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Torino capitale Europea del cioccolato

Torino è  la capitale del cioccolato.

La storia del cioccolato in Italia per il mondo ha solo un nome:  Torino, città in cui questo sublime prodotto ha esercitato un fascino particolare, conquistando dapprima l’élite aristocratica e diventando man mano un prodotto di  massa consumato dall’intera popolazione.
Torino, ad oggi, è il polo punto di riferimento italiano  del cioccolato  con una  importante produzione sia industriale che artigianale, nota in tutto il mondo.
Passeggiando per la città è impossibile non lasciarsi tentare dai dolci e golosi profumi di vaniglia, di mandorle e nocciole tostate, di caffè e di cacao emanati dalle cioccolaterie che costellano le vie del centro storico nelle quali poter gustare le delizie e le specialità proposte dalla tradizione dolciaria piemontese. Basta varcare la soglia di uno dei tipici caffè cittadini per ritrovarsi immersi nelle calde ed eleganti atmosfere, rimaste immutate dall’Ottocento ad oggi.
Dai cioccolatini, i cosiddetti givo nati proprio a Torino, alle tavolette, dalla cioccolata in tazza al tipicobicerin sono tante le occasioni che la città offre per viziare il palato dei più golosi… perché di cioccolato non si è mai sazi!

TORINO: UNA CITTÀ DOVE LA GOLOSITÀ HA FATTO STORIA…
Da sempre Torino è considerata la capitale italiana del cioccolato, potendo vantare una lunga ed importante tradizione nel settore.
La storia del cioccolato nel capoluogo piemontese inizia nel 1559, all’indomani della pace di Chateau Cambrésis, quando Emanuele Filiberto di Savoia, generale degli eserciti spagnoli sotto l’imperatore Carlo V, torna nei suoi Stati portando con sé alcuni semi di cacao che servirà l’anno seguente, sotto forma di cioccolata calda fumante, durante i festeggiamenti per il trasferimento della capitale del Regno di Savoia da Chambéry a Torino.
Fino al 1826 il cibo degli dèi viene servito e consumato esclusivamente come bevanda liquida, sarà l’imprenditore Paul Caffarel che darà avvio alla produzione di cioccolato solido ottenuto mescolando cacao, acqua, zucchero e vaniglia.
Ben presto questo nuovo modo di consumare il cioccolato conquista il palato dell’aristocrazia piemontese e non solo, segnando l’ascesa inarrestabile del cibo degli dei come lo conosciamo oggi.