Santhià, il Carnevale piemontese che attraversa i secoli: storia e volti di una tradizione viva!
Santhià è uno dei luoghi in cui il Carnevale non rappresenta solo una parentesi di svago ma è un vero e proprio atto di appartenenza.
In questa città della pianura vercellese, la festa è un’eredità che la comunità protegge e rinnova ogni anno con la stessa passione delle origini.
Parliamo di una delle manifestazioni più antiche d’Italia: i documenti conservati dalla Pro Loco ne attestano l’esistenza già nel 1093, mentre fonti d’archivio del Trecento descrivono l’attività dell’Abadia, un’associazione di giovani incaricata di organizzare i festeggiamenti!
Il Carnevale ha sempre simboleggiato – dal Medioevo e prima ancora – il momento prima della Quaresima quando il popolo si scatenava in feste, danze e scherzi di ogni tipo e in cui l’ordine sociale era invertito, il popolo diventava “padrone” della Città: da qui il detto ” a Carnevale ogni scherzo vale,”
Nel corso del tempo, il Carnevale di Santhià ha saputo evolversi mantenendo il suo cuore più antico tradizionale e autentico. Le sue maschere – Stevulin e Majotin- parlano ancora piemontese e assieme a Gianduia guidano questo momento di festa in cui la follia e il divertimento sovvertono – con scherzi maschere e balli – le regole quotidiane del potere.
L’importanza storica di questa manifestazione è confermata da un ricco patrimonio di documenti, tra cui atti notarili e antiche delibere comunali che raccontano non solo l’organizzazione, ma anche i piccoli episodi di cronaca legati ai giovani che animavano la festa!
Questa profondità documentale ha permesso al Carnevale di Santhià di essere riconosciuto ufficialmente dal Ministero della Cultura come Carnevale Storico, diventando oggetto di studi universitari e ricerche antropologiche. Non è un caso che la manifestazione rispetti i criteri UNESCO per il patrimonio immateriale: è un sapere che si tramanda nelle famiglie e nelle botteghe dove si costruiscono i carri allegorici.
Proprio i carri rappresentano la parte più spettacolare e visiva della festa. Evoluzione delle antiche macchine teatrali rinascimentali, oggi sono giganti di cartapesta che portano tra le vie cittadine ironia e satira, raccontando con creatività il mondo attuale.
A fare da cornice a tutto questo è il paesaggio della pianura vercellese, dove il riso, simbolo di fertilità e abbondanza, è il protagonista indiscusso dell’economia e della tavola.
Santhià riesce a fondere la storia dei campi, il lavoro e la voglia di festeggiare in un’esperienza unica.
Il Carnevale di Santhià è, dunque, molto più di una festa: è una tradizione viva, fatta di riti antichi e gesti condivisi, dove il passato continua a parlare al presente.
Un Carnevale che non si guarda soltanto, ma si vive dall’interno — ed è proprio questo tipo di storie autentiche che Somewhere Tours & Events ama svelare e lo farà domenica 15 febbraio con partenza bus da Torino, visita guidata di SANTHIA, degustazione di risotto e di fagiolata ed ovviamente la grande sfilata dei carri allegorici!
Venite con noi a scoprirlo?

Vivatorino Notiziario della citta' di Torino














