Home / In evidenza / Prorogata la mostra WO | MAN RAY fino al 2 febbraio 2020

Prorogata la mostra WO | MAN RAY fino al 2 febbraio 2020

È prorogata fino al 2 febbraio 2020 la mostra “WO | MAN RAY. Le seduzioni della fotografia”, curata da Walter Guadagnini e Giangavino Pazzola.

Due settimane in più di apertura della mostra per un pubblico che, numeroso e attento, ha già confermato il successo con oltre 26 mila visitatori dall’apertura, il 17 ottobre, ad inizio gennaio. Man Ray, non c’è dubbio, è un grande nome, un grande maestro della fotografia del XX secolo – commenta Walter GuadagniniCon la nostra mostra abbiamo costruito una prospettiva in cui Man Ray è offerto agli spettatori in un modo del tutto nuovo, ed è questa una delle chiavi principali del successo della mostra, oltre al grande fascino delle immagini esposte, capolavori assoluti della fotografia del XX secolo.

previous arrow
next arrow
Slider
previous arrow
next arrow
Slider

Il percorso della mostra, infatti, è tutto dedicato ad un preciso soggetto, la figura femminile, fonte di ispirazione primaria dell’intera poetica di Man Ray, in particolare nella sua declinazione fotografica. Man Ray, ma anche Lee Miller, Berenice AbbottDora MaarMeret Oppenheim. E Kiki de Montparnasse, Nusch Éluard, Juliet (l’ultima moglie): artiste, modelle, amiche, compagne. E le protagoniste della Parigi degli anni Venti e Trenta, Gertrude Stein, Nancy Cunard, Sylvia Beach, Youki Foujita Desnos. Tutte, in modi diversi, legate per periodi più o meno lunghi a Emmanuel Radnitzky, detto Man Ray (nato a Philadelphia nel 1890), arrivato nella Ville Lumière nel 1921 con la fama di “dadaista newyorchese”, introdotto da Marcel Duchamp, amico di Tristan Tzara (e anche loro sono in mostra, il primo en travesti e il secondo affiancato da una enorme figura femminile, naturalmente nuda) e subito pronto a mostrare quali magie si potessero fare in camera oscura.  

Tra le oltre duecento fotografie in mostra, realizzate a partire dagli anni Venti a Parigi fino alla morte avvenuta nel 1976, alcuni dei capolavori che hanno reso celebre il maestro americano a livello internazionale come le leggendarie “Le Violon d’Ingres” (1924), “Noire et blanche” (1926) e “La Prière” (1930).