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La storia del Salone del Libro di Torino

Dopo una riunione preparatoria con i rappresentanti di varie case editrici italiane, la proposta di tenere un salone del libro nel complesso fieristico di Torino Esposizioni fu presentata ufficialmente il 22 luglio 1987 all’Unione Industriale di Torino. I promotori dell’iniziativa erano il libraio Angelo Pezzana e l’imprenditore Guido Accornero, che all’epoca aveva acquisito il 33% della casa editrice Einaudi. Si aprì quasi immediatamente una polemica con il sindaco di Milano Paolo Pillitteri, che voleva trasferire la manifestazione a Milano, ma con l’appoggio della maggior parte dei grandi editori la sede torinese fu confermata ufficialmente il 23 settembre dello stesso anno.

«Un’idea luminosa con un pizzico di follia» sono le parole che lo scrittore premio Nobel Josif Brodskij pronunciò alla cerimonia inaugurale al Teatro Regio il 18 maggio 1988 in occasione dell’apertura del Salone.

Fin dalla prima edizione l’iniziativa ebbe un successo superiore alle aspettative, in curioso contrasto con la scarsa propensione alla lettura degli italiani: al primo Salone del libro, a Torino Esposizioni, parteciparono oltre cinquecento espositori e centomila visitatori.

Nel 1992, alla quinta edizione, con l’aumento del numero degli espositori e la necessità di introdurre spazi espositivi dedicati a nuovi settori dell’editoria (i prodotti multimediali, i fumetti e le riviste), il Salone viene trasferito al Lingotto, dopo la ristrutturazione compiuta da Renzo Piano.

Per coordinare il programma culturale, nel 1994 viene costituita la Fondazione Salone del libro diventata successivamente Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, guidata da Rolando Picchioni. Dal 1998 il Salone viene ribattezzato Fiera del libro e dal 2002 Fiera internazionale del libro, riprendendo la denominazione dalla omonima manifestazione espositiva che si teneva a Firenze negli anni venti e trenta del XX secolo. Dal 2009 riprende la denominazione originaria di Salone Internazionale del Libro, che mantiene tuttora.
Movimento fra gli stand della Fiera del libro
Periodicamente, la collocazione a Torino della Fiera / Salone del libro tornava a essere contestata: per esempio, nel 2000, dal parlamentare Marcello Dell’Utri[11], trovando però il suo equilibrio con altre manifestazioni librarie a carattere specialistico, come la Fiera del libro per ragazzi di Bologna e la Fiera della piccola e media editoria di Roma.

Negli anni il Salone ha via via ampliato il panorama delle proprie iniziative: dal 1996 viene scelto per ogni edizione un tema conduttore per conferenze, convegni e pubblicazioni, dal 2001 sono invitati gli editori e gli scrittori di un Paese ospite: ogni anno si tengono centinaia di convegni, incontri con protagonisti di rilievo del mondo della cultura, presentazioni di novità editoriali, iniziative didattiche che permettono di avvicinare alla lettura bambini e ragazzi con animazioni, laboratori e spettacoli teatrali. Nel 2005 è nata la manifestazione Lingua Madre, che porta alla Fiera scrittori asiatici, africani e latino-americani, accomunati dal lavoro sperimentale e innovativo sul patrimonio della loro tradizione culturale, ed è stato istituito lo spazio Book Film Bridge, destinato alla negoziazione dei diritti audiovisivi. Nel 2006 è nata l’area Oltre, dedicata ai giovani tra i 14 e i 19 anni, e, con il progetto “Voltapagina”, il Salone ha portato i suoi autori a lavorare assieme agli ospiti della casa di reclusione di Saluzzo in un progetto di recupero e integrazione attraverso la lettura. Nel 2007 è la volta del Bookstock Village, lo spazio per i lettori dall’infanzia alla laurea, che unisce in un intero padiglione l’esperienza maturata dallo Spazio Ragazzi e dallo spazio Oltre con una forte attenzione ai nuovi linguaggi espressivi e alle tecnologie multimediali. Per i bibliofili il Salone Internazionale del Libro è un’occasione che permette di vagare per ore tra grandi editori, scrittori e giornalisti in giro per la manifestazione e piccole case editrici altrimenti introvabili, libri antichi e fumetti.

Nel 2010 il Salone ha istituito il Premio Salone Internazionale del Libro: riconoscimento, assegnato attraverso il voto elettronico dei visitatori e degli espositori, a un grande maestro della letteratura internazionale che – nell’autunno successivo al Salone – dedica al pubblico e agli studenti del Piemonte un ciclo di incontri e lezioni. Le due edizioni del Premio sono andate ad Amos Oz nel 2010 e nel 2011 a Javier Cercas.

Nella primavera 2016 entrano nella compagine societaria della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura – quali nuovi Soci Fondatori – il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e Intesa Sanpaolo; conseguentemente viene modificato lo statuto. Presidente designato è Massimo Bray.

Dopo 18 edizioni guidate dallo scrittore Ernesto Ferrero, nell’ottobre 2016 viene nominato nuovo Direttore editoriale lo scrittore premio Strega Nicola Lagioia. Nell’autunno 2016 il Salone di Torino stringe accordi di collaborazione con Bologna Children’s Book Fair e il Salon du Livre et de la presse jeunesse di Montreuil (F) per sviluppare progetti comuni.