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“I Giovani di Coldiretti Piemonte in piazza a Torino per contrastare i cambiamenti climatici #globalstrikeforfortune”

La grave siccità nelle campagne del nord provocata da precipitazioni invernali dimezzate (-50%) rispetto alla media storica è solo l’ultimo capitolo degli effetti delle anomalie climatiche con il ripetersi di eventi estremi che sono costati all’agricoltura italiana oltre 14 miliardi di euro in un decennio tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne. E’ quanto emerge da uno studio della Coldiretti divulgato in occasione della partecipazione dei giovani agricoltori al Global Strike for Future, per contrastare i cambiamenti climatici che nasce dalle proteste della giovane attivista svedese Greta Thunberg.

In Piemonte, a Torino, la delegazione di Giovani Impresa è scesa in piazza con gli studenti partecipando al corteo che, partito da piazza Arbarello, ha il suo culmine in piazza Castello.

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“Con il cambiamento del clima, l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai diventata la norma – evidenziano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale – con una evidente tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di eventi violenti, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi. Ormai quella del clima è una sfida urgente da affrontare per il settore agricolo. La siccità, infatti, è diventata l’evento avverso più rilevante per l’agricoltura. Le nostre imprese sono sempre più chiamate ad interpretare le novità segnalate dalla meteorologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio. In questo scenario, l’agricoltura piemontese non può fare a meno di assicurare le proprie produzioni agricole, adottando un’adeguata azione di gestione del rischio. I nostri giovani in piazza hanno rappresentato l’agricoltura italiana che è diventata la più green d’Europa con il maggior numero di certificazioni alimentari a livello comunitario per prodotti a denominazione di origine Dop/Igp che salvaguardano tradizione e biodiversità, ha la leadership nel numero di imprese che coltivano biologico, conta la più vasta rete di aziende agricole e mercati di vendita diretta, ma ha anche la minor incidenza di prodotti agroalimentari con residui chimici fuori norma”.