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Arpa: Le lampade abbronzanti dei centri estetici: diffusa non conformità di apparecchiature.

L’indagine annuale sulle emissioni ultraviolette da lampade abbronzanti usate in un campione di solarium del territorio regionale, effettuata nel 2019 da Arpa Piemonte nell’ambito di una attività di controllo programmata con i Servizi di Igiene e Sanità Pubblica (SISP) delle Asl piemontesi, ha confermato una diffusa non conformità delle apparecchiature.

 Gli apparecchi controllati sono stati complessivamente 123, 22 dei quali già verificati in anni precedenti e ricontrollati per valutare l’avvenuta riduzione delle emissioni. Inoltre sono stati ricontrollati 17 apparecchi risultati non a norma nel corso del primo sopralluogo effettuato nel 2019. Le misure eseguite nel 2019 sono state pertanto 140 su un totale di 123 apparecchi collocati in 30 centri estetici attivi presso tutte le provincie piemontesi ad eccezione della provincia di Vercelli per la quale i sopralluoghi sono stati rimandati al 2020.

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I risultati dell’indagine hanno confermato una diffusa non conformità delle apparecchiature controllate rispetto agli standard imposti dalla normativa tecnica e richiamati dal DM 110/2011 così come modificato dal DM 206 del 15/10/2015. Dei 140 controlli, solo 36 apparecchi (circa il 26% del campione complessivo) sono risultati conformi alla normativa, mentre per i restanti 104 si sono rilevate non conformità, quali ad esempio livelli di emissione di radiazione ultravioletta superiori ai valori limite.

La percentuale di apparecchi non conformi è quindi risultata pari al 74%, dato in linea con le non conformità riscontrate nel corso delle campagne di misura condotte in Piemonte negli anni precedenti.

Le emissioni ultraviolette da lampade per uso estetico sono state classificate dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC – International Agency for Reasearch on Cancer) quali agenti cancerogeni (classe I). L’utilizzo di apparecchiature non conformi e con emissioni ultraviolette superiori ai valori di riferimento rappresenta, pertanto, un significativo fattore di rischio per la popolazione.

La relazione completa

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