È stato inaugurato ieri a Rivalta di Torino LABORÒT, il nuovo progetto gastronomico e culturale nato all’interno di Cascina Pariani, nel cuore del centro storico del paese. Più che un semplice luogo dedicato alla ristorazione, LABORÒT si propone come uno spazio esperienziale dove il cibo diventa occasione di incontro, condivisione e cultura, attraverso eventi esclusivi, percorsi personalizzati e collaborazioni con alcune delle eccellenze dell’enogastronomia italiana e internazionale.
L’idea porta la firma di Mattia e Anna Pariani, che dopo oltre vent’anni di esperienza maturata a stretto contatto con produttori, chef, pasticceri e viticoltori di altissimo livello, hanno deciso di dare forma a un progetto capace di riunire in un unico luogo le relazioni, le competenze e la filosofia costruite nel tempo.
Il nome LABORÒT richiama immediatamente il concetto di laboratorio, del fare con le mani, della sperimentazione e della ricerca continua. Ma racchiude anche l’idea del movimento: quello delle stagioni, delle persone che si ritrovano attorno a una tavola e delle idee che evolvono trasformandosi in esperienze condivise. Un luogo profondamente legato alla tradizione contadina ma interpretato con uno sguardo contemporaneo.
La scelta della sede non è casuale. Cascina Pariani sorge infatti di fronte a un monastero dell’XI secolo e custodisce una storia intimamente legata alla gastronomia del territorio. Per decenni ha ospitato uno dei forni storici di Rivalta, dove si produceva il pane per il circondario e, fin dal secondo dopoguerra, si commerciavano frutta, verdura e animali da cortile. Una vocazione naturale all’accoglienza e alla convivialità che oggi trova una nuova interpretazione.
Gli spazi sono stati completamente ripensati mantenendo però l’anima della cascina. Oltre agli ambienti destinati agli eventi, trovano posto un negozio con una selezione di prodotti di alta qualità e due alloggi, “Lavanda” e “Ulivo”, pensati per chi desidera vivere un’esperienza immersiva all’interno della struttura.
«Sentivamo il bisogno di riunire in un unico luogo tutte quelle persone che condividono un principio fondamentale: il rispetto della materia prima e la ricerca quasi maniacale della qualità. È questo il filo rosso che unisce tutti noi», racconta Mattia Pariani, sintetizzando la filosofia che ha ispirato il progetto.
La particolarità di LABORÒT è proprio quella di non essere un ristorante tradizionale aperto quotidianamente al pubblico. Gli spazi saranno accessibili soltanto in occasione di eventi organizzati dalla proprietà o attraverso esperienze private costruite su misura. Ogni appuntamento sarà quindi unico, modellato sulle esigenze degli ospiti, con un approccio tailor-made che punta a valorizzare relazioni, emozioni e autenticità.
Anche il mondo aziendale trova spazio nel progetto. Anna Pariani immagina infatti LABORÒT come un luogo in cui fare impresa in maniera diversa, favorendo la nascita di relazioni attraverso esperienze concrete. «Immaginate un team building in cui si prepara insieme una conserva di pomodoro da portare poi a casa come ricordo collettivo. Un modo per allontanarsi dallo stress quotidiano e costruire qualcosa insieme, in armonia», spiega.
Attorno a LABORÒT si è raccolta una rete di partner di assoluto prestigio. Tra questi figurano la famiglia Bava e Giulio Cocchi Spumanti, che hanno dedicato al progetto una speciale Alta Langa personalizzata. Sono coinvolti inoltre Pariani e tutte le aziende del gruppo, Valrhona per il cioccolato, Norohy per la vaniglia, Adamance per i succhi di frutta, Salsus per i fondi di cottura, Tartuflanghe, Pedemontis, Marchesi de Frescobaldi e Velier, che ha curato l’intera proposta dedicata alla mixology.
Per i cocktail è stata coinvolta la creatività del bartender Daniele Macciò del cocktail bar 18-70 di Bra, autore di una selezione di signature cocktail esclusivi. Tra i protagonisti anche Coalvi con la Fassona piemontese, Igor Macchia, corporate chef de La Credenza Group, il coordinatore della cucina Emanuele Pettinicchio, Mauro Pallottino di Royal Mare, il maestro pasticcere Lorenzo Zuccarello e Fanny Stefanetto.
Un ringraziamento speciale è stato riservato anche alla famiglia Pariani: al padre Giuseppe, che seguirà l’offerta enologica e le degustazioni, e alla madre Mariangela, punto di riferimento per tutta l’organizzazione della struttura. La direzione artistica musicale è stata affidata a Madaski, storico protagonista della scena musicale torinese, mentre un ruolo fondamentale nello sviluppo del progetto è stato svolto da To Be.
Grande attenzione è stata dedicata anche agli ambienti. Gli spazi, essenziali ed eleganti, sono caratterizzati da tonalità di verde, arredi contemporanei, illuminazione soffusa e da un giardino aromatico dove crescono lavanda, menta, elicriso e numerose altre essenze che contribuiscono a creare un’atmosfera rilassante e coinvolgente.
A rendere ancora più simbolica l’inaugurazione è stato il dono consegnato a tutti gli invitati: una chiave. Non un semplice omaggio, ma un invito a sentirsi parte della casa. “Questa chiave è un invito. A entrare, a fermarti, a tornare”, recita il messaggio che accompagna il dono, destinato a trasformare gli ospiti in ambasciatori di un progetto che punta a diventare un nuovo punto di riferimento per chi cerca esperienze autentiche legate al gusto, alla cultura e alla convivialità.
Con LABORÒT, Rivalta aggiunge così un nuovo tassello alla propria offerta enogastronomica e culturale, proponendo un modello innovativo che supera il concetto tradizionale di ristorante per trasformarsi in un luogo dove il tempo, le relazioni e il cibo diventano parte di un’unica esperienza da vivere e condividere.
Vivatorino Notiziario della citta' di Torino


















