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Benvenuti ad Alba, nel ristorante stellato “Piazza Duomo”.

Chiamata un tempo città delle cento torri, Alba è antichissima, le prime tracce risalgono niente meno che al Neolitico. Battezzata Alba Pompeia in epoca romana, dopo diverse invasioni barbariche successive alla caduta dell’impero, raggiunge lo splendore nel Medioevo, dichiarandosi libero Comune. Perduta l’autonomia durante il Rinascimento, passa sotto diverse dominazioni, finché nel 1600 diventa città sabauda. Da allora il suo cuore è rimasto intonso.

L’interno di Piazza Duomo Ph.S.Spadoni

Stiamo parlando di Piazza Duomo, tutti ad Alba la chiamano così, ma sulla mappa è piazza Risorgimento. Come dimostrano gli archivi notarili e le antiche mappe del catasto, dal diciassettesimo secolo qui nessuna casa ha cambiato proprietà: non è stata venduta nemmeno una stanza. Ma dati la facciata romanica della cattedrale di San Lorenzo, gli uffici del Vescovado e quelli del Comune, solo uno dei quattro lati della piazza è dedicato agli edifici civili.

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L’ingresso di Piazza Duomo. Ph. S.Spadoni

Si capisce bene come l’acquisto delle mura del ristorante di Piazza Duomo – in un luogo così emblematico della storia albese – abbia potuto far felice Bruno Ceretto, che nel 2003 si era messo in testa di voler dotare Alba, sempre nell’ottica di valorizzazione e promozione del territorio attraverso il cibo e l’arte, di un grande ristorante. Allora non aveva la più pallida idea di chi avrebbe potuto trasformare quel luogo in meta di pellegrinaggio internazionale. Finché non ha assaggiato il croccante di zucca e gorgonzola di Enrico Crippa. Il resto è storia stellata.

A sedici anni dall’apertura, posizione e atmosfera di Piazza Duomo restano uniche, grazie all’ambiente sobrio voluto dall’architetto americano Bill Katz, e al fascino delle diverse opere d’arte che definiscono le sale, una su tutte l’affresco tributo all’uva di Francesco Clemente. La cucina è un gioiello: realizzata da Jean Bertaud, è ancora oggi il lavoro di cui il celebre artigiano francese va più orgoglioso.

Oggi, nella cucina di Piazza Duomo c’è particolare fermento.

Enrico Crippa sta lavorando ai nuovi menù.

Enrico Crippa e Bruno Ceretto. Ph. M. Varoli

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