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SPECIALE Per non dimenticare: Anne Frank e Primo Levi ci ricordano il vero significato della Giornata della Memoria

Il 27 gennaio di ogni anno tutte le Nazioni ricordano le vittime dell’Olocausto. Con questo termine si indica il genocidio degli ebrei presenti in Europa e di tutte le altre categorie ritenute “inferiori”, quindi non meritevoli di vivere, dalla Germania nazista. Secondo la dottrina nazista, erano da ritenersi tali, non soltanto gli ebrei, ma anche rom, gli omosessuali, i malati di mente e i portatori di handicap.

A testimoniare l’entità di questo massacro sono le poesie denominate “Giorno della Memoria“, le quali corrispondono a citazioni ed aforismi legate al 27 gennaio 1945.

 

27 gennaio Giorno della Memoria: Per non dimenticare

A tal proposito, il 27 gennaio di ogni anno, si condividono immagini o citazioni sulla Shoah, per ricordare quello che è stato, affinché mai più si ripeta. Rifacendosi a questo principio, lo scrittore di origine ebraiche, Primo Levi, ha scritto numerose poesie e racconti, che testimoniano quanto visto e vissuto in uno dei campi di sterminio più grandi che siano mai esistiti, quello di Auschwitz.

 

 

 

 

 

Quelle che vedrete a seguire sono alcune frasi famose e citazioni di Primo Levi per la Giornata della Memoria del 27 gennaio, tratte dal suo romanzo più celebre, ovvero “Se questo è un uomo“:

– “Tutti coloro che dimenticano il loro passato, sono condannati a riviverlo.”

– “Se dall’interno dei Lager un messaggio avesse potuto trapelare agli uomini liberi, sarebbe stato questo: fate di non subire nelle vostre case ciò che a noi viene inflitto qui.”

– “L’Olocausto è una pagina del libro dell’Umanità da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria.”

– “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario. Perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.”

 

Tra l’elenco delle poesie “Giorno della Memoria”, si inseriscono anche alcune citazioni e aforismi celebri, tratti dal “Diario di Anne Frank“, come:

– “È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze, solo perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo.”

– “Chiunque è felice, renderà felice anche gli altri.”

– “Ecco la difficoltà di questi tempi: gli ideali, i sogni, le splendide speranze non sono ancora sorti in noi che già sono colpiti e completamente distrutti dalla crudele realtà.”

– “Io continuo a star zitta e a rimanere fredda e anche in seguito non retrocederò davanti alla verità, che è tanto più difficile da udire quanto più a lungo è stata taciuta.”

Ricordiamo che, Anne Frank era una ragazza ebrea tedesca, nata a Francoforte e rifugiatasi poi con la famiglia ad Amsterdam. Una volta deportata, è divenuta il simbolo della Shoah con il suo celebre diario. Quest’ultimo fu scritto durante il periodo in cui lei e la sua famiglia furono costretti a nascondersi per sfuggire ai nazisti. Nell’agosto 1944 furono tutti scoperti, e condotti nel campo di concentramento di Westerbork, anche se Anne venne poi trasferita ad Auschwitz, solo un mese dopo. Morì di tifo a Bergen-Belsen tra febbraio e marzo dell’anno successivo.

                        Gli ultimi momenti di vita di Anne Frank riassunti in un video

Servizio a cura di Antonello Preteroti