con “Ti lascio perché mi fai salire il cortisolo“, di e con Giulia Pont, al debutto nazionale il 3 febbraio. Mulino ad Arte presenta, invece, uno spettacolo molto green, “Un pianeta ci vuole… c’è nessuno?” che vede protagonista anche un comico e attore molto amato in televisione, Ugo Dighero, mentre la Piccola Compagnia della Magnolia propone “Zelda – Vita e morte di Zelda Fitzgerlad“. I padroni di casa di Onda Larsen portano in scena anche “Abbey Road – Il canto del cigno“, insieme a The Finger Pie, cover band dei Beatles, “Resti umani” e “Delitto imperfetto“.

Il 17 febbraio in calendario, poi, uno spettacolo firmato da una serie di realtà torinesi: è frutto della collaborazione e del lavoro di Doppeltraum teatro, Liberipensatori Paul Valéry, Onda Larsen, Progetto Zoran, Tékhné, Brut ma Bun -Jam Teatrale che hanno dato vita a “Fuga da Sarejevo“, scritto e diretto da Monica Luccisano.

Atteso l’appuntamento del 13 maggio con Lastanzadigreta, collettivo musicale torinese,  e “Musica da cameretta“, il nuovo-concerto spettacolo tra canzoni vecchie e nuove, lente e veloci, da ballare e da ascoltare.

La rassegna è realizzata grazie a “Aion – è sempre tempo di teatro”, uno dei progetti vincitori del bando “Attività di spettacolo dal vivo nelle periferie”, firmato da Onda Larsen APS, Compagni di viaggio APS (ente capofila) e Anomalia Teatro.  Gli spettacoli del 2 dicembre (“Due gocce nella polvere”), 28 gennaio (“Resti umani”), 17 febbraio (“Fuga da Sarajevo”) e 11 marzo (“Un pianeta ci vuole”) sono all’interno del progetto “Barriera corallina”, vincitore del bando React della Città di Torino. La cordata vincitrice è formata dalle seguenti compagnie: Renken Onlus, Onda Larsen, Co.Mu.Net Officine corsare, Anomalia Teatro, Teatro Carillon, sPAZI mUSICALI, TiAscolto, Tzim Tzum, Il pane e le rose, Ricette d’Africa.

BIGLIETTERIA

Intero 13, ridotto 10 (Scuderia Onda Larsen, over 65, studenti under 25, disabili)
Bambini fino ai 10 anni  8 euro.
Biglietti in vendita su www.ticket.it
Esiste il “Biglietto sospeso”: da quest’anno si può regalare un biglietto a chi non può permetterselo e compiere una buona azione per avvicinare le persone al teatro.
Per accedere a Spazio Kairòs è necessaria la tessera Arci. 

ABBONAMENTI
Abbonamento “Ancora” con 4 spettacoli a scelta. Intero 45, ridotto 32.
Abbonamento “Porto sicuro” con 8 spettacoli a scelta. Intero 80, ridotto 55.
Abbonamento “Lupo di mare” con 12 spettacoli a scelta. Intero 100, ridotto 72.
L’abbonamento è acquistabile online o direttamente a Spazio Kairòs (non il giorno stesso di uno spettacolo), è nominativo e non può essere ceduto a terzi. Gli spettacoli scelti non possono essere cambiati. Info: biglietteria@ondalarsen.org.
Per sostenere la stagione Approdi! Onda Larsen aderisce a Etiqua, vai su www.etiqua.net

IL PROGRAMMA

14.15 ore 21

16 ottobre ore 18,30
Una Cena D’addio Fondazione via maestra/Onda Larsen/Compagni di Viaggio

di Alexandre de La Patellière e Matthieu Delaporte

con Riccardo De Leo, Gianluca Guastella, Lia Tomatis

regia di Andrea Borini

durata 90 minuti

Pierre e Clotilde si rendono conto di passare troppo del loro tempo a vedere persone che, oggi come oggi, non sceglierebbero più di frequentare.
E così decidono di darci un taglio: per ogni persona che vogliono lasciare fuori dalle loro vite, organizzeranno una “Cena d’addio” ma non tutto va come sperato…

29 ottobre ore 21 Abbey Road (The Finger Pie/Onda Larsen, Torino)

Scritto da Enrico Bontempi e Vico Righi
Regia di Lia Tomatis
Musiche dal vivo a cura dei The Finger Pie
Con Enrico Bontempi (chitarra/voce)
Marco Cimino (tastiere)
Riccardo Mariatti (basso)
Vico Righi (chitarra/voce)
Simone Zangirolami (batteria)
Narrazione di Riccardo De Leo

Durata 90 minuti

I Beatles nel ’69 sono stanchi, disuniti e sentono che la favola sta finendo. L’hanno avvertito durante le registrazioni di “Let It Be”, disco tormentato e carico di tensioni. Ma qualcosa li spinge a creare un ultimo lavoro: il risultato è uno dei grandi capolavori della musica mondiale, Abbey Road. I Finger Pie, cover band dei Beatles, suonano dal vivo in questo concerto/spettacolo ripercorrendo tutte le canzoni e la storia dell’album tra aneddoti, curiosità e storie incredibili. Sul palco con loro, l’attore Riccardo De Leo, darà voce ai racconti  di Derek Taylor, l’ufficio stampa dei fab four.

5 novembre ore 21  – Venere in pelliccia (Teatro d’inverno) Alghero, SS

liberamente tratto da La Vénus à la fourrure di David Ives
ispirato all’omonimo romanzo di Leopold von Sacher-Masoch
adattamento teatrale a cura di Giuseppe Ligios

Con Giuseppe Ligios eAntonello Foddis

Costumi Manuel Casati

Regia Aaron Gonzalez eGiuseppe Ligios

Durata 80 minuti

“E il Signore Onnipotente lo colpì e lo mise nella mani di una donna”.
Questa citazione è il motore alla base della relazione tra i due personaggi.

In un teatro di periferia, Thomas è alla ricerca di un’attrice per il ruolo da protagonista che però non riesce a trovare. Nessuna candidata possiede lo stile necessario per il ruolo.
Mentre sta per uscire appare un attore, Jordan Vanda, alla ricerca disperata di un lavoro, che da subito si rivela un vero e proprio vortice di energia, sfrontato e pronto a tutto pur di fare il provino. Improvvisamente tutto cambia ed emergono ossessioni inaspettate.

11 novembre ore 21  – Lemon therapy (Quinta parete) Sassuolo, MO

Di Chiara Boscaro e Marco Di Stefano
Diretto e interpretato da Enrico Lombardi e Alice Melloni
Scenografie Rewik Grossi
Video Stefania Centonze
Grafica e Illustrazione Gabriele Ferrar

Durata 70 minuti 

Lemon therapy è uno spettacolo sull’adolescenza: l’epoca delle passioni tristi, delle non scelte, dove la risposta a tutto è “boh!”, il tempo in cui si comincia a scoprire se stessi, ad entrare in contatto con la propria sessualità e a sperimentarla.

P. è un trentacinquenne che ha rimosso la sua adolescenza perchè troppo traumatica e decide di farsi aiutare da V., psicoterapeuta fuori dagli schemi che utilizza una terapia piuttosto originale: una lemon therapy in cui, con provocatorie richieste, coinvolge anche il pubblico rendendolo parte attiva dello spettacolo. Ma la terapia funzionerà?

26 novembre ore 21  – Volevo vedere il cielo (Effimero meraviglioso) Sinnai, CG

di Massimo Carlotto

regia di Maria Assunta Calvisi

con Miana Merisi e partecipazione di Michela Cidu

Durata 70 minuti           

Una donna, di cui non si conosce neanche il nome. Si sa invece che il marito si chiama Arturo, un brav’ uomo, grande lavoratore, “sempre su e giù col muletto”, ormai rassegnato alle avversità della vita. Non si conosce neanche il nome della figlia, “la ragazzina” che cerca in tutti i modi di sfuggire dalle grinfie della madre che la vorrebbe velina o concorrente del Grande Fratello, anche battona purchè non come lei, frustrata e infelice. Un’infelicità annegata nel vermouth, unico sollievo ad una vita grigia da discount, offerte speciali e sogni consumati nel cesso.

2 dicembre ore 21  – Due gocce nella polvere (Fabula Rasa) Almese, TO

Spettacolo inserito all’interno del progetto “Barriera corallina”, vincitore del bando REACT della città di Torino

Scritto da Alassane Conde e Beppe Gromi 

Con Alassane Conde

Regia di Beppe Gromi

Coreografie di Debora Giordi

Con il patrocinio di Amnesty International e vincitore del premio FITT 2020

Durata 65 minuti

Spettacolo teatrale autobiografico di Alassane Conde, ragazzo africano di 25 anni richiedente asilo politico e proveniente dalla Guinea Conakry con un grande talento nella danza, nel teatro fisico e nel teatro d’attore. 

Una difficile prova attoriale per un ragazzo che affronta un testo in lingua italiana dopo soli tre anni di permanenza nel nostro Paese. 

Black Fabula è un progetto teatrale di accoglienza nato nell’aprile del 2015, dal quale è nata l’omonima compagnia, una formazione di teatro-danza diretta da Beppe Gromi, inizialmente composta da dieci giovani richiedenti asilo provenienti da diversi paesi africani. Un processo di integrazione e di fusione di linguaggi espressivi che coniuga teatro, danza contemporanea, danza afro, musica tribale e tecnologica. Con le ultime novità introdotte in Italia dal nuovo governo in tema di sicurezza e immigrazione, alcuni ragazzi del progetto hanno dovuto abbandonare il nostro Paese.

7 ore 21 e 11 dicembre ore 16,30 – Fantasie di complotto (Anomalia Teatro e Compagnia del Calzino) Torino/Trento

di Debora Benincasa e Silvia Marchetti

con Debora Benincasa e Marco Gottardello

Ambientazione video: Adriano Donato La Vitola

Costumi: Simona Randazzo

Scenografie: Adele Gamba

Regia: Silvia Marchetti

Le Fantasie di complotto sono narrazioni diversive che rispondono a un bisogno collettivo di senso, di appartenenza e condivisione, irrinunciabili in quest’epoca dell’iper-bombardamento mediatico, del controllo, della frattura sociale, dell’immaginazione negata da un potere manchevole, distante e indifferente, della necessità di primeggiare ad ogni costo. L’inganno rimpiazza dunque la pochezza che la realtà concede, fornisce risposte, nemici, consolazione contro la complessità e l’effettiva crudeltà del sistema in cui viviamo. Questo fenomeno, che attira sempre più persone, ha portato le due compagnie a creare uno spettacolo ironico, disincantato, pungente, che accerchia e introduce il pubblico al complottismo e alla paranoia, dal quale nessuno è totalmente al riparo.

15 dicembre ore 21  – Il cuore, la milza, il lago (Chronos3) Brescia

Scritto da Iris Basilicata
Con Iris Basilicata, Edoardo Rivoira
Grafica scenografie Tommaso Osnaghi
Costumi Greta Bolzoni
Grafica Camilla Zanini
Regia Vittorio Borsari
Durata 60 minuti

Giovanni, figlio ventenne di Lucia è morto annegato mentre nuotava in un lago durante una vacanza con gli amici. Nella vicenda i due si ritrovano in un improbabile dialogo in cui comprendono che la vita offre sempre una seconda possibilità per potersi ancora vivere. O forse no. Una madre e un figlio che si scoprono e si riscoprono confessandosi quello che nella vita non hanno avuto il coraggio di dirsi, continuando a portare avanti il loro rapporto, a parlare del futuro, a litigare per poi fare pace. E così, dopo una perdita tanto tremenda, tutto continua ancora ad essere irrimediabilmente al proprio posto. 

“Il cuore, la milza, il lago” nasce da una esperienza che l’autrice ha vissuto in prima persona e che negli anni è riuscita ad elaborare sotto forma di vari racconti brevi e poesie per poi arrivare a comporne la struttura drammaturgica.

13 gennaio ore 21  – Tempo Orfano (AriaTeatro, TN)

Di e con Chiara Benedetti
Musiche Luca Vianini
Luci Federica Rigon
Scene Aran Ndimurwanko

Durata 60 minuti

La storia è la vera vicenda umana di Adam, un uomo arrivato in Italia dopo la guerra in Libia del 2011. Il testo si è composto dopo una serie di lunghe interviste raccolte nel tempo da persone che sopravvivono all’esilio e da un ultimo fortunato incontro con il protagonista dell’opera. Adam non è un viaggiatore, è prima di tutto un uomo e un osservatore instancabile della propria avventura umana, che immortala nei ricordi i volti e le storie che attraversa. Oggi fa l’assistente socio sanitario in un piccolo paesino dell’italia del nord e vive l’esilio con la straordinaria intensità di chi dentro di sé nutre la necessità di conoscere gli stati d’animo e di raccontarli. La parola esilio è per lui un dipinto che si compone con sfumature di rabbia, desiderio, delusione e nostalgia. Conquista per il sorriso sempre accennato sul volto , la tenace ironia e la ferma necessità di bellezza.

28 ore 21 e 29 gennaio ore 18,30 – Resti Umani (Onda Larsen, TO)

Spettacolo inserito all’interno del progetto “Barriera corallina”, vincitore del bando REACT della città di Torino

Scritto da Lia Tomatis
Regia di Luigi Orfeo
Con Riccardo De Leo, Gianluca Guastella, Daniele Ronco, Lia Tomatis
Costumi di Augusta Tibaldeschi
Scenografia di Jacopo Valsania
Durata 75 minuti

Il primo riordinamento mondiale che ha catalogato le persone rimandando ognuna a “casa loro”, sembra purtroppo non essere bastato a sconfiggere i problemi della gente. È tempo quindi per un secondo riordinamento, affidandosi alla “Legge delle segnalazioni”: un sistema tutto nuovo che permette di segnalare le persone che si ritiene abbiano differenze fastidiose per la propria identità, in modo da ricollocare tutti questi “loro” lontano da i “noi” e nel giusto Paese. Differenza dopo differenza, però, il risultato è la creazione Paesi composti da un unico abitante. Accade così che quattro Paesi, finiscano a confinare tra loro all’interno di uno stesso appartamento. I quattro Presidenti saranno pertanto costretti ad accordi internazionali per l’uso del bagno, della cucina e dei beni di prima necessità, facendo per la prima volta i conti con altri esseri umani e infine, forse, anche con loro stessi.

3 febbraio ore 21  – Ti lascio perché mi fai salire il cortisolo (Crack24, Torino)

Di e con Giulia Pont 
Durata 70 minuti

Se i divorzi sono in aumento, credere nella coppia non è un progetto fallimentare?
Come si fa a pensare di aver trovato l’anima gemella sotto casa, se siamo 7 miliardi?
Avranno ragione i poliamorosi?
Se Didone avesse avuto Tinder, come sarebbe finita? 
Un monologo dissacrante ed esilarante su tabù e paradossi della forma di relazione sentimentale più diffusa al mondo: la coppia. 

17 febbraio ore 21  – Fuga da Sarajevo

Spettacolo inserito all’interno del progetto “Barriera corallina”, vincitore del bando REACT della città di Torino


Doppeltraum teatro, Liberipensatori Paul Valéry, Onda Larsen, Progetto Zoran, Tékhné, Brut ma Bun -Jam Teatrale

scritto da Monica Luccisano

con Camilla Bassetti, Serena Bavo, Chiara Bosco, Silvia Mercuriati, Lia Tomatis, Stefania Rosso

regia Monica Luccisano

In una lunga intervista raccolta dall’autrice nel 2012, l’attrice bosniaca Irina Dobnik racconta la sua rocambolesca fuga da Sarajevo quando, vent’anni prima, era una giovanissima attrice del Kamerni Teatar ‘55. Irina racconta dell’Assedio, del teatro che nonostante tutto restava aperto, delle persone intorno a lei  e del mistero che l’ha portata a fuggire.…  

24 febbraio ore 21  – Happy days (Stefano Santomauro, Livorno)

Di e con Stefano Santomauro
Durata 75 minuti

Esiste una “Classifica dei Paesi Più felici Al Mondo”: secondo le Nazioni Unite i paesi più felici sono quelli del Nord Europa, i quali, per il milionesimo anno consecutivo, si aggiudicano i primi posti. Il segreto di tanta felicità sta nel famoso metodo Hygge: un welfare che funziona, buona salute, affetti stabili, vita e cibo sano. Ah ma allora non resta che provarci! Uno spettacolo travolgente sulla ricerca della felicità: tra tisane alla malva e maglioni con le renne, trucchi per dormire 8 ore a notte, cibo bio e centrifugati imbevibili, Stefano Santomauro, dà il meglio di sé con un monologo esilarante, leggero e profondo, cinico e sincero. Un racconto inadeguato da chi prova a raggiungere i traguardi di felicità senza, però, riuscirci.
O forse si.

11 marzo ore 21  – Un pianeta di vuole (Mulino ad Arte, Torino)

Spettacolo inserito all’interno del progetto “Barriera corallina”, vincitore del bando REACT della città di Torino
Scritto da Ugo Dighero, Marco Melloni, Daniele Ronco
con Ugo Dighero, Daniele Ronco
Regia di Luigi Saravo
scene e luci Jacopo Valsania
costumi Teresa Musolino
Durata 75 minuti

Alimentazione. Trasporto. Sovraffollamento.
Secondo la scienza sono questi i cardini su cui agire per invertire la rotta che sta portando la specie umana verso l’ineluttabile rischio di estinzione. La “rivoluzione green” trae linfa dalla consapevolezza di quanto le azioni del singolo abbiano una ricaduta sul sistema globale. L’uomo invece è portato a demandare la soluzione dei problemi ambientali alla politica, alla scienza, alla tecnologia. Dietro a questo scarico di responsabilità c’è il concetto di rinuncia. Sono poche le persone disposte ad abbracciare la decrescita come filosofia auto conservativa. Il nostro assetto economico di stampo capitalistico si basa sulla creazione di bisogni e così il possesso è diventato sinonimo di benessere. Ecco creato il cortocircuito: bisogni infiniti per un mondo di risorse finite.
Un muratore, Pino, interpretato dal poliedrico Ugo Dighero, si ritrova catapultato in un “non luogo in un non tempo”, costretto a interrogarsi sulle proprie scelte individuali. A metterlo in crisi è Kesedaran, interpretato da Daniele Ronco, un misterioso personaggio che viene dal futuro per portare consapevolezza. Sarà pronto Pino a questo confronto, a trasformare la consapevolezza in azioni concrete, ad accettare che il fantomatico “sistema corrotto” di cui si parla siamo noi stessi e non qualcosa che sta sopra di noi su cui non abbiamo alcun potere?

25 marzo ore 21  – Shakespeare kills radio stars Live (Matutateatro, Sezze, LT)

Di e con Alessandro Balestrieri

Chitarra Mattia Balestrieri

Basso Amedeo Morosillo

Batteria Bernardino Balestrieri

Musiche Originali Riccardo Romano e Alessandro Balestrieri

Durata 55 minuti

Il titolo è un chiaro rimando al celebre brano Video Killed the Radio Star del gruppo new wave britannico The Buggles. Voce, chitarra, basso, batteria: la band di Shakespeare che diventa Radio Star e sbaraglia la concorrenza con la forza della sua poesia. Lo spettatore si trova di fronte qualcosa di difficilmente inquadrabile: una performance che va oltre il concerto, un non-concerto, un non-spettacolo, un ibrido nel quale perdersi lasciandosi guidare dalle parole, dai suoni e dalle immagini. Inutile cercare il filo conduttore, voler sciogliere il nodo drammaturgico, capire la storia. La storia non c’è. Come in un concerto, ogni brano è una storia a sé.

1 aprile ore 21  – Delitto Imperfetto (Onda Larsen, Torino)

Scritto da Claudio Insegno

Regia di Andrea Borini

Con Riccardo De Leo, Gianluca Guastella, Lia Tomatis

Costumi di Augusta Tibaldeschi

Durata 70 minuti


Lui, lei, l’altro. Lei, l’altro, lui. Lui, l’altro, lei: quando l’amore diventa confusione poi ossessione e infine delitto. Un delitto quasi perfetto: perché non è facile improvvisarsi killer e il risultato può essere goffo e disastroso ma sicuramente esilarante in una commedia irriverente, politicamente scorretta e a tratti grottesca.

15 aprile ore 21  –  Zelza, vita e morte di Zelda Fitzgerald (Piccola compagnia della magnolia, Torino)

Scritto e diretto da Giorgia Cerruti e Davide Giglio

Con Giorgia Cerruti

Durata 70 minuti

Con questo spettacolo di lungo corso, nato nel 2015 e diretto da Giorgia Cerruti e Davide Giglio (co-autori della drammaturgia), Piccola Compagnia della Magnolia approfondisce ulteriormente la propria ricerca teatrale nella sintesi tra ricerca formale e densità emotiva, affidando alla figura controversa di Zelda Sayre Fitzgerald la metafora di un’inesausta ricerca del sublime. Zelda Sayre Fitzgerald, artista poliedrica e moglie dello scrittore Francis Scott Fitzgerald, compose nel 1932 il romanzo autobiografico “Lasciami l’ultimo valzer”. Morì all’età di 48 anni in circostanze oscure nell’incendio dell’ospedale psichiatrico in cui era ricoverata a causa della sua instabilità mentale, dovuta a una grave forma di schizofrenia. 

Per i suoi atteggiamenti anticonvenzionali e spregiudicati è stata spesso considerata una sorta di proto-femminista. Zelda e Francis Fitzgerald, uniti da una straziante e struggente storia d’amore, sono stati un’icona della nuova “Età del Jazz” in America e successivamente sono diventati un modello per l’Europa, attraversata durante i lunghi ed estenuanti ricoveri di Zelda.

Sull’ultimo giaciglio dell’artista, sola e convalescente per congestione d’idee nel letto di un oscuro ospedale

psichiatrico della provincia americana, Giorgia Cerruti ripropone le parole di una Zelda in attesa della morte, a distanza di otto anni da quella del compagno. Da sotto il lenzuolo emergono come rigurgiti dell’anima i simboli di una vita: un pegno d’amore di Scott, carte, lettere, giornali, fotografie. Al pari della Winnie beckettiana, Zelda sopravvive in un atollo di detriti di vita, tenacemente spolverati per inseguire l’ombra di un’ipotetica felicità: entrambe metafora di un mondo che le ha partorite e che ora le inghiotte. E poco importa che quel mondo sia specchio del banale o del sublime quotidiano: un solo brivido di felicità, qualunque esso sia, vale l’intero arco di un’esistenza. 

Uno spettacolo intimo e poetico, avvolto da un nauseabondo odore di rose rosa.

29 aprile ore 21  – Finalmente sola (Compagnia Giglio/Prosperi, Roma)

Scritto da Paola Giglio
regia di Marcella Favilla
con Paola Giglio
Durata 55 minuti

2018 ‘Miglior Attrice Protagonista’ e Miglior Allestimento’ Premio Nazionale Città di Leonforte

2018 Menzione speciale ‘Premio Giovane Scena delle Donne 2018’, Sesto al Reghena.

2016 ‘Premio MaldiPalco, Teatro Tangram, Torino.


P. è sempre stata fidanzata, dall’età di 5 anni. Nella sua vita è saltata da una storia all’altra senza soluzione di continuità, schiava dell’amore e degli uomini, ai quali proprio non sa dire di no. Ora però qualcosa è cambiato: è rimasta sola, faccia a faccia con sé stessa, senza nessuno cui rivolgersi, da cui farsi consolare. Del resto non ne poteva più della spirale amorosa in cui era incastrata da sempre, con uomini tutti banalmente diversi. Finché non è arrivato F., che l’ha portata dove si trova ora. Dove P. ha fatto un passo avanti nella consapevolezza di sé: non c’è bisogno di avere un uomo accanto per sentirsi completa. C’è voluta una relazione violenta per farglielo capire. E no, non ha avuto un’infanzia difficile, nessun problema in famiglia. Capita, anche alle migliori di rimanere invischiate in rapporti malati e potenzialmente pericolosi. È possibile uscirne indenni, senza segni di mani strette sul collo o costole fratturate? È ciò che si chiede P., che la sua esperienza l’ha avuta e certo sa, al contrario di noi, come è andata a finire. Ce lo racconterà, certo. Ci dirà tutto, dall’inizio.

13 maggio ore 21  – Musica da cameretta (Lastanzadigreta, Torino)

Con Alan Brunetta: marimba, vibrafono, glockenspiel, tamburi e bidoni
Leonardo Laviano: voce, chitarre, percussioni
Flavio Rubatto: theremin, farfisa, vibrafono, sintetizzatori, voce
Jacopo Tomatis: mandolino, banjolino, machete, sintetizzatori, vibrafono, giocattoli, claviette, voce.
Suono: Dario Mecca Aleina
Durata: 75 minuti

Marimbe, bidoni, theremin. Sintetizzatori sintetizzanti, banjolini danzanti. Voci, giocattoli, dischi rotti, piatti spaiati: è Musica da cameretta, il nuovo concerto-spettacolo di Lastanzadigreta. Canzoni vecchie e nuove, adulte e bambine, lente e veloci, da ascoltare o da ballare – con qualche sorpresa (che neanche noi sappiamo ancora bene).

SPETTACOLI PER BAMBINI/RAGAZZI

DOMENICA 13 NOVEMBRE ORE 16,30

Per chi vuole, alle 16, merenda

VIA DEGLI OLEANDRI 22 – Ovvero: Chi ha rapito Tata Marì?

COMPAGNIA CATTIVI MAESTRI (Savona)

Scritto e diretto da Annapaola Bardeloni 

Con Francesca Giacardi e Maria Teresa Giachetta.
Musiche del Trio Lescano, arrangiamenti di Stefan Gandolfo. 

Chi non conosce tata Marì?
Marì: la tata perfetta. Quella che tutti vorremmo incontrare se non addirittura essere. Colei che è in grado di far ridere, sospirare, sognare chi la incontra. Che canta la musica delle nonne, che ti porta a pattinare sul ghiaccio di notte e ti fa volare in barca sulla luna. Che sa parlare coi grandi, ma soprattutto coi bambini. Che non fa sconti a nessuno riuscendo in ogni caso a farsi voler bene. Marì: colei che ha reso (e rende) possibili i sogni. Ecco, si dice in giro che Marì sia sparita. Non c’è più, è scomparsa. Il suo amico Ben la cerca. Ovunque. Sempre. Perché il mondo senza Marì è decisamente più triste.Quel mondo fatto a misura bambino e di chi riesce a ricordare l’esistenza di un “IO bambino” è di nuovo grigio. Esattamente come prima dell’arrivo di Marì.”Con Marì era tutto un incantesimo che cacciava il grigiore, lo cacciava ma mica lo sgominava, perché se il vento è imprevedibile il grigio può sempre ritornare” E quindi? E quindi bisogna stare attenti, ricordare ogni avventura, non perdere per strada neanche il più piccolo dettaglio delle enormi possibilità del cuore. Oltre la porta che divide la realtà dalla fantasia c’è un mondo multiforme dove tutto è possibile. Marì ha la chiave di quella porta. E allora, forse, chissà… Una mattina svegliandosi con un bel fresco, l’aria pulita e asciutta Ben si accorgerà che Marì forse non era mai andata via: si era solo nascosta per un po’ in attesa che il vento cambiasse. Uno spettacolo allegro e malinconico in cui la figura della tata perfetta, capace di mischiare il reale con l’irreale, in un mondo che si muove tra regole ben precise, viene esaltata dalle canzoni del Trio Lescano e da ambientazioni video che spaziano dai quadri di Russeau il Doganiere a “Viaggio sulla luna” di Georges Melies. 

DOMENICA 20 NOVEMBRE ORE 16,30
Per chi vuole, alle 16, merenda

CAPPUZZETTO ROZZO

ABACO TEATRO (Cagliari)

TEATRO RAGAZZI – spettacolo per famiglie e bambini dai 3 anni in su

Con Rosalba Piras, Tiziano Polese, Antonio Luciano
Impianto scenico Marco Nateri
Musica Rap Franco Saba
Adattamento Canzoni G.Asuni e V. Villa.

Cappuzzetto Rozzo è una nuova versione della famosa fiaba, riscritta e diretta da Rosalba Piras, con cui Abaco Teatro vuole stimolare nei bambini la capacità di forgiare il

proprio sguardo sul mondo e su di sé, e di sentire ciò che le fiabe hanno ancora da dire su temi che ci riguardano: la tutela e il rispetto della natura, come si diventa indipendenti, che cosa significa essere liberi e fino a che punto, come ci si difende dalle forze oscure che abitano dentro e intorno a noi, come essere protagonisti di una storia di crescita e conoscenza del pianeta.

Il tutto con musiche e testi delle canzoni ri-scritti per lo spettacolo e cantate dagli stessi attori.  

La Storia

Pino è il simpatico personaggio che vive nel bosco ed è amico di tutti gli animali. Fa conoscere ai bambini i suoi amici fiori, animali, insetti … e racconta di una bambina, prepotente e distratta, che non mostra mai alcuna attenzione verso la natura e i suoi abitanti, non ama lavarsi e non profuma certo di pulito. Per tutto questo è chiamata Cappuzzetto Rozzo. Lei si sente libera di fare ciò che vuole e indossa sempre la sua mantellina rossa, o meglio rozza, che non toglie mai. Un giorno la sua vanitosa mamma, la incarica di portare alla nonna influenzata, un cesto pieno di tante cose buone. Dopo varie raccomandazioni, Cappuzzetto parte per recarsi nel bosco dove abita la nonna e decide di prendere un nuovo sentiero. Durante il tragitto la bimba, finalmente libera nel bosco, si scatena e balla con musica a tutto volume dal suo cellulare, senza rispetto calpesta prati e fiori, lancia sassi agli uccellini con la sua fionda, mangia caramelle e merendine e getta a terra carta, plastica, lattine, fino a che da un cespuglio… spunta … il LUPO! Si susseguiranno avventure, equivoci, travestimenti, e la magia di un sogno rivelatore in cui avranno la parola gli animali e… Cappuzzetto capirà. Grazie al Lupo e Pino, e con l’aiuto dei bambini, la piccola imparerà a conoscere e rispettare la natura, entrerà nel cuore degli animali, si laverà e ripulirà il prato e il bosco dalle immondizie! Gli avvincenti incontri di Cappuzzetto saranno accompagnati da musiche e canzoni, e i personaggi coinvolgeranno e sorprenderanno grandi e piccoli spettatori che avranno un ruolo fondamentale tutti insieme per un finale a sorpresa!

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