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Piccole Compagnie teatrali resistono – Storie di teatro, soldi e burocrazia

teatri indipendenti a Torino Sorprende, rallegra, e un po’ preoccupa lo stato delle piccole e medie Compagnie teatrali indipendenti a Torino: sono molte, hanno molta storia alle spalle, e non se la passano bene.
In audizione presso la commissione cultura, presieduta da Daniela Albano, nella mattinata del 14 luglio, si avvicendano ai microfoni i direttori artistici e presidenti di Teatro delle 10, Labperm, Liberi pensatori “Paul Valery”, Almateatro. La loro audizione prosegue gli incontri che la commissione sta da tempo svolgendo con le realtà consolidate del teatro indipendente torinese.
Una ricchezza culturale del nostro territorio che nelle differenti cifre artistiche è caratterizzata dalla vocazione alla ricerca di nuovi linguaggi teatrali e di nuovi pubblici, dall’impegno civile, e dalla critica alla politica culturale pubblica e delle Fondazioni bancarie, basata sui bandi.
Bandi intermittenti, dicono, estemporanei e spesso vincolanti sul piano artistico. Alcuni, come Teatro delle 10, hanno rinunciato a parteciparvi a causa degli adempimenti burocratici che comportano, giudicati insostenibili.
Teatro delle 10 ha addirittura abbandonato da tempo il territorio torinese, dove nacque nel 1958 su iniziativa di teatri indipendenti a Torino un grande del teatro italiano: Massimo Scaglione. A questa Compagnia si deve, nei primi anni ’60, la messa in scena in Italia del cosiddetto “teatro dell’assurdo”. Fu dunque Torino (un bel primato culturale della Città), ad aprire le scene italiane a Beckett e a Ionesco.
A queste difficoltà si sommano quelle più recenti legate alle norme sulla sicurezza che, affermano, hanno fatto saltare una cinquantina di spettacoli programmati per quest’anno.
Prendono tutti atto delle difficoltà finanziarie che gli enti pubblici locali attraversano da tempo, ma chiedono alla Città di intervenire per la semplificazione della burocrazia, per agevolazioni nell’uso degli spazi pubblici e per una più realistica declinazione di norme di sicurezza che, affermano, non possono equiparare uno spettacolo in una sala da 99 posti al concerto di Vasco Rossi al Modena Park.
La chiusura dell’incontro è nel segno di una possibile convocazione (l’idea è del consigliere Massimo Giovara) di “Stati generali del Teatro indipendente torinese” per confrontare buone pratiche e mettere in luce possibili modelli di cooperazione. Ma l’ultimo appello dei teatranti alla Commissione è riassumibile in una parola: “semplificazione”.

nelle fotografie:

– Direttori e presidenti delle Compagnie in audizione
– Eros Pagni e Ugo Pagliai in “Aspettando Godot”

S.L. fonte citta Agora