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20 settembre 1870. La Breccia di Porta Pia e la via intitolata nel cuore di Torino

Il 20 settembre 1870 è una data centrale nella storia d’Italia. Quel giorno, i bersaglieri del Regno d’Italia aprirono la Breccia di Porta Pia, segnando la fine dello Stato Pontificio e l’annessione di Roma al Regno. L’evento rappresentò la conclusione del processo di unificazione nazionale iniziato nel 1861 con la proclamazione del Regno d’Italia a Torino, prima capitale del Paese.

La Breccia di Porta Pia

Alle prime ore del mattino del 20 settembre 1870, l’esercito italiano — guidato dal generale Raffaele Cadorna — cannoneggiò le mura vicino a Porta Pia, a Roma. Dopo poche ore di combattimento, venne aperta una breccia di circa trenta metri, attraverso la quale i soldati entrarono nella città eterna.

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La resistenza pontificia fu simbolica e durò poco: Papa Pio IX aveva già ordinato di non opporsi con forza all’avanzata, per evitare un bagno di sangue. Con quell’atto, lo Stato Pontificio cessava di esistere e Roma diventava, pochi mesi più tardi, capitale del Regno d’Italia.

Il 20 settembre divenne così il simbolo della fine del potere temporale della Chiesa e dell’ultima tappa del Risorgimento. Per decenni fu celebrato come festa nazionale, fino al Concordato del 1929, che ne ridimensionò la rilevanza ufficiale.

Via XX Settembre a Torino

In tutta Italia, molte città intitolarono strade e piazze alla data del 20 settembre. Torino, cuore del Risorgimento e prima capitale, non fece eccezione: il nome di via XX Settembre ricorda ancora oggi quella giornata.

La via, che collega Porta Nuova a piazza Castello, è una delle arterie più importanti e frequentate del centro torinese. Ma non è sempre esistita con questa forma: fino all’Ottocento, infatti, era composta da tratti separati con nomi diversi, come via della Provvidenza, via San Maurizio, via Rosa Rossa e via del Seminario. Solo con i grandi lavori di ristrutturazione urbana del XIX secolo si pensò di unificarli in un’unica strada monumentale, intitolata appunto al XX Settembre.

Lungo la via si trovano oggi negozi, palazzi ottocenteschi ed edifici moderni, ma anche tracce del passato: ad esempio, all’inizio del Novecento fu collocata qui la cosiddetta Fontana del Candelabro, realizzata dall’ingegnere Alfieri Genta per rispondere alle richieste dei cittadini di avere un punto d’acqua. La fontana, però, non ebbe lunga vita: fu rimossa nel 1936, lasciando comunque memoria nelle fotografie storiche della città.

La memoria del 20 settembre a Torino

Oltre alla via che porta il suo nome, il 20 settembre viene ricordato ogni anno a Torino con iniziative culturali e commemorative, spesso organizzate in piazza Savoia, altro luogo simbolo della città. Qui si trova l’obelisco dedicato alle Leggi Siccardi (1850), che abolirono i privilegi del clero in materia civile: un monumento che, come la data del 20 settembre, richiama il lungo e complesso rapporto tra Stato e Chiesa in Italia.

Il 20 settembre 1870 segna la fine del Risorgimento e l’inizio della nuova Italia unita, con Roma capitale. Torino, che del Risorgimento fu culla e protagonista, ricorda ancora oggi quella data nella sua toponomastica, con la centrale via XX Settembre. Una strada che non è soltanto un luogo di passaggio e di commercio, ma anche un simbolo tangibile di un momento fondante della storia nazionale.