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SANTA CULTURA IN VINCOLI 2.0, con vivatorino card! spettacoli ridotti da 14 euro a 12 euro

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Santa Cultura in vincoli 2.0 spettacoli ridotti da 14 euro a 12 euro con vivatorino card!

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ACTI Teatri Indipendenti

via San Pietro in Vincoli 28, Torino

0115217099 – 3313910441

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stagione SANTA CULTURA IN VINCOLI 2.0

 

 

venerdì 24 gennaio ore 20:45

GADDA E IL TEATRO, UN ATTO SACRALE DI CONOSCENZA

di e con Fabrizio Gifuni
da Carlo Emilio Gadda
Fabrizio Gifuni sta conducendo da oltre dieci anni un vasto e approfondito studio sull’opera di Carlo Emilio Gadda: dallo spettacolo “L’Ingegner Gadda va alla guerra o della tragica istoria di Amleto Pirobutirro” (Premio Ubu 2010 come miglior spettacolo e migliore attore dell’anno)  – seconda tappa del progetto “Gadda e Pasolini, antibiografia di una nazione” – fino alla recente lettura integrale di “Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana” per Emons audiolibri.
“Gadda e il teatro…”è una ‘lezione-spettacolo’ in cui l’attore, alternando il suo racconto a letture e a momenti performativi, interpreta alcune tra le pagine più belle del Gran Lombardo, scoprendo i fili che lo legano a questo autore.Dai primi folgoranti racconti giovanili (Teatro e L’incendio di Via Keplero) ai capolavori assoluti (Il Pasticciaccio eLa Cognizione del dolore), passando per i Diari di guerra e l’esilarante referto sulla psicopatologia erotica del ventennale flagello fascista (Eros e Priapo): un corpo a corpo con la lingua più sconvolgente del Novecento italiano, per restituire al pubblico il significato di una passione.

venerdì 14 febbraio ore 20:45

UN OTELLO ALTRO

da William Shakespeare – con Oscar De Summa, Stefano Cenci, Mauro Pescio, Antonio Perrone – La Corte Ospitale

Con questo lavoro, che segue il precedente e fortunato spettacolo Amleto a pranzo e a cena, prosegue la ricerca di Oscar De Summa nella direzione di una rilettura in chiave pop dei classici shakespeariani.
Dalla notte di Venezia alla notte di Cipro, l’oscurità notturna avvolge Otello, incombe sui personaggi, fa di quel nero un manto che tutto copre: Otello è la notte. Tra la notte guerresca e amorosa di Venezia e la notte di pace e di morte di Cipro si compie la vicenda dei personaggi, si delinea il singolarissimo percorso di una tragedia che non muove da un evento personale, individuale, per giungere a dimensioni progressivamente più vaste come nelle altre tragedie shakespeariane, ma passa da un evento pubblico, nazionale, verso una condizione di dramma personale, privato.

lunedì 24 febbraio ore 20:45

INTERVISTA

di Theodor Holman – con Graziano Piazza e Viola Graziosi – regia Graziano Piazza

Intervista è l’adattamento teatrale dell’omonimo film di Theo Van Gogh, regista olandese assassinato nel 2004 da un fondamentalista islamico per il cortometraggio Submission, che denunciava la posizione d’inferiorità della donna araba. La questione femminile è centrale anche in questo testo (del 2003) in cui la famosissima Star di soap opera Katia, è messa ‘sotto accusa’ dal giornalista politico Pierre Peters, mandato contro voglia ad intervistarla la sera della caduta del governo. L’incontro tra i due inizia in maniera disastrosa e si trasforma rapidamente in una battaglia spietata. Non si distingue più la verità dalla menzogna, né il vero dal falso. Lui sembra appartenere alla cruda realtà, mostrando le ferite procurate dalla guerra. Lei pare non avere nulla di vero, vantando le sue tette finte e la capacità di piangere a comando, ambasciatrice di una cultura pop ai limiti del trash. La lotta dei sessi è anche guerra di culture e classi, dove ciascuno rimane fedele ai propri pregiudizi generazionali e al proprio habitat professionale. Di chi fidarsi quando si assiste al loro confronto? Chi dice il vero? La pièce diventa una disperata ricerca degli ultimi rimasugli di inter-vista“tra” esseri umani; zona grigia “tra” verità e menzogna; trincea in cui il giornalista esplora il territorio femminile con le modalità ciniche di un corrispondente di guerra, a cui l’attrice risponde con le armi della seduzione fino a scardinare in lui le più oscure realtà.


27 febbraio ore 20:45

IL POPOLO CHE MANCA

dal libro di Nuto Revelli – a cura di Antonella Tarpino – con Marco Revelli, Beppe Rosso, Eugenio Allegri, Gisella Bein, Mario Pirrello – in collaborazione con Fondazione Nuto Revelli e Giulio Einaudi Editore

Quattro attori e Marco Revelli per raccontare la Spoon River di Nuto in occasione dell’uscita del nuovo libro Il Popolo che Manca. Una serata d’eccezione per richiamare in vita quei “Vinti” in rapporto al mondo di oggi.

<ingresso gratuito>

mercoledì 5 marzo ore 20:45

BERLINGUER.  I PENSIERI LUNGHI

con Eugenio Allegri  – testo e regia Giorgio Gallione – Teatro dell’Archivolto

Attraverso la figura di Enrico Berlinguer, segretario del Partito Comunista Italiano dal 1972 al 1984, lo spettacolo ripercorre quarant’anni di storia, offrendoci lo spaccato di un paese in cui parole come fede, ideologia, etica avevano ancora un senso.  Uomo di temperamento estremamente riservato e allo stesso tempo dotato di uno straordinario carisma, nel suo essere politico, Berlinguer aveva qualcosa di antico: la sobrietà, la correttezza, l’orrore per le indiscrezioni e il chiacchiericcio. Ma nonostante questo fu lui ad inventare, con la sua leadership, qualcosa di assolutamente moderno: capì, prima di altri e quasi d’istinto, l’importanza della comunicazione personale, il valore decisivo del rapporto diretto con la base del suo partito, cui si rivolgeva direttamente soprattutto quando doveva annunciare un cambiamento di rotta. La sua faccia “bucava il video”, si disse. Dallo schermo televisivo si rivolgeva direttamente al pubblico con una capacità mai raggiunta da altri politici del suo tempo.
Con Berlinguer, la politica diventa dunque, per la prima volta, anche spettacolo, rappresentazione pubblica. Drammaticamente, persino la sua morte risulterà un rito collettivo e i suoi funerali saranno il primo evento televisivo che riuscirà a modificare – a pochi giorni dalle elezioni europee – un trend elettorale.
Contro un sistema che sempre più appariva superficiale e corrotto, Enrico Berlinguer – il comunista che non volle imparare il russo, non amava il pugno chiuso e non voleva mettere il colbacco – riuscì a incarnare, quasi per magia, l’idea nobilissima di una politica intesa come sacrificio, abnegazione, servizio. Le sue idee, i “pensieri lunghi” che hanno accompagnato il suo percorso – dalla questione morale all’austerità, dai temi della pace a quelli dell’uguaglianza sociale – sono ancora di pregnante, drammatica attualità e, rivisitati e portati oggi sulla scena, ci aiutano a capire meglio il nostro presente. Berlinguer. I pensieri lunghi, utilizzando anche le parole e le riflessioni dei grandi intellettuali del 900 (da Gramsci a Pasolini, da Saramago ad Allende), mette a fuoco ciò che abbiamo rimosso, perduto, trasformato, negato.

martedì 11 marzo ore 20:45

DON GIOVANNI

di Molière  – con Alberto Giusta – Antonio Zavatteri – Massimo Brizi – Ilaria Falini – Mariella Speranza – Roberto Serpi – compagnia Gank / Teatro Stabile di Genova – regia Antonio Zavatteri

Un capolavoro del teatro di tutti i tempi, prodotto dalla Compagnia Gank e dal Teatro Stabile di Genova. Un classico sempre sospeso tra comicità e tragedia, che trova unità nel personaggio del “grande seduttore”: amante infedele, sposo adultero, debitore insolente, padrone tirannico, figlio crudele, ateo temerario e ipocrita temibile.
Questo Don Giovanni asseconderà una struttura bizzarra in cui commedia e tragedia si succedono senza preavvisi, con un succedersi di luoghi e spazi che nulla hanno a che fare con il naturalismo, una vicenda in cui statue prendono vita e si vendicano. Con un testo del genere non si può  far altro che creare un gioco meta-teatrale in cui gli attori e lo spazio si trasformino senza soluzione di continuità. Uno spettacolo in cui prevale l’evocazione rispetto ad una ricerca di realismo scenico che non è adatto alla commedia né alla compagnia.

giovedì 20 marzo ore 20:45

NATURA MORTA IN UN FOSSO

 di Fausto Paravidino | adattamento revisione drammaturgica Davide Bernardi |con Matteo Barbero, Davide Bernardi, Silvia Caltagirone, Iacopo di Nuzzo, Monica Iannessi, Patrizia Schneeberger |regia Davide Bernardi e Monica Iannessi |compagnia Nessun Vizio Minore

In un paese qualunque di una provincia italiana, in un sabato sera come tanti, una ragazza viene massacrata di botte ed uccisa.Il suo corpo senza vita viene abbandonato in un fosso. È il corpo di Elisa Orlando, 22 anni.
Intorno alle indagini sulla sua morte si intrecciano le vicende di genitori increduli e spezzati dal dolore della perdita, agenti di polizia che devono trovare la verità in poche ore, amici fidanzati conoscenti, ognuno convinto, a suo modo, di aver conosciuto la vera Elisa. E a poco a poco emerge un mondo fatto di droga, prostituzione, discoteche, ma anche di ingenuità, tenerezze e voglia di vivere sempre al massimo, con l’incoscienza tipica dei vent’anni.
Seguendo i racconti di chi l’ha amata e conosciuta, avvicinata o appena intravista, viene ricostruito il puzzle di quella notte e di quello che Elisa era veramente. Il dramma sfocia in commedia involontaria, esilarante e surreale, come sa essere la vita. Ma la verità può assumere aspetti violenti ed inattesi, e non si è mai preparati abbastanza a scardinare le proprie convinzioni e a pagarne le conseguenze.

giovedì 27 marzo ore 20:45

ITALIANESI

di e con Saverio La Ruina / Scena Verticale

Esiste una tragedia inaudita, rimossa dai libri di storia, consumata fino a qualche giorno fa a pochi chilometri dalle nostre case. Alla fine della seconda guerra mondiale, migliaia di soldati e civili italiani rimangono intrappolati in Albania con l’avvento del regime dittatoriale,costretti a vivere in un clima di terrore e oggetto di periodiche e violente persecuzioni Con l’accusa di attività sovversiva ai danni del regime la maggior parte viene condannata e poi rimpatriata in Italia. Donne e bambini vengono trattenuti e internati in campi di prigionia per la sola colpa di essere mogli e figli di italiani. Vivono in alloggi circondati da filo spinato, controllati dalla polizia segreta del regime, sottoposti a interrogatori, appelli quotidiani, lavori forzati e torture. In quei campi di prigionia rimangono quarant’anni, dimenticati.  Come il “nostro” che vi nasce nel 1951 e vive quarant’anni nel mito del padre e dell’Italia che raggiunge nel 1991 a seguito della caduta del regime. Riconosciuti come profughi dallo Stato italiano, arrivano nel Belpaese in 365, convinti di essere accolti come eroi, ma paradossalmente condannati ad essere italiani in Albania e albanesi in Italia.

giovedì 10 aprile ore 20:45

FIGURELLE  PARTY

 diretto da Domenico Castaldo / con l’ensemble del LabPerm di Ricerca sull’Arte dell’Attore/ produzione  LabPerm e ACTI Teatri Indipendenti

Le “fi’urelle” in dialetto napoletano rappresentano le immagini dei calciatori e quelle dei santi. Abbiamo collezionato una serie di Figurelle canore, ma anche musicali, e pure teatrali. Ognuna di esse si apre sopra un personaggio, o sopra un paesaggio con dentro uno o più personaggi. Le parole e la musica si supportano, s’inseguono, si abbracciano come nella canzone d’autore, come nella musica popolare. Ma non ci si ferma lì. Castaldo e il gruppo le incarnano e le rendono “fi’urelle” animate, vive, senzienti e rispondenti. E’ un concerto? Sì ma un po’ più che cantato. Allora è uno spettacolo di teatro. Sì ma costantemente musicato. Allora cos’è? E’ una cosa che odora di rosa ma rosa non è…vieni a vedé! L’ensemble non è solo musicale: ci sono attori che cantano e fanno gli strumenti, suonatori che vivono le storie di ogni “fi’urella!”. E’ una ora e mezza di piacere condiviso nella danza e nella panza. Attenzione! non lo stomaco, la panza… che è dove risiede ogni più gioiosa sostanza.

mercoledì 23 aprile ore 20:45

SOLITUDINE

 dal teatro partigiano di Beppe Fenoglio |di Filippo Taricco e Beppe Rosso / con Beppe Rosso |ACTI Teatri Indipendenti

Lo spettacolo porta alla luce e intreccia quelle scene e quei frammenti del teatro “partigiano” che permettono di intravedere lo scheletro d’insieme di quest’ultimo lavoro incompiuto. E qui l’autore propone una nuova prospettiva: ciò che nei testi precedenti veniva letto come valore assoluto, come scelta senza compromessi, viene messo in discussione. Il “partigiano” e la sua condizione durante lo sbandamento dell’inverno del ’44,  diventa problematica, il disagio si fa concreto ed esistenziale. Un dramma che a tratti mostra una perdita di coordinate e svela le paure di questi giovani ragazzi combattenti, pur nella tensione verso la “giusta causa” e dell’inderogabile “scelta” fatta. La scena si popola di personaggi mitici, tragici, sarcastici, irrisolti nelle loro contraddizioni, inconciliabili con il mondo ma tremendamente umani.


29-30 maggio e 12-13 giugno

ATTENZIONE ALLE VECCHIE SIGNORE CORROSE DALLA SOLITUDINE

 cena-spettacolodal teatro di Matej Visniec |con Lorenzo Bartoli, Mario Pirrello, Francesca Porrini, Valentina Virando |regia Beppe Rosso | ACTI Teatri Indipendenti

Uno spettacolo che sceglie come spazio scenico una cena a cui partecipano attori e pubblico. Il servizio, il cibo, il vino fanno parte della drammaturgia: l’azione del mangiare è parte integrante del “rito” ed entra in dissonanza con le vite e le storie disperate interpretate dagli attori seduti insieme al pubblico. Un contrasto “paradossale” tra il benessere che procura il cibo e l’inquietudine dei mondi che irrompono nella cena: dalle istruzioni per chiedere la carità, ad una prostituta in fuga, dalla guerra fino alla santità di una Vergine incinta. Azioni sceniche e parole che conducono i commensali in un viaggio tra l’occidente e l’oriente dell’Europa, un viaggio che svela l’assurdo dei nostri giorni, fatti di precarietà economica-politica-affettiva. Quei mondi lontani, toccati a volte solo dalla cronaca, si siedono e mangiano con noi. Le trame sottilissime e beffarde create da Matéj Visniec,  si insinuano tra una portata e l’altra, interpretate da  personaggi al “limite”; figure emblematiche e irriverenti  che creano un “rito” in cui tutti sono coinvolti, attori e commensali–spettatori.

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