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Nutrie sotto controllo. Le parole della sindaca Chiara Appendino

Un tema delicato che sta a cuore a molti. Ecco le parole della prima cittadina di Torino riportate nella sua pagina facebook.

“Sono circa 250 le nutrie che affollano sempre più numerose le sponde dei fiumi di Torino. La nutria è considerata specie invasiva dall’Unione europea, che chiede di effettuare interventi per contenerne la rapida riproduzione, non contrastata nel nostro Paese da efficaci predatori: da due a quattro le cucciolate prodotte ogni anno.

Le nutrie, originarie del Sud America e importate per sfruttarne la pelliccia, consumano fino a 2,5 kg di alimenti freschi al giorno, spogliando dalla vegetazione le sponde dei fiumi e colpendo spesso le coltivazioni; danneggiano i nidi degli uccelli e la loro presenza attira a loro volta ratti, gabbiani e colombi e farsi tramite per malattie e infezioni; possono rappresentare quindi un pericolo per la salute.

Il piano di controllo presentato oggi nella riunione della Commissione Smart City dall’Università di Torino durerà cinque anni, ed è condotto con Città Metropolitana, Città di Torino e la Consulta comunale animalista. La prima fase sarà di controllo del territorio: un’equipe percorrerà in barca i fiumi di Torino alla ricerca delle colonie, che saranno anche osservate con l’ausilio di un drone. Poi si procederà alla cattura, soprattutto delle femmine, per la loro sterilizzazione, fino a un centinaio di esemplari. Una colonia non sarà interessata dall’intervento e verrà utilizzata come “gruppo di controllo”.

L’intervento dura dieci minuti e la cattura avviene con la collaborazione delle associazioni animaliste. In quattro anni si potrà ottenere, secondo i ricercatori, una riduzione del 40%, la scomparsa definitiva delle nutrie dal nostro territorio si avrà tra l’ottavo e il decimo anno di attività. L’osservazione con il drone e la cattura permetteranno di studiare i comportamenti delle “famiglie” (matriarcali, i maschi sono “vagabondi”) e di analizzarne la realtà sanitaria in modo scientifico.”

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