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La Città della Salute di Torino fa un’importante scoperta: Il colesterolo cattivo sarebbe un fattore di rischio per la SLA

Il colesterolo cattivo è una delle cause genetiche della SLA

la Città della Salute di Torino ha fatto un’importante scoperta. Sembra infatti che il colesterolo LDL, cioè quello ritenuto cattivo sia una delle cause genetiche della SLA, la sclerosi laterale amiotrofica.

Questo studio genetico condotto dal professor Adriano Chiò, dal professor Andrea Calvo e dal loro gruppo di ricerca è attualmente il più grande eseguito fino a ora sulla SLA, ed è per questo che è stato pubblicato sulla celebre rivista scientifica internazionale “Annals of Neurology”.

Si tratta di un’analisi che ha dimostrato come l’iperlipemia, geneticamente parlando sia un fattore di rischio per la sclerosi laterale amiotrofica.  Ma oltre al colesterolo cattivo lo studio ha poi evidenziato anche altri due fattori di rischio per questa patologia: il fumo di sigaretta e alti livelli di attività fisica.

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Come prevenire la SLA

Al contrario invece, un’attività fisica moderata e un più alto livello d’istruzione, sarebbero dei fattori che proteggono dalla malattia. Questa importante scoperta è stata realizzata presso l’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino, a cui ha collaborato anche il National Institutes of Health di Bethesda negli Stati Uniti.

Grazie allo studio si aprono finalmente delle possibilità di interventi preventivi contro la SLA, e si potranno anche realizzare nuovi piani terapeutici di precisione; vale a dire specifici per definiti gruppi di pazienti.

Ad oggi non vi è nessuna cura per la SLA

La sclerosi laterale amiotrofica è una patologia degenerativa progressiva, che va a colpire sia i motoneuroni celebrali che il midollo spinale. Va quindi a danneggiare il movimento muscolare volontario di arti, della fonazione e della deglutizione.

Nel nostro paese questa terribile malattie colpisce circa 5000 individui, di cui 500 solo in Piemonte. Ad oggi non esiste ancora una cura definitiva alla SLA, ma tra i vari fattori di rischio sono stati individuati i geni, lo stile di vita, alcuni traumi ed un’eccessiva attività sportiva.