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Coldiretti Piemonte- riso: al via il taglio con previsioni di buona annata ma rischio maltempo

Tromba d’aria e grandine su province di Biella, Novara e Vercelli con danni per le aziende colpite fino al 100%

Al via la raccolta di riso in Piemonte in un’annata che ha fatto registrare un aumento record del 16%, spinto dall’emergenza Covid che ha favorito la preparazione casalinga dei pasti ma anche una svolta verso il consumo di cibi considerati più salutari. E’ quanto commenta Coldiretti Piemonte rispetto ad un’analisi, relativa al primo semestre del 2020, sulla base dei dati Ismea.

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Un momento dunque importante per l’Italia che si conferma primo produttore europeo di riso, con 228 mila ettari coltivati quest’anno e 4 mila aziende agricole che raccolgono 1,50 milioni di tonnellate di risone all’anno, pari a circa il 50% dell’intera produzione Ue e con una gamma varietale unica e fra le migliori del mondo.

“Si prevede una buona annata, ma il maltempo che, proprio in questi giorni, si sta abbattendo sulle nostre province risicole, mette a rischio i raccolti, tanto che l’ultima tromba d’aria e grandinata hanno duramente colpito le province di Biella, Novara e Vercelli con perdite, per alcune aziende coinvolte, dall’80 fino al 100%, ma è in corso ancora la conta dei danni – spiega Paolo Dellarole presidente di Coldiretti Vercelli e Biella con delega al settore risicolo -. Dalle nostre risaie nascono opportunità di lavoro, senza dimenticare lo straordinario impatto sul paesaggio, sull’ambiente e sulla biodiversità”.

 “A preoccupare è, però – sottolineano Roberto Moncalvo, Presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa, Delegato Confederale  -, il boom di arrivi di prodotto dai paesi asiatici, con una vera e propria invasione che ha saturato il mercato facendo concorrenza sleale ai coltivatori Made in Piemonte. Lo dimostra il caso del Myanmar che nel 2020 ha aumentato del 44% le esportazioni di riso di varietà Japonica in Italia. Oltre a fare concorrenza sleale ai produttori italiani sul paese pesa l’accusa di violazione dei diritti umani ed addirittura di “genocidio intenzionale” per i crimini commessi contro la minoranza musulmana dei Rohingya ed è quindi necessario attivare al più presto la sospensione totale del regime EBA (tutto tranne le armi) attivando al tempo stesso un monitoraggio quotidiano e coordinato a livello europeo delle importazioni di riso Japonica. Proprio su quanto avviene in Birmania – ricordano Moncalvo e Rivarossa – Coldiretti Piemonte ha prodotto, con il regista Stefano Rogliatti, il docufilm Rice to Love che ha dato la possibilità di far conoscere alla società la verità di quei luoghi e della situazione generata alle popolazioni dalle multinazionali e dai governi, rendendoci più consapevoli di cosa c’è dietro a quello che portiamo sulle nostre tavole. Si aggiungono anche le importazioni dal Vietnam che sono cresciute del 17% e che sono destinate ad aumentare ulteriormente grazie all’entrata in vigore, nell’agosto scorso, dell’accordo di libero scambio con la Ue, oltre alla preoccupazione per la sicurezza dei consumatori per cui è necessario eliminare le soglie di tolleranza per le sostanze vietate all’interno dell’Ue con il divieto all’importazione di prodotti agricoli contenenti sostanze attive non approvate nell’Ue con reciprocità nelle regole sull’uso degli agrofarmaci”.

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