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25 anni fa la strage di Capaci: il ricordo di Giovanni Falcone

Era il 23 maggio 1992 e mancavano pochi minuti alle ore 18:00 quando, all’altezza di Capaci, sulla A29 in direzione Palermo, una trappola mortale fatta di 1000 chili di tritolo fece saltare letteralmente in aria l’autostrada.




La storia di quel tragico giorno

Lì, in quel determinato momento, stava passando, alla guida di una Fiat Croma bianca, Giovanni Falcone accompagnato da sua moglie e da 3 agenti della sua scortaAntonino Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo. Tutti loro sono tragicamente morti sul posto; mentre, i 3 militari che seguivano il magistrato in un’altra auto a poca distanza (Paolo Capuzza, Gaspare Cervello e Angelo Corbo) si salvarono miracolosamente, anche se la loro vita venne comunque segnata per sempre dall’accaduto.

I due magistrati uniti dallo stesso crudele destino

Insieme al collega e amico Paolo Borsellino, Giovanni Falcone è considerato una delle personalità più importanti e prestigiose nella lotta alla Mafia, sia in Italia che a livello internazionale.

Negli anni ’80, Giovanni Falcone fece parte del pool antimafia che portò a termine uno dei più duri colpi alla criminalità organizzata: il maxiprocesso che si concluse con 360 condanne per centinaia di mafiosi, assassini e criminali per un totale di 2.665 anni di carcere.




Il ricordo

Proprio in questi giorni, per commemorarlo come si deve, l’auto della scorta del giudice Giovanni Falcone torna a Palermo. I resti della “Quarto Savona Quindici“, su cui viaggiavano gli uomini della scorta uccisi nell’attentato di Capaci, saranno collocati nel giardino della memoria, nel Comune di Isola delle Femmine.

Ricordiamo che sono trascorsi 25 anni dalla morte di Giovanni Falcone, ma ancora oggi, oltre ad essere stato un magistrato, anche se è stato assassinato dalla Mafia, è considerato un eroe italiano.

Servizio a cura di Antonello Preteroti