Il 13 maggio 1992 resta una delle date più intense e dolorose della storia del Torino FC. Ad Amsterdam, nella finale di ritorno della Coppa UEFA contro l’AFC Ajax, i granata disputarono una partita straordinaria senza però riuscire a conquistare il trofeo. Lo 0-0 finale premiò gli olandesi in virtù del 2-2 ottenuto all’andata al Delle Alpi, lasciando al Toro soltanto rimpianti e orgoglio.
Quella sera, però, nacque anche una delle immagini più iconiche del calcio italiano: la sedia alzata al cielo da Emiliano Mondonico. Un gesto diventato simbolo di rabbia, passione e protesta contro la sfortuna che sembrava accanirsi sui granata.
Il Torino dominò per lunghi tratti la partita, mettendo sotto pressione l’Ajax con coraggio e intensità. I granata andarono vicinissimi al gol in più occasioni, colpendo addirittura tre pali clamorosi. Prima con Carlo Sordo, poi con Roberto Mussi, mentre un’altra occasione sfumò per centimetri davanti alla porta olandese. Ogni legno colpito spezzava il fiato dei tifosi granata, increduli davanti a una finale che sembrava stregata.
Ed è proprio durante quei momenti di tensione che Mondonico, seduto in panchina, afferrò una sedia e la sollevò verso il cielo, quasi a chiedere spiegazioni al destino. Un’immagine entrata nella leggenda, diventata negli anni il simbolo di un Torino combattivo, capace di lottare fino all’ultimo secondo senza mai arrendersi.
Nonostante la sconfitta, quella squadra conquistò il rispetto dell’Europa. A più di trent’anni di distanza, la finale di Amsterdam continua a vivere nella memoria dei tifosi come una delle pagine più emozionanti della storia granata.

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